Dice ch’era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare… Come si vota il 4 marzo?

scheda-elettorale- con lucio dalla

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché.

Perché, per esempio, sarebbe meglio informarsi bene e per tempo per come si voterà il 4 marzo prossimo (da cui il riferimento alla bellissima canzone di Lucio Dalla)?

Perché le schede elettorali che ci verranno poste in mano non saranno affatto facili da decifrare ed utilizzare correttamente, con l’altissimo rischio di confusione, voti persi e/o annullati…

Bene, proviamoci.

Cominciamo dal << quando >> e dal << dove >>.

Si voterà domenica 4 marzo dalle ore 7.00 alle ore 23.00.

Oltre che per l’elezione del Senato e della Camera si voterà anche per le elezioni regionali di Lazio e Lombardia.

Rispetto alle passate elezioni si potrà votare solo nella giornata di domenica, quindi non ci sarà la possibilità di recarsi alle urne il lunedì.

Agli elettori saranno consegnate due schede – una per gli under venticinque che non possono votare per il Senato – con cui esprimeranno le loro preferenze per eleggere deputati e senatori.

Come direbbe Jack Sparrow: comprende?

I ragazzi, under venticinque significa questo in soldoni, potranno votare solo per la camera dei deputati, per questo riceveranno solo una scheda, intiendes?

Beh, spero di sì.

Andiamo avanti.

A tutti gli altri elettori saranno consegnate due schede con cui esprimere le proprie preferenze per eleggere deputati e senatori.

Pure fin qui dovremmo esserci.

D’ora in avanti – ahimè – cominciano i dolori: la scheda, di cui allego il fac-simile, sarà composta da due sezioni differenti; ci sarà infatti il nome del candidato uninominale (espresso dai 232 collegi per la Camera e 116 per il senato) e i simboli dei partiti che compongono le coalizioni, o i singoli partiti, con a fianco i nomi dei candidati al plurinominale.

Ehhhh?

Che vor dì “uninominale”?

Il collegio uninominale è una circoscrizione elettorale che elegge un unico rappresentante in un’assemblea legislativa.

In pratica: chi prende più voti ha il seggio, amen; per questo si parla tanto di secco first-past-the-post, termine britannico mutuato dall’ippica che significa appunto “il primo oltre il palo”; si ha questa formula nell’uninominale secco.

Però …

Eh eh eh eh eh cari miei, noi discendiamo in parte dai bizantini, che inventarono la burocrazia quindi la complicazione di qualsiasi cosa altrimenti semplice, perciò…

Che vor dì “plurinominale”?

Si riferisce ad un sistema elettorale basato su collegi che eleggono più di un candidato e si contrappone quindi all’uninominale.  

Quindi, se abbiamo capito bene, noi diversamente giovani riceveremo due schede e voteremo con due sistemi elettorali diversi.

Ci siamo fin qui?

Su coraggio, vedrete che ce la facciamo ad arrivare in fondo…

A questo punto, le modalità per votare sono due: potremo tracciare una croce sul nome del candidato all’uninominale oppure il simbolo di uno dei partiti.

Il Rosatellum (nomignolo con cui questo sistema elettorale è stato battezzato, dal nome del primo firmatario della proposta di legge) non prevede il voto disgiunto …

Okay, okay … C’arrivo.

Il voto disgiunto o panachage è un sistema elettorale che prevede la possibilità di esprimere due voti, uno per la scelta del partito, l’altro per la scelta del candidato. L’elettore può esprimere la preferenza anche per un candidato di un partito diverso da quello scelto.

Te piace  er “Partito de li Cocomeri” ma Giggetto amico tuo bello sta candidato da n’antra parte?

Prima te lo potevi votà, mo … No.

Occhei?

Gnente voto disgiunto, quindi.

Poi (ma stiamo per finì):

Nel caso in cui l’elettore esprima la sua preferenza nell’uninominale il suo voto al candidato viene esteso automaticamente alla lista e, nel caso di coalizione, sarà distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai risultati delle liste stesse in quella circoscrizione elettorale.

Famo a capisse: tu voti a Giggetto tuo bello, ma automaticamente voti pure la lista di cui fa parte; nel caso di coalizione (più liste alleate formano una coalizione) il voto tuo sarà distribuito, frazionato in percentuale (come li polli de Trilussa…) proporzionalmente ai risultati delle stesse liste in quella specifica circoscrizione o collegio elettorale.

Nel caso in cui l’elettore voti invece per un partito – in coalizione o da solo – il voto verrà automaticamente assegnato al candidato dell’uninominale.

Se invece hai da votà per il partito de Giggetto, il voto tuo a lui va, sempre in automatico.

Ragazzi, ci ho provato, sicuramente in maniera indegna, anzi chiedo scusa agli amici romani per aver bistrattato – di nuovo indegnamente – la loro bella e simpatica parlata, ma mi pareva quella più adatta a trattare l’argomento in maniera non troppo seriosa.

La speranza è quella di essere stato un minimo utile, nonostante altri siano sicuramente più bravi e preparati del voster semper voster umile scrivano.

Chiunque riscontrasse errori, omissioni e/o cattive interpretazioni me lo faccia notare pubblicamente, lo ringrazio fin da ora!

Davide De Vita

Fonte:

https://www.democratica.com/focus/come-si-vota-guida-alle-elezioni-del-4-marzo/?gclid=EAIaIQobChMIoIH8qcyE2QIVDCjTCh3riQV2EAAYASAAEgI1H_D_BwE

 

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