Iglesias: distinguo.

Iglesias vecchio municipio

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Chiediamocene anzi sempre di più, se non vogliamo tornare all’oblio dell’apatia sociale, morale e perché no, politica.

Perché vorrei distinguere nettamente due modi di esprimere il dissenso: il primo legittimo, il secondo da condannare <<senza se e senza ma>> come si usa dire.

Due fatti sono all’attenzione della pubblica piazza – che nello specifico, per convenzione, potrebbe essere proprio piazza Sella – in questi ultimi giorni: la << scesa in campo >> di Valentina Pistis come prima, in senso cronologico, candidata alla carica di sindaco di Iglesias.

Come scrivevo in apertura, scelta coraggiosa, legittima, a prescindere da come la si pensi: una giovane donna che ci prova.

Dall’altra parte, il ritrovamento della testa di capretto con proiettili e messaggio rivolti in puro stile mafioso al sindaco in carica e alla sua giunta.

Perché – si badi bene solo dal punto di vista della cronaca e nient’altro – accomuno i due fatti?

Perché mentre Valentina, che non conosco bene di persona e di cui potrei non condividere le idee, merita il massimo rispetto come persona proprio in quanto quelle stesse idee le ha più che legittimamente e pubblicamente espresse, con un coraggio che le riconosco e ammiro, mettendoci pubblicamente faccia, firma e programmi, altri, vili, hanno ben pensato (si fa per dire) di utilizzare la parodia di una delle scene più famose de “Il padrino” per esprimere il proprio dissenso, con un richiamo alla violenza che non ci appartiene e non ci può appartenere.  

Vili in quanto anonimi, in un tempo in cui, per esempio attraverso mezzi come quello che stiamo utilizzando voi ed io in questo momento, chiunque può dire quello che vuole, rischiando denunce e querele se si esagera e si oltrepassa il limite del lecito, ma con più che sufficiente libertà di pensiero ed espressione.

Da registrare quindi con piacere la condanna unanime del gesto, come si usa dire, da parte di tutte le forze politiche cittadine: non credo che Iglesias e gli iglesienti si abbassino tanto da poterlo condividere, in quanto – sempre a parer mio – pur trattandosi di una minaccia bella e buona, sa anche di idiozia e tanto per cambiare, di notevole ignoranza, in quanto magari i responsabili nemmeno sanno di citare il capolavoro di Coppola.

Credo che esprimere il dissenso, soprattutto in campo politico, sia “cosa buona e giusta” se questo rientra nei canoni leciti, non scade nell’insulto gratuito e magari propone anche alternative, ma non obbligatoriamente.

Personalmente sindaco e giunta (all’interno della quale, come sanno tutti, ci sono molti miei amici) hanno tutta la mia solidarietà, ma l’avrebbero ugualmente avuta qualunque sindaco e giunta di fronte ad offese come questa, che non servono a nessuno e sporcano una campagna elettorale già cominciata e che si annuncia piuttosto feroce di suo.

Attendo come tutti in città di conoscere nomi, volti e programmi degli altri candidati, augurando a ciascuno di loro di riuscire a fare bene il lavoro – sicuramente non facile – per il quale si propongono.

Concludo con un appello per tutti noi: per favore Iglesias, non fare del male a te stessa.

Davide De Vita

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