Cronache domestiche puntata “boh”.

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Buongiorno e chiediamoci un perché.

Tranquilli, oggi ci vado leggero, ogni tanto è bello farlo e poterlo fare. Chiediamoci, ad esempio, come mai noi uomini nel senso di maschietti non siamo esattamente al top in materia di ordine e faccende di casa…

Okay, okay, parlo per me, d’accordo.

(Però almeno io l’ammetto, eh, fringuelli…)

Cominciamo col dire che sono un casinista puro, campione mondiale della categoria, cintura nera del caos domestico.

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che lascio tutto in giro – sì, lo so, mi faccio schifo da solo – e quindi chi vive con me, mi sopporta (mi ama, ci amiamo, ma questo vuol essere un post ironico, quindi procediamo…), trattenendosi a volte a stento dal buttarmi giù dal balcone insieme all’umido il venerdì sera.

D’accordo, stiamo al primo piano, sono tutto tranne che leggero e vorrei proprio vederla l’amore della mia vita sollevarmi e lanciarmi, ma questo è un altro discorso, che riguarda i nutrizionisti e/o presunti tali.

L’ordine, dicevamo: sono un creativo (beh, ho la presunzione di esserlo…) ergo l’ordine non solo non lo conosco, mi dà proprio fastidio.

Ella no, ella ama l’ordine.

Il suo.

Esempio: nel mio casino creativo, trovo e ritrovo le mie cose (sempre stupidaggini, lo ammetto, come un particolare fazzolettino di carta – ma cosa potrà mai avere di particolare un fazzolettino di carta? È un fazzolettino di carta, accidenti a me! – o una penna o un rotolo di nastro adesivo o un cavetto per pc o stampante e via di questo passo che gli smanettoni mi capiranno…), ma la sua idea di riportare ordine nel caos primordiale è diversa.

Purtroppo, muta anche di giorno in giorno e/o a seconda della luna calante o crescente.

Ne consegue che non esiste il posto giusto (e stabile, definitivo) di un oggetto, ma il posto giusto del mercoledì, del giovedì eccetera eccetera eccetera.

Dunque, anche il suo è un ordine creativo, ma, per assioma (tutto femminile) più…

Versatile.

Facciamo un esempio di vita vissuta.

Diciamo che io stia cercando i sandali, magari di mercoledì.

Lo scambio di battute più o meno risulta il seguente:

<< Dove sono i sandali? >>

<<Di nuovo? Non trovi davvero mai niente! >>

<< Sì, è vero, non trovo mai niente, ma dove sono?>>

<< Al loro posto. >>

<< E qual è (sono tentatissimo di aggiungere oggi, ma riesco a trattenermi)?>>

<< Non me lo ricordo, ma li ho messi a posto. >>

Ecco.

Versatilità allo stato puro.

Amo questa donna.

Ribadisco e sottolineo che ella si fa carico di un’immane mole di lavoro domestico che tende a sottovalutare e che invece ogni gentil signora che sta leggendo queste righe potrà facilmente immaginare, oltre, come avrete capito, sopportare un disastro come me.

Nota seria: ribadisco che questo è o vorrebbe essere un post ironico, perciò nella realtà, se capita, com’è capitato, che uno dei due lavori fuori casa, indifferentemente da chi sia, chi c’è fa quello che c’è da fare.

E se non ci credete, potete gentilmente andare a …

Dai, si scherza!

Davide De Vita

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