Snob? No: scelte.

Anders-Westergaard-Poulsen-Snob-

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché: perché, per esempio, ci sono persone come me che non hanno visto il concertone di Vasco Rossi, non hanno seguito il Gran Premio di Formula 1 o il Moto GP, non seguono Wimbledon.

Scriviamo come mangiamo e andiamo quindi ad elencare qualche motivuccio, uno due e tre, ad esempio.

Sia ben chiaro, avrei potuto fare tutte queste cose ( uno )  e non ho niente, proprio niente contro quanti invece l’hanno fatto ( due ) così come non mi sento assolutamente “superiore” a loro, anzi probabilmente è vero il contrario.

Ce ne sono altre però, di persone come me che una volta erano chiamate snob,  termine elegante sinonimo di “eccentrico” quando non di ” con la puzza sotto il naso”, ma sono – siamo – sempre meno, una sorta di razza in via d’estinzione.

Ammesso poi di esserlo davvero “snob” con quel significato dato al termine!

Ancora  ( tre ): non parlerò della morte di Fantozzi / Villaggio, riservandomi di farlo quando non sarà più “di moda”.

Il fatto è che, se vogliamo,  siamo ancora capaci di scegliere: manca poco e nasceremo col telecomando, oppure con una app innestata nel cervello che ci sarà regalata dai nostri padrini di battesimo o i familiari presenti al Berit Milah o Brit Milah  (in ebraico : בְּרִית מִילָה‎, lett. Patto del taglio), più nota come circoncisione rituale, o qualche altra cerimonia di iniziazione ( perché siamo moderni, oh quanto e come siamo moderni… ), ma nel frattempo, appunto, lo possiamo fare. 

Saremo guardati male dalla “maggioranza” che si vorrebbe silenziosa ma tanto silenziosa non lo è mai, proprio perché, sfacciatamente e smaccatamente, esprimiamo un’opinione, una linea di pensiero e – that’s incredible! – OSIAMO agire di conseguenza.

Questo per il comune sentire non si fa, non è concesso, esula dai binari consueti, non è etichettabile, classificabile e tanti altri aggettivi a vostra scelta, rendendoci quasi – sottolineo il quasi – alieni.

Beh, non è così: pensare – magari con la propria testa – è un esercizio piuttosto antico e pare non abbia mai fatto male a nessuno.

Oddio, anche questo non è del tutto vero: nella Storia i pensatori hanno sempre dato fastidio e molto spesso hanno fatto una brutta fine quando non orribile, ma le loro idee sono sopravvissute ogni volta.

Purtroppo anche quelle non esattamente piacevoli, altrimenti non avremmo il neo-nazismo, l’estremizzazione del comunismo, le famigerate radicalizzazioni con le quali stiamo facendo i conti, ultimamente ogni giorno.

Ha un senso questo post, come sono sicuro mi chiederebbe il mio amico Augusto?

Non lo so, mi appello alla clemenza della corte.

So che scriverlo mi ha fatto sentire meglio, ma – una volta tanto – non saprei spiegarvi perché.

Se poi siete arrivati fin qui, senza mandarmi prima a quel paese, vi ringrazio, ma vi ricordo che avete anche in questo caso esercitato il vostro diritto di scegliere come impiegare il vostro tempo, leggendomi piuttosto che fare qualcos’altro.

Qualcuno, da qualche parte, potrebbe addirittura chiamarla… Libertà.

Davide De Vita

link foto:

http://www.whitezine.com/en/photography/anders-westergaard-poulsen.html/attachment/anders-westergaard-poulsen-snob

 

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