Il fuoco e l’acqua.

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché: perché, ad esempio, non siamo capaci di gestire un bene infinitamente prezioso come l’acqua?

Bella domanda, eh?

Intanto siamo arrivati all’assurdo (secondo il modestissimo parere di chi scrive, come sempre) di doverla pagare, l’acqua, come sappiamo benissimo tutti (ero alla posta stamattina con la mia bolletta inerente – non uso le virgolette sennò un amico giustamente ha mal di pancia – quindi ci siamo capiti, eccome se ci siamo capiti…) di doverla pagare, questa benedetta acqua, ma le cose al momento stanno così e amen.

Prendersela con i vari enti preposti è fin troppo facile, puntare il dito contro qualcuno o qualcosa è uno sport nazionale nel quale siamo tutti campioni da podio.

Però…

Quanta ne sprechiamo, ogni giorno, voi ed io, anzi io prima di voi?

Ogni volta che tiriamo lo sciacquone del water se ne vanno dai dieci ai quindici litri d’oro blu, mentre, per esempio, basterebbe mettere un secchio sotto di noi quando ci facciamo la doccia per ottenerne la stessa quantità, non sprecarla, utilizzandola due volte…

Lo faccio?

Quando mi ricordo.

Si potrebbero fare tantissimi altri esempi, ma temo si torni sempre ai discorsi dell’educazione e della cultura: non c’è stato insegnato – o non l’abbiamo voluta imparare – la cultura del risparmio e dello sfruttamento intelligente delle risorse disponibili sul Pianeta che, guarda guarda, ce lo dicevano da decenni che prima o poi si sarebbero ridotte in quanto non infinite.

Il male che abbiamo fatto e continuiamo a fare alla Terra è incredibile, supera ogni immaginazione, per cui, se siamo noi la causa prima del surriscaldamento globale, non può sorprenderci se dall’Antartide si stacca (e si è staccato) un iceberg grande come la Liguria…

Per tornare in Italia e nel nostro piccolo in Sardegna o ad Iglesias, nella penisola dieci – dieci! – regioni stanno per chiedere lo stato di calamità naturale a causa della siccità, mentre gli incendi divampano ovunque mangiandosi ettaro dopo ettaro il nostro patrimonio boschivo del quale, nei fatti, ce ne importa poco meno di un c… E scusate il francesismo.

C’è un’altra considerazione da fare e riguarda i migranti: la desertificazione in atto da anni se non da decenni aggiunge un’altra connotazione al loro flusso. Sicuramente qualcuno più preparato di me l’avrà già fatto notare, ma questa immensa, infinita migrazione è, oltre che economica, sociale, causata dalle guerre, anche fortemente climatica.

Si scappa cioè, oltre che da tutto il resto, già abbondantemente drammatico, anche dal deserto e si segue l’acqua, che noi – intelligenti e civilizzati, così pomposamente ci autodefiniamo – sprechiamo in abbondanza…

Ora capita che un mio carissimo amico mi invii un video (quello che apre e accompagna il post) in cui si vede un getto d’acqua, quasi certamente potabile in quanto proveniente molto probabilmente da un serbatoio di una zona nota della città, scaricato da dieci giorni nella fogna…

Qui, ad Iglesias, in questi caldissimi giorni e con la penuria del preziosissimo elemento che tutti conosciamo e subiamo

Premesso che tutto è comunque da verificare, controllare e ricontrollare, ci si augura che, se di spreco effettivamente si tratta, lo si elimini al più presto.

Nel frattempo, prima io che non sono nessuno, poi voi se volete, proviamo a consumarla con criterio, questa liquida benedizione

Nell’interesse di tutti, dal vostro umile scrivano

Davide De Vita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...