Il Gatto – Salvini e la Volpe – Di Maio: ogni favola è un gioco, ma…

Salvini Gatto e Di Maio Volpe

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché.

Già.

Se vivessimo in una favola potremmo chiederci: perché ostinarci ad impiegare tempo, fatica e denaro nella preparazione nostra e/o dei nostri figli, facendoli studiare fino alla laurea?

Di più: perché affannarci, noi stessi, i nostri figli quando non i nostri nipoti, nella disperata ricerca di un’occupazione o nel tentativo di salvare quella che, a questo punto miracolosamente, ancora abbiamo?

Visti gli attuali, attualissimi esempi che ci giungono dalla favola che si vive lassù in alto (vedi la selva di microfoni fuori dallo studio del Quirinale due giorni fa che attendevano il Gatto e la Volpe) , non serve a nulla.

Soprattutto se, in tempi come questi dove nel paese che non è dei Balocchi ma potrebbe essere dei <<ciechi>> ( nel senso di chi non vuol vedere come stanno davvero le cose ), dove un guercio è re, si è dotati di una convincente parlantina (chi se ne frega dei contenuti, la platea ama sentirsi dire ciò che vuole sentire) e si è riusciti abilmente a scansare ogni tipo di lavoro degno di tal nome – o quasi – utilizzando la scalata in carriera politica anche per giustificare l’insuccesso negli studi prima e il non aver in sostanza mai lavorato poi, beh allora, come si diceva, perché sacrificarsi?

È inutile, ripeto: perché se ce l’hanno fatta loro, ce la può fare chiunque.

Come in una favola.

Salvo poi, piccolissimo dettaglio, fare i conti con la realtà e la Storia…

Beh, se la si conosce.

Per inciso: nemmeno io sono laureato – non mi basteranno altre quattro vite per finire di pentirmi di non aver proseguito gli studi: quando avevo tempo e possibilità mi mancava la voglia, lo dico proprio ufficialmente, mentre ora che ne avrei voglia e possibilità non ne ho il tempo – ma non ho mai pensato di candidarmi, nemmeno come consigliere comunale, giusto per lambire anche il tema locale, caldissimo in questi giorni nelle lande in cui vivo…

Loro due invece sì, loro, per citare Orwell, si sentono evidentemente più uguali degli altri, mentre è notizia di ieri o di poche ore fa che l’incarico al signor professor Conte non sia più così tanto sicuro, ma la telenovela prosegue…

Si diceva della realtà e della Storia: la realtà è che, per attuare i sogni espressi nel cosiddetto Contratto di Governo (volendomi fare del male, molto male, mi son letto, ma lo trovate ovunque in rete) ci vorrebbero più di cento miliardi di euro all’anno.

Sì, avete capito bene, non sono << cento da spalmare nei cinque anni di legislatura >> come ha affermato, durante una trasmissione tv, Beppe Grillo e non basterebbero mai i venti o trenta miliardi di una << normale finanziaria >> da lei citata.

Torniamo per un attimo al << caso Conte >>: non avevo mai sentito parlare di lui come penso la maggior parte degli italiani, ma era chiaro che, una volta ufficializzato il suo nome, avrebbe avuto tutti i riflettori puntati su di lui e gli avrebbero fatto le pulci.

Mentre si attendono chiarimenti sui suoi veri o presunti <<approfondimenti di studio >> in varie prestigiose università straniere, non mi sembra proprio il caso di prendersela contro di lui per un’onerosa cartella di Equitalia che – quella sì – parrebbe tra l’altro abbia pagato. Quattro quinti d’Italia sa cosa significhi, soprattutto se proprio a pagare non ce la si fa, per non dire di quanti, purtroppo, per una di quelle cartelle si sono tolti la vita (argomento dimenticato fin troppo in fretta da tutte le forze politiche).

Era altrettanto ovvio che avremmo avuto addosso gli occhi del mondo, nel quale esistono delle regole, delle leggi e dei trattati internazionali che, guarda un po’, vanno rispettati, altrimenti ci sono sanzioni e penali pesantissime che andrebbero ad aggravare il già quasi infinito debito pubblico… Non solo: anche la geologia ci insegna parecchio, perché non abbiamo materie prime (una quisquilia evidentemente secondo i nostri eroi…) e le nostre industrie principali sono di trasformazione dei materiali o comunque

Il Gatto e la Volpe tutte queste cose le sanno benissimo, nonostante fingano di essere in grado di contrastarle, non si sa bene come, ripeto anche dopo aver letto il loro << Libro dei Sogni >>.

Il Preside Mattarella prende ancora tempo, infastidito sia dal curriculum non troppo chiaro del professor Conte, sia dal nome dell’euro-scettico professore – questo sì di chiara fama – economista Savona, che proprio non gli va giù, mentre gli italiani, che lentamente si stanno rendendo conto che le elezioni, numeri alla mano, alla fine non le ha vinte nessuno, aspettano non si sa bene cosa, non si sa bene chi.

C’è il rischio che s’incazzino ancora di più, visto che sono (siamo) pure orfani della Nazionale ai Mondiali, con la quale ci saremmo ancora illusi di contare qualcosa nel Grande Gioco dell’Economia e della Politica globale.

I sogni prima o poi finiscono e la realtà è sempre dura da accettare, ma proprio con quella – e con la Storia come dicevo – bisogna sempre fare i conti.

Uno solo, un << Conte >> non basta.

Davide De Vita

Fonti: 

https://www.ilpost.it/2018/05/18/costo-programma-lega-movimento-5-stelle/

https://www.agi.it/fact-checking/costo_reddito_cittadinanza_abolizione_fornero_flat_tax-3912582/news/2018-05-17

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