Black Friday: come e perché.

Blek e Venerdì

( ringrazio per la simpatica idea grafica di copertina il carissimo amico Pierpaolo Tacconi)

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Quello di oggi è inevitabile, siamo stati bombardati in queste ultime ore da queste due parole inglesi, per cui… Perché si parla così tanto di questo “Black Friday”, venerdì nero in italiano?

Andiamo a caccia del suo significato e della sua origine: nonostante fossi abbastanza convinto che avesse a che fare col venerdì nero di Wall Street del 1929, non c’entra nulla con quello, anzi. Recita mamma Wikipedia che:

Il Black Friday (“venerdì nero” in italiano) è negli Stati Uniti il giorno successivo al Giorno del ringraziamento e tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio.

Sì, ho capito, per non fare brutte figure andiamo insieme a cercare anche cos’è il Giorno del Ringraziamento.

Il Giorno del ringraziamento, o Thanksgiving Day, è una tra le più importanti festività celebrate negli Stati Uniti e in Canada. Si tratta di una festa con data variabile perché osservata il quarto giovedì di novembre negli USA e il secondo lunedì di ottobre in Canada. Ha origine nel 1621, quando i padri pellegrini di Plymouth (Massachusetts), a fronte del primo buon raccolto nel nuovo continente, decisero di riunirsi per ringraziare il Signore. Divenne una tradizione, ma solo Abramo Lincoln nel 1863 e quindi in piena Guerra di Secessione, la ufficializzò collocando la festività sul calendario; con gli anni, i secoli, questa festa ha perso quasi del tutto la connotazione religiosa, diventando una delle feste più importanti e sentite del Nord America; sempre Lincoln diede inizio anche alla tradizione del discorso di ringraziamento presidenziale rivolto alla nazione; simbolo del Giorno del Ringraziamento è il tacchino che, il quarto giovedì di novembre, è servito su tutte le tavole degli Stati Uniti in un banchetto che riunisce parenti ed amici.

Ci siamo? Bene. Si, lo so, è molto american way of life (stile di vita americano) ma quelli son fatti così, non posso farci niente!

Quindi, sbafato il tacchino (e tutto l’ipercalorico resto), che fa il popolo americano il giorno dopo, considerato che manca un mese a Natale?

Spende.

Spende tantissimo.

Il significato immediato del Black Friday è, principalmente, questo.

Riprende Mamy Wiky:

( il Black Friday) è un giorno particolarmente importante sotto l’aspetto commerciale poiché costituisce un valido indicatore sia sulla predisposizione agli acquisti, sia indirettamente sulla capacità di spesa dei consumatori statunitensi, tanto da essere attentamente osservato e atteso dagli analisti finanziari e dagli ambienti borsistici statunitensi e internazionali.

Le grandi catene sono solite offrire in questa occasione notevoli ed eccezionali promozioni al fine di incrementare le proprie vendite: per questo motivo tra le persone che fanno shopping in occasione del Black Friday una buona parte trascorre la notte fuori dal negozio in cui vuole fare acquisti il giorno successivo aspettando l’apertura delle porte. Nel 2013 negli Stati Uniti sono stati spesi 57,4 miliardi di dollari in un solo giorno da più di ottanta milioni di persone: per offrire un paragone è come se l’intera popolazione della Germania fosse andata a fare shopping nello stesso giorno.

Il Black Friday è solitamente seguito dal Cyber Monday, il primo lunedì successivo, caratterizzato da grandi sconti relativi a prodotti di elettronica: in sostanza rappresenta la risposta dell’e-commerce al venerdì nero ed è caratterizzato da una massiccia offerta di ribassi esclusivamente online.

Questo fino a solo pochi anni fa, perché a proposito di e-commerce, abbiamo sentito tutti parlare dello strapotere di Amazon, che anche quest’anno si appresta ad incassare centinaia di miliardi di dollari nel mondo per la gioia del suo proprietario Jeff Bezos, nonostante lo sciopero di oggi indetto presso la sede Amazon di Piacenza, dove i quattromila lavoratori riuniti sotto le tre principali sigle sindacali incroceranno le braccia per chiedere un migliore trattamento economico, proprio visto il successo enorme, astronomico, dell’azienda, che non ha però avuto ancora ricadute significative su di loro. Solo l’anno scorso infatti il giorno del Black Friday è stato un momento storico: nelle ventiquattro ore di questo giorno molto particolare, ha ricevuto 1,1 milioni di ordini, il più alto numero mai registrato ma che è facile prevedere sarà superato quest’anno.

Insomma ragazzi, parliamo di soldi, tanto per cambiare, tantissimi soldi, tanti quanti voi ed io non vedremo mai in una quindicina di vite ma mister Bezos… Sì. Un uomo che è diventato lui stesso simbolo dell’iper capitalismo sfrenato e per primo ha capito l’immensa potenzialità dell’e-commerce, arrivando a vendere qualsiasi cosa facendola arrivare in tempi brevissimi a casa nostra, generi alimentari compresi.

Mi riservo di scrivere un pezzo solo su quest’uomo, a breve, quindi per ora se ne avete voglia cercate voi in rete chi è e… Quanto ha.

Attenzione qui: nessuno ci minaccia con un fucile costringendoci a cliccare su quel pulsantino magico “aggiungi al carrello”, lo facciamo perché ci fa sentire bene, sappiamo che quell’ultimo ninnolo tecnologico (o qualunque sia l’oggetto del nostro desiderio) a brevissimo sarà nostro e placherà – temporaneamente – la nostra indomita brama di possesso…

Con tanti saluti all’eterno dilemma tra avere o essere.

Roba da far abbassare la testa ai “Mercanti dello spazio”[1] di fantascientifica memoria…

Può farci storcere il naso, non piacerci, essere eticamente discutibile e ancora quello che ci/vi pare ma, l’ho già scritto e lo scriverò ancora chissà quante volte…

È il ventunesimo secolo, bellezza!

Davide De Vita

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Black_Friday_(shopping)

http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_22/amazon-centro-piacenza-sciopera-giorno-black-friday-439c506c-cf91-11e7-a1da-9278adb4d756.shtml

[1] I mercanti dello spazio (The Space Merchants) è un romanzo di fantascienza distopica scritto da Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth nel 1952, edito nello stesso anno nella rivista Galaxy in tre puntate con il titolo di Gravy Planet e nel 1953 in edizione paperback per la casa editrice Ballantine Books; tratta temi quali il consumismo, l’abuso della pubblicità e della propaganda

 

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