Caos Venezuela: perché.

Assalto al parlamentoBuongiorno e chiediamoci un perché: perché, ad esempio, il Venezuela, prima o poi, scoppierà?

Per provare a capire ciò che sta accadendo oggi, meglio fare qualche passo indietro, fino a febbraio dell’anno scorso quando, su una testata on line ora scomparsa dal web, scrivevo:

(25 febbraio 2016, articolo pubblicato su teleGM24)

“Per tentare di porre rimedio a tutto ciò, il governo Maduro, in questi giorni, ha deciso di aumentare, dall’oggi al domani, del seimila (sì, avete letto benissimo, proprio seimila) per cento il prezzo della benzina, prima pari quasi a zero. Cerchiamo di capire meglio: la moneta corrente è il “bolivar”, per cui dopo le nuove misure, un litro di combustibile a 91 ottani costerà un bolivar, mentre ce ne vorranno sei per quello raffinato a 95 ottani. Per avere un’idea più chiara di cosa significhi, ricordiamo che un caffè, un semplicissimo caffè costa più di 100 (cento) bolivar. L’opposizione (fonte: Daniel Lozano, La Nacion, Argentina) denuncia i “regali” di milioni di barili a Cuba ed altri paesi alleati, criticando anche questa nuova misura, che ricorda fin troppo un precedente sollevamento popolare, verificatosi nel 1989 proprio in seguito ad un aumento del prezzo della benzina, costato la vita a centinaia di persone e passato alla storia col nome di “Caracazo” o “Sacudon”. A questo si aggiunge una svalutazione del cinquantanove per cento del bolivar, per cui ad oggi venticinque febbraio duemila sedici la moneta venezuelana è pari a zero virgola quindici dollari e zero virgola quattordici euro; perciò, nonostante le pompose dichiarazioni dello stesso Maduro che, soddisfatto per l’accordo raggiunto con Russia, Arabia Saudita e Qatar per rallentare la produzione petrolifera, afferma minacciando ( anche lui! ) l’avvento della terza guerra mondiale nel caso in cui trionfasse la politica imperialista: “Nessuno canti vittoria. L’obiettivo è distruggere Russia, Venezuela, Iran e Opec. Siamo appetibili per il nostro petrolio e anche per Bolivar, Chavez, il popolo, la rivoluzione. Siamo l’asse delle libertà in America.”

Nonostante questi proclami e queste misure a detta di tanti impopolari, il Venezuela ha attualmente la peggiore economia del pianeta ed è in testa alla classifica dell’inflazione, con pochi o nessuno spiraglio di miglioramento. Ora, con il disgelo tra Cuba e gli Stati Uniti, la fine dell’embargo all’Iraq, l’incertezza sulla sorte della Libia e degli altri paesi medio orientali interessati dal fenomeno Isis, si vedono davvero poco, purtroppo, reali speranze di salvezza per questa nazione, proiettata invece verso l’abisso di un altro (vedi Argentina) colossale “default”.

Ci siamo?

Lo so, magari non ci credete eppure esistono economie più disastrate della nostra.

Non tante, ma esistono.

Che succede oggi, invece, in Venezuela?

Quello che spesso diciamo tra amici al bar, o nelle chat di Whatsapp o sul social che preferite, come

<< Bisognerebbe entrare in Parlamento e prenderli tutti quanti a calci in c…>>

Beh, ragazzi, chiunque sia stato, da chiunque siano stati effettivamente spinti e più o meno “controllati”, alcuni individui hanno fatto esattamente questo all’interno del Parlamento di Caracas.

Secondo le agenzie, circa cento militanti chavisti ( seguaci dell’ex premier Chavez ) hanno assaltato e assediato il parlamento per oltre nove ore, invadendo il palazzo e aggredendo deputati, funzionari e giornalisti presenti al suo interno.

“Un minuscolo gruppo di persone pagate dal governo è venuto oggi in questa sede per sequestrare non i deputati o i giornalisti, bensì la sovranità popolare venezuelana, la nostra democrazia”

… Dichiara alla stampa Julio Borges, presidente dell’Assemblea Nazionale, rincarando poi la dose:

“per noi è molto chiaro che questo è solo un piccolo campione di quello che si sta preparando per il Venezuela con la Costituente fraudolenta lanciata dal presidente Maduro: siamo qui non per difendere un palazzo, ma i quattordici milioni di cittadini che hanno votato per noi. Maduro ha detto che condanna questi fatti di violenza, ma la verità è che è lui l’unico responsabile di questa violenza”.

Borges si riferisce alle dichiarazioni con le quali Maduro ha definito l’attacco:

Un fatto strano, una rissa nei corridoi del Parlamento”,

affermando poi di non essere

complice di nessun fatto violento

e di aver dato disposizioni affinché la giustizia indaghi su quanto è accaduto.

In un video, che lui stesso ha diffuso sui social network, Oswaldo Rivero, conosciuto come Cabeza de Mango (noto giornalista televisivo chavista), si è presentato come il responsabile dell’attacco, affermando:

 “Assumiamo la responsabilità storica di quello stiamo facendo. Siamo qui per protestare contro quelli che nascondono il cibo e commettono atti terroristici”

In conclusione, comunque vadano le cose, la verità (che come diceva già Eschilo prima di tutti, in guerra è sempre la prima vittima) è che il popolo venezuelano, in ginocchio da anni per la crisi economica durissima, è stanco della corruzione senza limiti e delle continue delusioni e disillusioni “offerte” dalla classe politica locale.

Non solo: è un popolo, letteralmente, affamato.

E i popoli affamati…

Davide De Vita

Fonte:

 http://www.repubblica.it/esteri/2017/07/06/news/venezuela_militanti_chavisti_assaltano_il_parlamento_deputati_sotto_assedio_per_9_ore-170083025/#gallery-slider=170080928

 

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