Irma, per niente dolce, i suoi fratelli e…Noi.

Uragano Irma

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Lo abbiamo visto in tutti i telegiornali, lo vedremo nei prossimi giorni, mesi, anni: si sono formati e si formeranno uragani di dimensioni apocalittiche, come Irma che si prepara a devastare la ricca Florida dopo aver distrutto luoghi meno… Floridi (perdonate il triste gioco di parole) come le Antille e Puerto Rico, preparando la strada ad un altro che gli esperti hanno battezzato Josè.

Perché si formano fenomeni così impressionanti, degni dei più famosi disaster movies?

Perché la terra è surriscaldata e la responsabilità di questo, se non tutta in buona parte, ce l’abbiamo noi. 

E’ il conto che il pianeta ci sta presentando dopo secoli di sfruttamento selvaggio delle sue risorse (a cominciare dai combustibili fossili) che, non mi stancherò mai di ripeterlo, non sono infinite e, infatti, sono terminate o stanno finendo. 

Certo, ci sono anche scienziati che sostengono che la causa di tutto questo non siamo noi o noi soltanto, ma il presente è quello che è: caldissimo.

Lo profetizzavano, inascoltati, pochi scienziati lungimiranti già trenta, quaranta anni fa.

Ce ne siamo tutti sbattuti il c…, scusate il francesismo e, nei fatti, continuiamo con questo atteggiamento.

Guardate che non è qualcosa che riguarda solo l’Atlantico o altri luoghi relativamente lontani: solo tre giorni fa c’è stato un tornado nel nord Sardegna, tra Olbia e Porto Torres.

Il calore è energia, l’energia in qualche modo deve trovare sfogo, i fenomeni naturali di imponenti dimensioni non sono altro che tale sfogo.

Avete una pentola a pressione in casa?

Bene, fatevi un minestrone o quel che preferite, poi osservate ciò che succede: poi pensate che abbiamo trasformato, noi umanità affamata di energia, il pianeta in un enorme pentola a pressione.

Peccato che, sul cosiddetto globo terracqueo, valvole di sfogo costruite apposta non ce ne siano.

Stiamo bollendo, dopo aver acceso un fuoco che non siamo stati – e ancora non siamo, nonostante tutti gli accordi internazionali sul clima, rimasti di nuovo, nei fatti, lettera morta – di controllare o utilizzare con un minimo di criterio.

La storia di Prometeo, evidentemente, non c’ha insegnato proprio nulla.

Così continueremo ad assistere indifferenti allo scioglimento dei ghiacciai, al formarsi di uragani come Irma, Josè e chissà quanti altri; vedremo, in Italia, alluvioni e frane con lo scatenarsi di nubifragi (che ormai è diventato più cool chiamare bombe d’acqua), che causeranno danni ingenti e – speriamo di no ma purtroppo è probabile – morti, ampiamente prevedibili e quindi evitabili.

Mi spiace apparire come profeta di sventura, ma qui non ci vuole la sfera di cristallo, bastano le statistiche e il dubbio pesante: siamo sicuri che, dopo i tanti disastri accaduti negli anni passati, terremoti compresi, siano state davvero adottate tutte le misure di sicurezza e prevenzione necessarie?

In Italia?

Dai, come scritto e ripetuto più volte, in Italia ora ci si occupa di cose molto più importanti come il campionato di calcio, l’elezione di miss Italia, le prossime elezioni di ogni ordine, numero, genere e grado.

Visto il drammatico, inadeguato, confuso modo in cui soprattutto la classe politica – la stima e l’ammirazione di chi scrive per chi invece affronta il problema sul campo, in trincea, ora dopo ora, giorno dopo giorno, è massima, fatti salvi i casi accertati di illeciti non giustificati – affronta e non solo in Italia il fenomeno del flusso migratorio, c’è ancora una volta da chiedersi: ma a qualcuno frega ancora qualcosa non solo della nostra casa comune, appunto il pianeta di cui sopra, ma proprio del prossimo suo?

Prima di puntare il dito armato contro chiunque, passiamo davanti ad uno specchio e soffermiamoci qualche istante…

Davide De Vita

 

Oltre l’infinito: ascoltare le stelle.

universo vista

Buongiorno e chiediamoci un perché. Oggi, per esempio, chiediamoci per la milionesima volta come mai, quando sembra non ci sia più speranza o via di fuga, l’uomo volge lo sguardo al cielo, sia per fede (qualsiasi fede) sia per innata curiosità scientifica, come faremo in questo pezzo, sempre con tutti i limiti e le carenze che chi scrive sa di possedere.

Partiamo.

Stephen Hawking, per quei pochi che ancora non lo sapessero, è il più grande astrofisico vivente; una delle maggiori menti del XX secolo e di questo primo ventennio del XXI. Nonostante la sua disabilità fisica, per capirci quest’uomo ha confutato, calcoli alla mano dimostratisi esatti, alcune teorie di tale Albert Einstein.

La concezione attuale dell’Universo si basa per la maggior parte, quindi, proprio sulle idee e sui calcoli di Hawking.

Yuri Milner invece, è un uomo d’affari russo. Ha… Tutto. Anche di più, cercatelo e vedete di non impressionarvi troppo: quest’uomo ha i… Fantastiliardi. Una sorta di Donald Trump anche prima che diventasse POTUS (sigla ormai nota che sta per Presidenti Of The United States), o di Silvio Berlusconi ma moltiplicato per mille. Beh, quest’uomo qui ha cacciato fuori di tasca propria, per finanziare il progetto Breakthrough Listen, cento milioni di dollari. Così, neanche fossero noccioline.

Di che si tratta?

Sintonizzandosi su dieci miliardi di frequenze diverse, gli scienziati stanno esaminando le cento galassie più vicine (in senso astronomico) a noi con l’aiuto di nove milioni di volontari che in tutto il mondo mettono a disposizione il loro computer (o una parte di esso) per aiutare il centro di ricerca ad esaminare quest’immensa mole di dati.

Esattamente ciò che faceva il progetto seti@home, di cui Breakthrough Listen può a tutti gli effetti considerarsi figlio o successore.

Prendendo la notizia con le pinze, pare che siano stati captati almeno quindici segnali misteriosi (o interessanti, fate voi) dal Green Bank Telescope situato in West Virginia e collegato al progetto.

A questo proposito, lo stesso Hawking ci riporta, per così dire, coi piedi per terra e alle nostre miserie e piccolezze umane; nonostante la scoperta che da una galassia nana distante tre miliardi di anni luce arrivino quindici nuovi e non ancora identificati segnali radio, che potrebbero essere stati emessi da una civiltà aliena, infatti, lo scienziato ribadisce:

<< Nessun contatto. Gli ipotetici alieni avrebbero per noi lo stesso interesse che abbiamo noi per i batteri. Se ci andasse bene ci tratterebbero come Colombo trattò gli indigeni incontrati nel nuovo mondo. >>

Frase attualissima, visto quanto sta accadendo in questi giorni, durante i quali gli antisuprematisti bianchi (mamma mia come siamo bravi ad etichettare e classificare tutto!) stanno decapitando simbolicamente proprio le statue del navigatore genovese, ritenuto la causa principale del successivo sterminio delle popolazioni che poi, presuntuosamente, la Storia ha chiamato proprio pre-colombiane.

Tornando all’aspetto puramente scientifico della ricerca, così si esprime Vishal Gajjar, del Berkley Research Centre:

<< Ci sono solo trenta sorgenti di questi segnali nell’Universo e una sola che si ripete. Dobbiamo studiarla ancora. >>

Nel frattempo si ipotizza che i segnali in questione potrebbero essere dovuti a fonti di energia utilizzate dagli alieni per muovere i loro mezzi di trasporto, ma è più accreditata invece la teoria che provengano, invece, da una stella di neutroni, uno dei corpi celesti più strani e affascinanti dell’Universo.

Permettetemi un piccolo vezzo, nonché moto d’orgoglio: chi scrive ha trattato esattamente gli stessi argomenti qualche anno fa nel romanzo “Arecibo: storia di un errore”, anticipando queste tematiche ma incentrando la storia (di pura fantasia nonostante i presupposti scientifici) intorno al radiotelescopio “NAIC” di Arecibo, Puerto Rico.

Per concludere, nonostante ce lo ripetiamo da millenni, quando impareremo che questa piccola, periferica palla di fango che vagabonda nello spazio è la nostra (e per nostra intendo dell’umanità intera) casa comune, forse riusciremo a salvarci.

Ah! Lo so, non l’ho detto io ma mi piace ribadirlo: dallo spazio, sulla terra, non si vedono confini.

Davide De Vita

 

Un particolare ringraziamento a Rita Cao per lo splendido input e, sì, vali moltissimo.

Fonte:

http://www.huffingtonpost.it/2017/09/03/captati-15-segnali-misteriosi-attenzione-a-rispondere-gli-alieni-ci-tratterebbero-come-colombo-con-gli-indiani_a_23195204/?ncid=fcbklnkithpmg00000001

 

Restare saldi. Forse.

 

(“stupro”, foto Marcio Freitas, Copacabana, Rio de Janeiro)

Buongiorno e chiediamoci un perché: stavolta, perdonate, non sarò tanto leggero.

Perché restare saldi, come ho scritto nel titolo per alcuni potrà essere facile, per altri, me per primo, no.

Dove per restare saldi s’intende nelle proprie idee, convinzioni, modo di vivere, con coerenza e non con il comodo e praticissimo interruttore dell’ipocrisia a comando.

Per questo ritengo di essere abbastanza lontano dalla santità per poter dire che forse – ammesso esista l’inferno o qualcosa che gli somigli – ho già una suite prenotata in qualche girone, ma non sta a me stabilire la destinazione finale…

Ciò detto, siamo a settembre duemila diciassette, dunque.

Caldo e siccità non abbandonano l’Italia e buona parte dell’Europa.

Crudeltà, abusi, violenze, anche.

Attenzione: non parlo solo di quelle che sono state sparate sulle prime pagine dei giornali e/o telegiornali, no, proviamo ad andare un poco più avanti, dentro le statistiche.

Parliamo, per esempio, dei dati accertati su quell’abominio che chiamiamo stupro.

Un delitto commesso nella stragrande maggioranza dei casi a danno delle donne, quando non dei minori.

Allora, attenzione una, due, dieci, cento volte: nonostante sia diminuito il numero dei casi denunciati, ne restano sempre undici.

Al giorno.

Di nuovo, estrema attenzione: di questi undici, solo quattro sono imputati a presunti colpevoli non italiani o assimilabili a stranieri.

Ancora attenzione: sempre di bestie (senza per questo voler offendere gli animali, quasi sempre molto più umani di noi), secondo chi scrive, si tratta, siano bianchi, neri, rossi, gialli, verdi, a strisce eccetera eccetera eccetera…

Tornando alle statistiche, gli altri sette casi denunciati (al giorno, ricordiamolo) riguardano stupri e/o abusi commessi all’interno delle mura domestiche italiane.

Purtroppo (e anche questo dovremmo avere finalmente il coraggio di ammetterlo) proprio all’interno di quelle famiglie che dovrebbero essere il luogo più sicuro per tutti.

Non si vuole qui giustificare nulla e nessuno, lo stupro o qualsiasi abuso sessuale compiuto su altri esseri umani è, per chi scrive, assimilabile all’omicidio (si uccide la dignità umana della persona, la si annulla e si innesca – come dimostrato da innumerevoli studi – un perverso percorso psicologico secondo il quale, paradossalmente, è la stessa vittima a sentirsi in colpa) ed i responsabili accertati dovrebbero subire pene adeguate, ma si vuole qui osservare quanto spesso ci si focalizzi solo su aspetti parziali di fenomeni molto più ampi.

Per tornare al titolo d’apertura, non voglio atteggiarmi a profeta di sventura, ma è facile prevedere – stanno già verificandosi – gravi danni per le prossime precipitazioni (il termine “bombe d’acqua” sarà utilizzato a dismisura) in tutto il Paese, dove ci si accorgerà ancora una volta che i canali non sono stati puliti in tempo utile, che le case sono state costruite dove non dovevano essere edificate, che tanti errori sono stati commessi mentre “chi di dovere” chiudeva uno o tutt’e due gli occhi.

Ripeto inoltre che non sono nessuno e anch’stupro arteio spesso ho voltato (e volto) la testa da un’altra parte quando vedo che qualcosa non va: sono quindi il primo a non “restare saldo” sulle mie belle convinzioni da computer e/o da tavolino.

Succederà di tutto, da qui in avanti, riempiremo pagine di Facebook e degli altri social, ma avremo sempre la fortuna (chi l’avrà) di avere un lavoro, un tetto, cibo, acqua, qualche euro, tempo libero per scrivere qui le nostre cazzate.

Senza mai renderci conto, appunto, dell’immensa fortuna di essere nati e vivere comunque in uno degli angoli meno sfortunati del pianeta.

Stando qui, è virtualmente molto più facile “restare saldi”, come scrivevo.

Tanto oggi c’è Spagna – Italia, il campionato è già cominciato subito dopo Ferragosto, a breve per un paio di giorni parleremo di miss Italia, della scuola e dei vaccini stiamo già parlando …

Come diceva una vecchissima canzone, poco conosciuta “tanto a morire sono sempre gli altri”, per il resto…

Panem et circenses. Semper.

Davide De Vita