Il pericolo “nascosto” del senso comune

Buongiorno e chiediamoci un perché: anzi, oggi riprendiamo quello che s’è posto lo psicologo dr. Andrew Shtulman nel suo libro “Scienceblind, i cui concetti principali sono riportati da Oliver Burkeman, giornalista del Guardian.

Argomenti piuttosto caldi e di stringente attualità, come vedremo.

Perché, per esempio, in tanti credono a sciocchezze pericolose e antiscientifiche, come l’affermazione che i vaccini provocano l’autismo o che il cambiamento climatico non esiste?

(N.d.A.: visto il caldo disumano di questi giorni, probabilmente in molti sono tornati… Sui propri passi…)

A queste domande normalmente si risponde che ci si comporta così per un miscuglio di stupidità (lo dice Burkeman…) disinformazione e paura di affrontare verità che spaventano.

In effetti, come dire, a pelle suona assurda l’idea di iniettare ai bambini sostanze brulicanti di agenti patogeni, quanto appare altrettanto assurda l’idea che dei semplici esseri umani abbiano (sì, ragazzi, l’abbiamo fatto) modificato l’intero pianeta solo bruciando qualcosa.

Sono obiezioni sbagliate ma, come afferma Shtulman, non c’è bisogno di essere stupidi per crederci.

Afferma, in merito, lo psicologo:

 Basta essere condizionati dalle nostre “teorie intuitive” sulla realtà, dalle idee che ci portiamo dietro dall’infanzia, o che forse sono addirittura nei nostri geni, e soprattutto dagli esperimenti che conduciamo sul mondo dal momento in cui nasciamo. Ogni bambino è un piccolo fisico, biologo e sociologo, e formula senza saperlo teorie che lo aiutano ad affrontare la vita. I neonati, per esempio, capiscono quasi subito che un oggetto solido non può passare attraverso un altro (dagli studi condotti per verificarlo risulta che rimangono perplessi e incuriositi quando gli vengono mostrate immagini illusorie che provano il contrario). Molto prima di studiare che esistono le molecole, ci viene da pensare che il calore sia una sostanza, che può saltare dalla fiamma alla nostra mano, o volare via se apriamo la finestra. È sbagliato, ma sembra ragionevole. Come l’idea che è meglio evitare le siringhe che contengono germi, fino a quando, un bel giorno, scopriamo che non è così. Alcune delle nostre teorie vengono corrette molto presto. I bambini di quattro anni credono che se in un anno festeggi tre compleanni diventi più grande dei tuoi coetanei; ma quando arrivano a sette, sanno che non è vero. Altre teorie perdurano fino all’età adulta.

Le vaccinazioni, il riscaldamento globale, il fatto che la Terra giri intorno al Sole sono tutte cose che ci impongono di mettere da parte l’intuizione.

Questo rende più facile capire perché, data tutta un’altra serie di circostanze, possiamo arrivare a dubitare della scienza; ciò non significa però che le persone che rifiutano i vaccini o negano il cambiamento climatico abbiano ragione, ma ci aiuta a capire perché lo facciano.

In conclusione, non è detto che poiché la fanno tutti o perché si è sempre fatto così una cosa sia giusta a prescindere, mentre d’altra parte è vero che quella fantastica macchina di cui tutti siamo dotati e che chiamiamo mente è capace, se tenuta in forma come facciamo – per esempio – con altre parti del nostro corpo, di reali meraviglie.

Davide De Vita

Fonte:

https://www.internazionale.it/opinione/oliver-burkeman/2017/08/03/il-senso-comune-a-volte-puo-essere-dannoso

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