Elezioni 2018: la solita coperta troppo corta…

 

coperta troppo corta

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Quello di oggi, che già è lunedì, è un signor perché: pronunciamolo insieme, magari a bassa voce che potrebbe essere pericoloso…

Perché qualunque partito – o coalizione – vinca le prossime, vicinissime elezioni, difficilmente potrà mantenere le promesse fatte in questi giorni?

Innumerevoli battute e vignette a parte (in rete abbiamo visto di tutto e ne vedremo sicuramente ancora), perché …

Non ci sono i soldi, non bastano e non basteranno mai.

Non sono di sicuro il primo e nemmeno l’ultimo a proporre queste considerazioni, ma… Facciamolo ugualmente, tanto male non fa.

C’è questa sciocchezzuola del debito pubblico col quale, infatti, chiunque arrivi al governo dovrà fare i conti.

Che cos’è il debito pubblico?

Come al solito, chiedo aiuto a mamma Wikipedia, ma trovate questa definizione anche sui “vecchi” libri, mai siano abbastanza benedetti quei progenitori di tutti i database…

Il debito pubblico in economia è il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri quali individui, imprese, banche o stati esteri, che hanno sottoscritto un credito allo Stato nell’acquisizione di obbligazioni o titoli di stato (in Italia BOT, BTP, CCT, CTZ e altri) destinati a coprire il fabbisogno di cassa statale, nonché l’eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato.

Ok? Ok.

Invece ‘sto deficit?

Recita ancora mamma Wiki:

Il deficit pubblico, o disavanzo pubblico, è la situazione contabile dello Stato che si verifica quando, nel corso di un esercizio finanziario, le uscite superano le entrate.

Ci siamo?

In sostanza l’Italia spende più di quanto incassa.

Riprendiamo il discorso sul debito pubblico:

Quando il debito, dello Stato o di privati, è contratto con soggetti economici di stati esteri, si parla di debito estero, mentre quando è contratto con soggetti economici interni allo stesso Stato si parla di debito interno: normalmente entrambe le componenti sono presenti in misura variabile all’interno del debito pubblico di uno Stato.

A quanto ammonta secondo gli ultimi dati?

€ 2. 457.325.676.501. 900 alle 07,09 di oggi (dati http://www.italiaora.org) 22 gennaio 2018, in crescita costante come vi mostra questo spaventoso contatore visibile sul sito citato; significa duemila e cinquecento miliardi di euro di debiti o se preferite, visto che in Italia siamo poco meno di sessantatré milioni secondo l’ultimo censimento, ognuno di noi NASCE con già trentanovemila euro di debito sulla testa (debito pro capite).

Mi rendo conto di quanto sia spaventoso, ma sappiate che non esiste al mondo un unico, singolo Stato che non abbia problemi simili: sono l’altra faccia del modello economico in cui viviamo ma di cui in pochi parlano per non terrorizzare i cittadini: la verità nuda e cruda fa sempre paura e per questo può essere una delle armi più pericolose oltre, per stare sul pezzo come si usa dire, a non portare voti…

Per quanto fantasiose e piacevoli da sentire, le << nuove >> promesse elettorali …

Non sono realizzabili in quanto carenti, di copertura: in poche parole, non ci sono i soldi, nemmeno per una.

Per fare un paragone più comprensibile, è come se una qualsiasi casalinga (o casalingo per par condicio che ormai ce ne sono tanti), pur sapendo che non si può permettere due etti di prosciutto, comprasse (o provasse a comprare…) non solo quello ma anche un’affettatrice.

Industriale.

È la solita vecchia storia della coperta troppo corta: se la tiri da una parte lasci fuori i piedi, se la tiri dall’altra rimangono scoperte la testa e le braccia …

La coperta in questione poi – leggi << risorse minime >> – è davvero cortissima…

Se vogliamo essere cool potremmo parlare di PIL, (prodotto interno lordo) al posto delle risorse, quindi andiamo a vedere bene anche in questo caso di che si tratta:

In macroeconomia il PIL (o prodotto interno lordo) misura il valore di mercato aggregato di tutte le merci finite e di tutti i servizi prodotti nei confini di una nazione in un dato periodo di tempo. La nozione di prodotto è riferita quindi ai beni e servizi che hanno una valorizzazione in un processo d scambio.

Il termine interno indica che tale variabile comprende le attività economiche svolte all’interno del Paese; sono dunque esclusi i beni e servizi prodotti dalle imprese, dai lavoratori e da altri operatori nazionali all’estero; mentre sono inclusi i prodotti realizzati da operatori esteri all’interno del Paese. Sono escluse dal PIL anche le prestazioni a titolo gratuito o l’autoconsumo.

Questo, nel 2016 e secondo questa fonte (1) ammontava a 1,85 migliaia di miliardi (stavolta in dollari) …

La famosa “crescita”, quei “punti percentuale” di cui tutti parlano si riferisce dunque proprio al PIL: è stato accertato che, nel 2017, l’Italia ha raggiunto l’1,5 per cento, ma non c’è motivo di andarne fieri, in quanto resta la più bassa d’Europa…

Tornando ai freddi numeri, che non mi sono mai piaciuti ma quelli comandano, risulta evidente che la precedente “colonna” in rosso (del debito) è molto…

In rosso.

Come se ne vien fuori dunque?

Se uno o una qualsiasi di voi lo sa, si faccia avanti perché vincerà di sicuro i prossimi tre o quattro Nobel per l’economia.

Secondo me, invece, che come si diceva sono molto più cool

Lo scudetto quest’anno lo vincerà il Napoli.

Davide De Vita

Fonti:

http://www.la7.it/tagada/video/quanto-costano-le-promesse-elettorali-01-12-2017-228730

http://www.italiaora.org

https://www.google.it/search?q=pil+italiano+2016

https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_europei_per_PIL

http://www.ilsole24ore.com

 

 

 

 

 

 

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