Oltre l’infinito: ascoltare le stelle.

universo vista

Buongiorno e chiediamoci un perché. Oggi, per esempio, chiediamoci per la milionesima volta come mai, quando sembra non ci sia più speranza o via di fuga, l’uomo volge lo sguardo al cielo, sia per fede (qualsiasi fede) sia per innata curiosità scientifica, come faremo in questo pezzo, sempre con tutti i limiti e le carenze che chi scrive sa di possedere.

Partiamo.

Stephen Hawking, per quei pochi che ancora non lo sapessero, è il più grande astrofisico vivente; una delle maggiori menti del XX secolo e di questo primo ventennio del XXI. Nonostante la sua disabilità fisica, per capirci quest’uomo ha confutato, calcoli alla mano dimostratisi esatti, alcune teorie di tale Albert Einstein.

La concezione attuale dell’Universo si basa per la maggior parte, quindi, proprio sulle idee e sui calcoli di Hawking.

Yuri Milner invece, è un uomo d’affari russo. Ha… Tutto. Anche di più, cercatelo e vedete di non impressionarvi troppo: quest’uomo ha i… Fantastiliardi. Una sorta di Donald Trump anche prima che diventasse POTUS (sigla ormai nota che sta per Presidenti Of The United States), o di Silvio Berlusconi ma moltiplicato per mille. Beh, quest’uomo qui ha cacciato fuori di tasca propria, per finanziare il progetto Breakthrough Listen, cento milioni di dollari. Così, neanche fossero noccioline.

Di che si tratta?

Sintonizzandosi su dieci miliardi di frequenze diverse, gli scienziati stanno esaminando le cento galassie più vicine (in senso astronomico) a noi con l’aiuto di nove milioni di volontari che in tutto il mondo mettono a disposizione il loro computer (o una parte di esso) per aiutare il centro di ricerca ad esaminare quest’immensa mole di dati.

Esattamente ciò che faceva il progetto seti@home, di cui Breakthrough Listen può a tutti gli effetti considerarsi figlio o successore.

Prendendo la notizia con le pinze, pare che siano stati captati almeno quindici segnali misteriosi (o interessanti, fate voi) dal Green Bank Telescope situato in West Virginia e collegato al progetto.

A questo proposito, lo stesso Hawking ci riporta, per così dire, coi piedi per terra e alle nostre miserie e piccolezze umane; nonostante la scoperta che da una galassia nana distante tre miliardi di anni luce arrivino quindici nuovi e non ancora identificati segnali radio, che potrebbero essere stati emessi da una civiltà aliena, infatti, lo scienziato ribadisce:

<< Nessun contatto. Gli ipotetici alieni avrebbero per noi lo stesso interesse che abbiamo noi per i batteri. Se ci andasse bene ci tratterebbero come Colombo trattò gli indigeni incontrati nel nuovo mondo. >>

Frase attualissima, visto quanto sta accadendo in questi giorni, durante i quali gli antisuprematisti bianchi (mamma mia come siamo bravi ad etichettare e classificare tutto!) stanno decapitando simbolicamente proprio le statue del navigatore genovese, ritenuto la causa principale del successivo sterminio delle popolazioni che poi, presuntuosamente, la Storia ha chiamato proprio pre-colombiane.

Tornando all’aspetto puramente scientifico della ricerca, così si esprime Vishal Gajjar, del Berkley Research Centre:

<< Ci sono solo trenta sorgenti di questi segnali nell’Universo e una sola che si ripete. Dobbiamo studiarla ancora. >>

Nel frattempo si ipotizza che i segnali in questione potrebbero essere dovuti a fonti di energia utilizzate dagli alieni per muovere i loro mezzi di trasporto, ma è più accreditata invece la teoria che provengano, invece, da una stella di neutroni, uno dei corpi celesti più strani e affascinanti dell’Universo.

Permettetemi un piccolo vezzo, nonché moto d’orgoglio: chi scrive ha trattato esattamente gli stessi argomenti qualche anno fa nel romanzo “Arecibo: storia di un errore”, anticipando queste tematiche ma incentrando la storia (di pura fantasia nonostante i presupposti scientifici) intorno al radiotelescopio “NAIC” di Arecibo, Puerto Rico.

Per concludere, nonostante ce lo ripetiamo da millenni, quando impareremo che questa piccola, periferica palla di fango che vagabonda nello spazio è la nostra (e per nostra intendo dell’umanità intera) casa comune, forse riusciremo a salvarci.

Ah! Lo so, non l’ho detto io ma mi piace ribadirlo: dallo spazio, sulla terra, non si vedono confini.

Davide De Vita

 

Un particolare ringraziamento a Rita Cao per lo splendido input e, sì, vali moltissimo.

Fonte:

http://www.huffingtonpost.it/2017/09/03/captati-15-segnali-misteriosi-attenzione-a-rispondere-gli-alieni-ci-tratterebbero-come-colombo-con-gli-indiani_a_23195204/?ncid=fcbklnkithpmg00000001

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...