La birra in piazza e i benaltristi.

Iglesias Beer Fest

Buonasera o buongiorno (a seconda del momento in cui avrete voglia e tempo di leggere queste personalissime righe) e, al solito, chiediamoci un perché.

Perché, per esempio, in questa bellissima città è sport diffuso, propagandato e sommamente praticato quello del lamento – protesta, sempre e comunque, a prescindere, qualsiasi cosa facciano o propongano coloro che… Non ci stanno troppo simpatici?

L’ho scritto ormai un’infinità di volte, proporre è sempre molto più difficile che protestare, ma ancora non riusciamo a venirne fuori.

Primo interludio: c’è un corollario, al lamento – protesta, rappresentato dalla categoria che con grande illuminazione è stata (non da me) definita dei benaltristi.

Esempio: si fa la sagra della birra? (Sì, alludo e me ne assumo la responsabilità, come sempre)

Risposte possibili:

<< Perché non si è fatta quella del vino?>>

<< Si pensa solo a piazza Sella, mentre invece c’è ben altro … >>

Perfetto.

Benissimo.

Verissimo, c’è ben altro.

In merito a questo ben altro: proposte concrete, ideate, progettate, strutturate e fondamentalmente alternative, di grazia?

Magari sono pure migliori dell’idea portata avanti con grandi sacrifici e impegno di tempo e denaro e fatica che si ignorano, però nuovamente di grazia, ce le fate conoscere, queste proposte altre?

Perché, nel frattempo, quell’idea lì è stata portata avanti, realizzata, nel bene e nel male esiste e, semplicemente, è diventata un evento che prima non c’era e adesso sì.

Il benaltrista professionista tira in ballo a questo punto – il copione è trito e ritrito – la famosa critica costruttiva.

Perfetto, benissimo, ma sappiamo esattamente a cosa ci riferiamo quando la tiriamo in campo brandendola lancia in resta, questa critica costruttiva?

Sono ignorante, nel senso che molte cose le ignoro, quindi sono andato a cercare alcuni significati prima sui libri (qualcuno l’ho letto), poi anche qui in rete, dove molti dei testi più efficaci sempre da libri sono stati presi.

Dobbiamo perciò andare parecchio indietro nel tempo, fino al buon vecchio ma sempre validissimo Aristotele: quest’uomo vissuto più o meno duemila quattrocento anni fa, insegnava ai suoi discepoli che 

c’è un solo modo per sfuggire alle critiche: non dire nulla, non fare nulla, non essere nessuno.

Mio padre, che di filosofia sapeva ben poco, ma di come vanno le cose della vita e del lavoro tanto, soleva ripetere: soltanto chi non fa, non sbaglia.

Dunque quale che sia il nostro operato e quale che sia il nostro ruolo, capi o subalterni, genitori o figli, tutti siamo esposti a critiche. La realtà tuttavia è che, magari con la premessa “lo dico a fin di bene”, capita di sentir dire spesso cose terribilmente sgradevoli che infastidiscono, feriscono, offendono e demoralizzano.

Appunto.

Per disinnescare questo meccanismo antipatico e tentare seriamente la via del dialogo, pacato e sincero, quello sì con enormi potenzialità costruttive, riporto alcune semplici regolette che – volendo – potremmo tutti seguire.

In una critica infatti, per quanto legittima, il fattore di negatività comunque insito in essa può essere stemperato con la forza di un linguaggio positivo. C’è una certa differenza fra il dire “non mi è piaciuto” e il dire “avrei gradito”, fra il dire “è un vero disastro” e il dire “si può far di meglio”.

Soprattutto se quel “si può far di meglio”, come si diceva all’inizio, è illustrato, spiegato, motivato, dettagliato.

Qui sotto a lato, in estrema sintesi, le regolette a cui facevo riferimento.sei regole per una critica costruttiva

Ripeto che non sono un esperto, non sono nessuno, non ho titoli di sorta e non fingo di averli: sicuramente anche in questo campo sono (siete) in tanti a sapere di più e meglio di me: ritengo di essere un semplice osservatore di ciò che accade intorno, dalla punta del mio naso fino a dove può spaziare la mente umana, con la fortuna di avere una certa abilità a riportare i miei pensieri per iscritto, tutto qua. Pensieri e scritti che però, questo sì, rivendico come miei – quando non cito, come sempre, le fonti alle quali ho attinto – ma non per questo spacciandoli per verità assolute. Sono la mia semplice opinione, come sempre opinabile e discutibile, ma che provo ad esprimere ogni volta dopo una lunga documentazione, riflessione, preparazione. Alcuni la chiamerebbero argomentazione, ma non ho finito l’Università quindi – io – non lo faccio.

Ah! Ovviamente avrei potuto fare di più e di meglio ma… C’ho provato, anche perché, poi concludo davvero:

la critica è costruttiva, quando a farla è una persona che ha costruito… E’ semplice demolire, senza sapere il lavoro che c’è dietro.

Davide De Vita

Fonti: 

http://www.venderedipiu.it/dal-volume-9/critica-costruttiva-esiste-davvero

PensieriParole <https://www.pensieriparole.it/aforismi/comportamento/frase-71713>

 

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