La Catalogna, la Storia e i perché di quest’ultima.

Puigdemont annuncia l'indipendenza a tappe della Catalogna

Buongiorno e chiediamoci un perché. Quello di oggi sarà contemporaneamente attuale e antico, cronaca e… Storia.

O almeno questa sarebbe la mia intenzione, a voi… L’ardua sentenza.

Bene: perché la Storia è spesso considerata indigesta (per usare un eufemismo) e quasi inutile da tante persone, in particolar modo studentesse e studenti?

Perché, suppongo, gliela si fa odiare, come l’hanno fatta odiare a me (che ora, invece,  da decenni la amo) a suo tempo.

Solita doverosa premessa: ci sono tantissimi insegnanti di entrambi i sessi che invece la insegnano con passione, dedizione, impegno; a loro va tutta la mia riconoscenza, ammirazione, stima; questo anche perché lo fanno nonostante i mille mila problemi della scuola italiana.

Conclusa la premessa, ne aggiungo subito un’altra: non sono un insegnante anche se mi sarebbe tanto piaciuto esserlo; parlo di Storia e racconto storie per puro diletto e senza alcuna pretesa: lo faccio perché mi piace.

Non so se andrò avanti con questa nuova idea, ma intanto comincio, poi si vedrà.

L’idea sarebbe quella di affrontarla, la Storia, a modo mio e, se possibile, con un pizzico di ironia.

Cominciamo perciò dal principio, quindi…

Da un titolo di giornale di oggi.

Sì, avete capito benissimo: per parlare di ieri, dell’altro ieri, di diecimila anni fa, credo sia non solo utile ma necessario – quando non indispensabile – partire da ciò che ci accade intorno adesso, nel nostro mondo.

I titoli dei giornali, la tv, la rete, riportano tutti la notizia del discorso di Puigdemont, presidente della Catalogna, sull’indipendenza della stessa, congelata per favorire il dialogo.

Bene, fermiamoci qui, perché questa è ancora cronaca, anche se fra un istante – se già non lo è – sarà Storia.

Ci serve, ci servirà sempre, un altro strumento, per capire la Storia: un planisfero del mondo, una mappa geo-politica del pianeta.

Di tutto il pianeta.

Perché (giusto per inserirne un altro ancora), il pianeta è sferico, non presenta un punto più importante di un altro (già questa dovrebbe essere una lezione che invece, purtroppo, non abbiamo ancora imparato) mentre le vicende umane accadono – sono accadute e accadranno – ovunque su quella superficie, quando non sotto o sopra.

Speriamo tutti che non accada nulla di grave – il rischio è altissimo – in Catalogna e in Spagna, ma di cosa si parla, in definitiva?

(lascio ad analisti ed esperti, infinitamente più preparati di me, l’esame delle motivazioni politiche ed economiche della vicenda)

Di confini, né più né meno.  

Li abbiamo inventati noi, da millenni, i confini: tant’è vero che, come scrivevo sia poche righe fa, sia tante altre volte su queste pagine, dallo spazio non si vedono, non se ne scorge uno.

La tradizione, che arriva prima della Storia, ci ricorda per esempio quello tracciato da Romolo per definire il perimetro di Roma; ci racconta anche che – giusto per essere sicuro – subito dopo ammazzò il fratello, Remo, ma aveva un precedente, Caino, forse ancora più famoso.

Oggi sappiamo che le cose non andarono letteralmente così, ma tanto tanto tempo fa qualcuno quei confini li tracciò davvero, sulle sponde del Tevere, così come accadde in tantissime altre parti del mondo.

Ci siamo evoluti?

Forse.

Perché, stringi stringi, stiamo ancora al “questo è mio, quindi non è tuo, se lo tocchi ti ammazzo”.

Non ci credete?

Che mi dite di Donald Trump e di Kim Jong Un?

Siria? Libia? Afhganistan? Yemen? Israele? Palestina?

Okay?

La Storia, dunque.

Cos’è e perché è così importante conoscerla e studiarla?

Cos’è.

Recita il dizionario Google:

indagine o ricerca critica relativa a una ricostruzione ordinata di eventi umani reciprocamente collegati secondo una linea unitaria di sviluppo (che trascende la mera successione cronologica propria per es. della cronaca).

Mamma Wikipedia riporta invece quanto segue:

La storia (dal greco antico ἱστορία, historìa, “ispezione [visiva]”) è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l’uso di fonti, cioè di documenti, testimonianze e racconti che possano trasmettere il sapere. Più precisamente, la storia è la ricerca sui fatti del passato e il tentativo di una narrazione continua e sistematica degli stessi fatti, in quanto considerati di importanza per la specie umana.

Perché è così importante il suo studio?

Qui riporto il testo integrale di un post di masteruniversity.org/blog, in quanto rispecchia fedelmente il mio pensiero.

La storia non è tra le materie più amate dagli studenti. Ricordarsi tutte quelle date, quella successioni di eventi e cause è per molti ragazzi un incubo. Eppure, esiste più di un motivo per cui studiare la storia è non solo utile ma anche essenziale. Forse non per trovare lavoro – (non è detto, N.d.A.) – ma per imparare a stare al mondo sì.

Storia magistra vitae” (storia maestra di vita) recita un detto. È proprio così. Ecco perché.

Aiuta a comprendere il presente.

A meno che non vogliate vivere da eremiti, è bene che ogni persona impari a comprendere ciò che accade intorno a sé, sia dal punto di vista economico sia politico e sociale. Solo una conoscenza della storia può aiutare a capire il senso di ciò che ci circonda. Questo per un motivo molto banale: è una raccolta estremamente vasta di precedenti. La maggior parte di ciò che vediamo oggi è riconducibile a qualcosa che è accaduto dieci, cento o mille anni fa. E dal momento che qualsiasi evento ha presentato delle conseguenze, e queste sono state analizzati dai contemporanei e dai posteri, studiare la storia offre strumenti di inestimabile valore per la comprensione del presente.

Aiuta a capire chi siamo.

L’identità di ognuno di noi dipende dal contesto culturale nel quale è cresciuto. Capire il contesto nel quale ci si è formati vuol dire capire sé stessi. Ebbene, questo contesto è frutto di un percorso storico, di avvenimenti che si sono susseguiti e di conseguenze che si sono intrecciate tra di loro. Solo studiando la storia si comprende il contesto, e se solo studiando il contesto si prende consapevolezza della propria identità.

Aiuta a costruire il futuro.

A qualsiasi livello, ma soprattutto a livello politico, lo studio della storia rappresenta una risorsa fondamentale. E non solo perché contribuisce alla comprensione del presente (vedi il punto 1) ma perché offre la risposta alla domanda: “quali conseguenze porterà questa o quella azione?”.

Tutto ciò che si pensa di poter fare per costruire il futuro è, in un certo senso, stato già provato in diecimila anni di storia dell’uomo. Sì, occorre un certo lavoro di adattamento e interpretazione, ma la base per rispondere c’è e la dà solo lo studio della storia.

La vita dell’umanità è una serie di corsi e ricorsi storici. Lo è perché l’animo umano è sempre lo stesso, e quindi si tendono a ripetere gli stessi errori. Probabilmente, perché i governanti di ieri e di oggi tengono in scarsa considerazione l’importanza dello studio della storia – o fanno fatica a recepirne gli insegnamenti.

È divertente.

Meglio di un romanzo. Al netto delle date, la storia è il teatro in cui le vicende dell’uomo si sono sviluppate attraverso la forza degli ideali (spesso negativi) e delle passioni. Ma, soprattutto, attraverso il caso.

È imprevedibile.

Ovviamente dipende da come la si racconta, ma è innegabile che il migliore autore di romanzi della storia sia….

La Storia.

Con la speranza di non avervi annoiato troppo, arrivederci al prossimo…

Capitolo.

Davide De Vita

Fonti:

http://www.repubblica.it/esteri/2017/10/10/news/catalogna_puigdemont_pronuncia_il_suo_discorso_sul_futuro_della_catalogna-177896918/

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia

https://www.masteruniversity.org/blog/storia/cosa-serve-studiare-storia/345

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