Erica (robot): uno sguardo dal futuro già presente.

Robot Erica

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Attenzione, premessa: parlo di nuovo di robot perciò, ancora una volta, se avete altro di più importante e interessante da fare o leggere …

Siete rimasti?

Va bene… Riprendiamo.

Perché si parla sempre più spesso di robot dall’aspetto umano (“androidi”) e si investono montagne di soldi in progetti di questo tipo?

Mentre ci preoccupiamo delle prossime elezioni, delle tensioni internazionali e/o locali, queste che sarà sempre più difficile chiamare semplicemente “macchine” continuano a svilupparsi, a somigliarci sempre di più.

Secondo Hiroshi Ishiguro e Dylan Glas, i “creatori” di “Erica”, perché progettando questo androide, al momento il più autonomo del mondo, stiamo comprendendo meglio ciò che ci rende … Umani.

Certo, la “macchina” prima o poi sarà destinata al mercato, che nel frattempo sta diventando sempre più importante, nonostante al momento il prezzo di un robot sia ancora proibitivo per la maggior parte delle persone normali come voi ed io, ma anche per i computer successe la stessa cosa e ora ce l’abbiamo tutti, o quasi.

Parlare di fantascienza diventa perciò sempre più difficile, affacciati come ci siamo affacciati in un anno, il 2018, in cui ancora di più la tecnologia la farà da padrona (lo dicono tutte le “previsioni”): dalle auto senza guidatore che ci faranno sempre meno paura alla difficoltà di distinguere tra realtà (si parlerà ancora di più di “realtà aumentata” e cose del genere) e finzione, virtualità, con tutte le conseguenze etiche, sociali e politiche facilmente immaginabili.

Tra i problemi più grossi, senza dubbio e ancora una volta quello dell’occupazione: molti lavori – o quanto meno mansioni – prima esclusivamente umani sono già svolti da robot o androidi, ne abbiamo già parlato spesso anche in queste pagine, con il risultato che sempre più persone (vere, in carne ed ossa) sono state…

Messe da parte.

Questo accade lentamente ovunque nel mondo, già da prima dell’avvento dei robot: in nome del profitto, le aziende costruiscono dove costa meno e la manodopera è a più buon mercato; se poi si arriva al lavoratore meccanico che non pensa, non si ferma mai a meno che non si guasti e quindi …

Non rompe le scatole, il gioco è fatto.

Come già scritto e ripetuto più volte, il problema successivo è: se le persone non lavorano, non hanno reddito, come fanno a comprare ciò che le aziende robotizzate producono e sperano di vendere?

Questo sarà un argomento molto spinoso che affronteremo anche prima di quanto pensiamo, alla base di nuove lotte, purtroppo e probabilmente anche violente.

Non è un futuro roseo?

Forse non lo è mai stato, perché è nella natura umana complicarci la vita e le cose.

Forse – sottolineo forse, ma magari sono troppo cupo – arriveremo al punto di chiedere ad “Erica” o a qualcuno dei suoi “discendenti” di aiutarci a risolvere quei problemi.

Nel frattempo, continuiamo ad occuparci di quelli del nostro piccolo presente quotidiano, che – forse – sono già abbastanza e di certo non hanno proprio bisogno di temere anche l’ombra di un …

Sorriso metallico.

Davide De Vita

Fonte:

https://www.internazionale.it/video/2017/10/16/erica-robot-umano-mondo

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