Restare saldi. Forse.

 

(“stupro”, foto Marcio Freitas, Copacabana, Rio de Janeiro)

Buongiorno e chiediamoci un perché: stavolta, perdonate, non sarò tanto leggero.

Perché restare saldi, come ho scritto nel titolo per alcuni potrà essere facile, per altri, me per primo, no.

Dove per restare saldi s’intende nelle proprie idee, convinzioni, modo di vivere, con coerenza e non con il comodo e praticissimo interruttore dell’ipocrisia a comando.

Per questo ritengo di essere abbastanza lontano dalla santità per poter dire che forse – ammesso esista l’inferno o qualcosa che gli somigli – ho già una suite prenotata in qualche girone, ma non sta a me stabilire la destinazione finale…

Ciò detto, siamo a settembre duemila diciassette, dunque.

Caldo e siccità non abbandonano l’Italia e buona parte dell’Europa.

Crudeltà, abusi, violenze, anche.

Attenzione: non parlo solo di quelle che sono state sparate sulle prime pagine dei giornali e/o telegiornali, no, proviamo ad andare un poco più avanti, dentro le statistiche.

Parliamo, per esempio, dei dati accertati su quell’abominio che chiamiamo stupro.

Un delitto commesso nella stragrande maggioranza dei casi a danno delle donne, quando non dei minori.

Allora, attenzione una, due, dieci, cento volte: nonostante sia diminuito il numero dei casi denunciati, ne restano sempre undici.

Al giorno.

Di nuovo, estrema attenzione: di questi undici, solo quattro sono imputati a presunti colpevoli non italiani o assimilabili a stranieri.

Ancora attenzione: sempre di bestie (senza per questo voler offendere gli animali, quasi sempre molto più umani di noi), secondo chi scrive, si tratta, siano bianchi, neri, rossi, gialli, verdi, a strisce eccetera eccetera eccetera…

Tornando alle statistiche, gli altri sette casi denunciati (al giorno, ricordiamolo) riguardano stupri e/o abusi commessi all’interno delle mura domestiche italiane.

Purtroppo (e anche questo dovremmo avere finalmente il coraggio di ammetterlo) proprio all’interno di quelle famiglie che dovrebbero essere il luogo più sicuro per tutti.

Non si vuole qui giustificare nulla e nessuno, lo stupro o qualsiasi abuso sessuale compiuto su altri esseri umani è, per chi scrive, assimilabile all’omicidio (si uccide la dignità umana della persona, la si annulla e si innesca – come dimostrato da innumerevoli studi – un perverso percorso psicologico secondo il quale, paradossalmente, è la stessa vittima a sentirsi in colpa) ed i responsabili accertati dovrebbero subire pene adeguate, ma si vuole qui osservare quanto spesso ci si focalizzi solo su aspetti parziali di fenomeni molto più ampi.

Per tornare al titolo d’apertura, non voglio atteggiarmi a profeta di sventura, ma è facile prevedere – stanno già verificandosi – gravi danni per le prossime precipitazioni (il termine “bombe d’acqua” sarà utilizzato a dismisura) in tutto il Paese, dove ci si accorgerà ancora una volta che i canali non sono stati puliti in tempo utile, che le case sono state costruite dove non dovevano essere edificate, che tanti errori sono stati commessi mentre “chi di dovere” chiudeva uno o tutt’e due gli occhi.

Ripeto inoltre che non sono nessuno e anch’stupro arteio spesso ho voltato (e volto) la testa da un’altra parte quando vedo che qualcosa non va: sono quindi il primo a non “restare saldo” sulle mie belle convinzioni da computer e/o da tavolino.

Succederà di tutto, da qui in avanti, riempiremo pagine di Facebook e degli altri social, ma avremo sempre la fortuna (chi l’avrà) di avere un lavoro, un tetto, cibo, acqua, qualche euro, tempo libero per scrivere qui le nostre cazzate.

Senza mai renderci conto, appunto, dell’immensa fortuna di essere nati e vivere comunque in uno degli angoli meno sfortunati del pianeta.

Stando qui, è virtualmente molto più facile “restare saldi”, come scrivevo.

Tanto oggi c’è Spagna – Italia, il campionato è già cominciato subito dopo Ferragosto, a breve per un paio di giorni parleremo di miss Italia, della scuola e dei vaccini stiamo già parlando …

Come diceva una vecchissima canzone, poco conosciuta “tanto a morire sono sempre gli altri”, per il resto…

Panem et circenses. Semper.

Davide De Vita

 

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