La clava su Hiroshima

Buongiorno, buona domenica, chiediamoci un perché: perché, ad esempio, non sono così tanto sicuro di poterci definire, tutti, così evoluti e/o civilizzati come pretendiamo di essere?

Prendiamo la data infausta di oggi: sei agosto.

Chi ha un minimo di conoscenze storiche va subito al 1945, quando il più potente ordigno mai costruito dall’uomo (oh, ma quant’è ingegnoso, l’uomo, quando si tratta di armi …) uccise in un colpo solo oltre duecentomila persone ad Hiroshima, ponendo di fatto fine alla Seconda Guerra Mondiale e dando inizio a quella che fu poi chiamata Era Atomica.

A settantadue anni di distanza, molti analisti concludono affermando che, se finì la Seconda, tantissime altre guerre cominciarono o proseguirono, proprio fino ai giorni nostri, così tante che davvero è difficile non solo tenerne conto, ma trovare una data, un’unica sola data da allora in cui in qualche parte di questo maltrattato pianeta non ci fosse un conflitto in corso.

Non lo dico io, non è un’opinione, sono i fatti nudi e crudi, niente destra o sinistra ma cronaca diventata Storia.

Perché?

Perché come ripetuto più volte in queste stesse righe dal vostro umile scrivano, l’uomo (ammettiamolo, il maschio, che la femmina umana non è così bestiale e/o infantile) non ha fatto altro, in questi diecimila anni o più di cosiddetta civiltà, che perfezionare la clava originaria.

Continuando a giocare – sulla pelle dei propri simili – a…

Chi ce l’ha più lungo.

Siamo anche, per cultura, educazione, senso comune (di cui al post precedente) incapaci di accettare quel femminino presente in ogni maschio e che – se compreso – davvero non nuoce per nulla alla virilità ma contribuisce o contribuirebbe a darci maggiore gentilezza e compassione, per dirla in stile Zen o buddhista.  

Questi siamo.

Progresso, scienza, tecnologia, evoluzione, filosofia (ciao Pietro), evo antico, medioevo (ciao Cris), evo moderno: etichette che pomposamente abbiamo dato a particolari periodi storici durante i quali la costante è, sempre, senza eccezione di luoghi o ideologie politiche, lo sviluppo militare.

Notizia di ieri 5 agosto:

gli Stati Uniti pronti alla guerra preventiva contro la Corea del Nord.

Potrei citare decine di altri conflitti in corso, ma non lo farò in quanto è domenica, magari andiamo a Messa, poi in piazza col vestito della festa e pensieri simili ci potrebbero turbare.

D’altra parte, abbiamo imparato da tempo che la coscienza può essere pret a porter (pronta da portare, indossare a seconda delle occasioni), quando non addirittura usa e getta.

Parole che danno fastidio? Guardate, danno fastidio soprattutto a me, colpevole quanto se non più di altri di indifferenza e guardiamo-da-un-altra-parte.

Le ho scritte apposta, convinto come sono che solo quando – davvero – riusciremo a fare i conti con noi stessi e guardarci allo specchio senza vergognarci potremmo dirci evoluti e civili.

Parole che ho già scritto?

Sì, le ho già scritte, allora?

Questo è il mio blog, una forma d’ espressione indie (termine che sta per abbreviazione di indipendent, indipendente, ma scritto così è molto più cool, figo, dicono…) quindi magari scrivo ciò che voglio, uh?

Permettetemi dunque alcune note personali: un pensiero per mio padre, scomparso in questa data sette anni fa, ciao signor Pinotto.

Un altro, per concludere con meno tristezza, rivolto ad una carissima amica che, del tutto incolpevole delle tremende atrocità di cui sopra, compie gli anni oggi; una persona ambientalista da quando non era ancora di moda esserlo, contro la guerra e le guerre e non pacifista, coerente con le proprie idee ma sempre aperta al dialogo e appena appena (ma giusto un filino…) interessata ai Nomadi… Fin da quando frequentavamo gli stessi banchi di scuola (ciao Antonella, auguri!)

Nonostante tutto, dai e dai, sono convinto che… Ci salveremo.

Davide De Vita

 

 

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