Las Vegas: american sniper

strage las vegas

Buongiorno e chiediamoci un perché. Questo è un perché triste, ma ormai quasi senza senso: perché cinquantanove persone innocenti sono state uccise e altre cinquecento sono state ferite da Stephen Paddock domenica notte a Las Vegas?

Le risposte possono essere tante, ma una è evidente, non è possibile ignorarla, proprio come tutte le altre volte.

Negli Stati Uniti il fatturato della vendita legale di armi è pari – dati 2014, quindi quelli più recenti sono sicuramente maggiori – a otto miliardi di dollari.

Lo riscrivo così ce lo fissiamo bene in testa: otto miliardi di dollari.

Per quanto possa sembrarci strano, l’incremento maggiore di sempre del commercio di armi legale si è verificato proprio durante l’amministrazione Obama, tanto che un grosso investitore del settore avrebbe dichiarato:

<< Obama è il più grande venditore di armi sul pianeta. >>

Ricordiamo che al primo presidente USA coloured della storia fu assegnato il Premio Nobel per la pace…

Contraddizioni su contraddizioni, ma è il tempo che viviamo che ne è pieno.

Riprendiamo il discorso sulle fabbriche e sui produttori di armi. 

I primi dieci si chiamano Sturm Ruger, Remington, Smith&Wesson, Glock, Sig Sauer, O.F. Mossberg, Savage, Beretta (viva l’Italia… ), Taurus.

Cerchiamo di capire meglio questo fenomeno molto americano che, a leggere i nomi dei produttori appena citati, fa tanto Far West.

Prima di quella di domenica di Las Vegas, fu la strage di Orlando a fare maggiore clamore.

Allora, ma starà già andando così anche adesso, ad andare a ruba dopo gli omicidi di massa fu proprio l’arma utilizzata. L’AR-15, un modello di fucile molto simile a quello usato dal killer di Orlando, in quei giorni fu il mitra più acquistato dagli americani. Del tutto legalmente, in uno dei tantissimi “Gun Show” o su internet.

Esiste inoltre la paura di una stretta sulle armi.

Secondo l’associazione dei rivenditori sono diversi i motivi che spingono alla corsa all’acquisto. Primo fra tutti è che gli americani temono che il governo porti via loro le armi, lasciandoli quando senza una difesa personale, ma esiste anche il fattore economico.

«C’è gente», ha spiegato Jay Wallace, titolare di un negozio, «che pensa che le armi saliranno di valore, quindi le comprano per fare un investimento. Acquistano oggi un AR-15 a 500 dollari ma in futuro ne varrà tremila».

Tornando alla cronaca, Paddock aveva nella sua stanza d’albergo più di quarantatré tipi diversi di armi; come tante altre volte, parenti e amici lo descrivono come una persona assolutamente normale, senza preparazione militare, benestante (pensionato di sessantaquattro anni, agente immobiliare o contabile secondo altre fonti prima della pensione, benestante, proprietario della sua casa, di due aerei, con la passione del gioco) senza particolari inclinazioni religiose (dettaglio che ha fatto escludere la pista terroristica e respingere la rivendicazione Isis, puntualmente arrivata).

Quest’uomo ha sparato dall’alto, con diciannove fucili, scegliendo bersaglia a caso.

Poiché si tratta di un americano che spara ad altri americani, fa molto più notizia di tantissimi altri fatti di sangue anche peggiori che sono accaduti e continuano ad accadere anche in questo stesso istante, proprio mentre scrivo o voi leggete, in moltissime altre parti del mondo, molto più povere e quindi lontane dai riflettori e di cui non importa a nessuno.

“Sono poveri, magari pure di colore, non contano niente. “

Lo ribadisco ancora una volta in quanto siamo portati a credere (forse indotti) che gli USA siano il centro del mondo, nel bene e nel male, mentre il pianeta è un tantino più grande.

Riprendendo un’inchiesta di qualche anno fa del sito Mother Jones, si afferma invece che i produttori (le persone fisiche che detengono la maggioranza delle azioni delle rispettive aziende)

«Sono tutti bianchi, di mezz’età e uomini», scrive il magazine di approfondimento a proposito dei produttori di armi, «mentre alcuni vivono apertamente nello sfarzo, la maggior parte di essi si tiene lontana dai riflettori. Raramente escono notizie su di loro nei media mainstream o sulle riviste specializzate. Le ombre su di loro non sarebbero un problema, se si trattasse di fabbricanti di auto accessori o di climatizzatori. Ma questi sono i principali produttori d’armi americani, i capi della più controversa industria nazionale».

Una lobby potentissima che ben più di una volta ha avuto un peso determinante nell’elezione del Presidente.

Decine di migliaia di morti (trentatremila) causati da stragi di questo tipo negli Stati Uniti nella storia recente.

Fino alla prossima che, purtroppo, non si farà attendere.

E’– ancora – il XXI secolo, bellezza.

Davide De Vita

Fonti:

http://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2016/06/15/usa-viaggio-tra-i-primi-10-produttori-di-armi/197568/

http://www.motherjones.com/politics/2016/06/fully-loaded-ten-biggest-gun-manufacturers-america/

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...