Mauro Usai è il sindaco di Iglesias

Mauro Usai campagna elettorale ballottaggio San Benedetto giugno 2018

Buongiorno (o quel che vi pare, non so a che ora leggerete) e chiediamoci un perché.

Perché Mauro Usai è il nuovo sindaco di Iglesias? 

Dopo una campagna elettorale aspra ed un turno di ballottaggio molto più combattuto di quanto ci si potesse aspettare, Mauro Usai è il nuovo sindaco di Iglesias (52,08% contro il 47,92% di Valentina Pistis); molto triste il dato sull’enorme numero di astenuti, in pratica più del doppio dei votanti: undicimila cento quindici su ventiquattromila aventi diritto in città. Sono cifre allarmanti che testimoniano l’incontestabile disaffezione di tantissimi per la politica a vari livelli, cominciando proprio dal più vicino… Alla porta di casa.

Comunque sia la maggioranza di chi ha votato (ricordiamo che nel ballottaggio sarebbe bastato anche un solo, singolo voto in più dell’avversario per vincere) ha eletto Mauro Usai, che è il più che legittimo nuovo sindaco di Iglesias.

Ho il piacere e l’onore di riproporre qui un’intervista che mi rilasciò circa un anno e mezzo fa, in tempi assolutamente non sospetti, quando non gli passava nemmeno per la testa un’eventuale candidatura alla carica di primo cittadino di Iglesias.

Nonostante questo, rileggere oggi le sue parole non fa che confermare la coerenza di questo ragazzo, chiamato a misurarsi con problemi gravissimi – che non ha mai negato – per provare a risolvere i quali ha comunque le idee chiare e progetti concreti.

L’intervista.

È impegnato, Mauro, nel senso che il termine aveva negli anni settanta, quando lo erano anche i cantautori. Però vive, studia ed è politicamente attivo nel presente, nel “qui ed ora” come ribadirà spesso durante la nostra chiacchierata. Mauro è Mauro Usai, ventottenne presidente del consiglio comunale di Iglesias da due anni e mezzo (consigliere comunale più votato in assoluto) e da più d tre anni segretario regionale dei giovani del Partito Democratico. Impegnato, si diceva, ma anche molto disponibile: l’appuntamento è fuori dalla sede del Partito, all’interno della quale lo vedo parlare di rientro dal viaggio a Roma, dove ha reso omaggio alla salma di Pietro Ingrao. Da fuori non si sente ciò che dice – ne avrò un esauriente riassunto poco più tardi – ma l’atteggiamento, la determinazione e la convinzione del suo argomentare sono palesi. Ci “crede” e si vede.

Puntuale, lascia la sezione e mi raggiunge, quindi cominciamo, anzi, comincia lui.

<< Una volta si sarebbe detto che sono “nato in una sezione” >>

attacca, facendo riferimento al fatto che il padre, Siro, attivissimo in politica, prima col Partito Radicale, poi dirigente dei Democratici di Sinistra, persona molto nota ed apprezzata ad Iglesias, fece respirare quell’aria a lui e a suo fratello Fabio fino alla sua prematura scomparsa nel duemilauno.

<< Sì, in un certo senso posso definirmi “figlio d’arte”, ma in quel periodo ho avuto un grande sostegno anche dallo scoutismo i cui principi, per esempio quello del “servizio” o “cercare di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato” ho cercato di non dimenticare, anche in politica. >>

La domanda successiva è inevitabile:

<< Come Renzi? >>

<< No, Renzi non mi piace, ho votato per Bersani a suo tempo, mi sembrava e lo considero ancora molto più serio. Però è innegabile che Renzi, con tutti i pro e i contro, abbia restituito prestigio e credibilità all’Italia nel panorama europeo oltre aver ridato un minimo di speranza al Paese, gli ultimi dati stanno confermando un – seppur minimo – accenno di ripresa. >>

In teoria l’argomento avrebbe dovuto essere “il futuro dei giovani”, ma arginare Mauro è difficile. Mi spiega che è “molto adirato” (ha usato un altro termine, più diretto …) con i suoi coetanei, perché in tanti, troppi, percepiscono la politica come la somma di inciuci, manfrine e compromessi, mentre per lui significa

<< coniugare le istanze di tutti per raggiungere il bene comune.>>

Aggiunge che la politica

<< È una sola, dove servono l’esempio, l’umiltà e la conoscenza degli argomenti che si intendono affrontare. Per questo ho qualche perplessità ad accettare frasi come quella di Grillo nella quale si afferma che anche una casalinga può fare la contabile del Parlamento. >>

Si spinge oltre, questo giovane politico al quale, pochi mesi fa, hanno incendiato l’auto dopo una lunga serie di minacce a lui e al fratello, a scopo palesemente intimidatorio.

<< A proposito di soldi, sono anche favorevole al finanziamento pubblico ai partiti, ma questi dovrebbero impegnarsi a fare “formazione”, come faceva il vecchio PCI quando, nelle sezioni, insegnava a leggere e a scrivere agli operai. >>

Gli faccio notare che quanto afferma potrebbe essere considerata una visione “antica” ma lui ribatte che è il suo pensiero, anzi si spinge oltre e, tornando all’argomento che sarebbe dovuto essere il filo conduttore della chiacchierata, aggiunge

<< Non cedo all’odierna visione distorta della politica: il peggio che un ragazzo oggi possa fare è farsi manovrare, non pensare con la propria testa. Dicono, a me e ai miei coetanei, che “siamo il futuro”: non lo accetto, questo significa solo rimandare. Siamo il presente, dobbiamo agire qui ed ora. Il risorgimento, l’unità d’Italia, l’hanno fatto ragazzi anche più giovani di noi, nel loro presente. Aspiro all’“armonia”, nel senso di mettere ognuno nelle condizioni di avere le stesse occasioni. Anche per questo ho promosso ed è nata la “Consulta dei Giovani”, una specie di “Consiglio Comunale dei Giovani”, alla quale partecipano già circa un centinaio di persone, istituita con statuto e istituzione ufficiale del Comune di Iglesias. Tra i suoi scopi la promozione delle politiche giovanili. Tra le manifestazioni invece mi preme ricordare la N2Week, cioè la settimana della “Numero 2” (è una scuola con un cortile purtroppo abbandonato per anni al degrado, n.d.c.) dove i ragazzi organizzano una settimana di sport, cultura, musica, arte (writers) con crescente successo. >>

L’ultimo, cruciale argomento, è il lavoro, che da queste parti proprio non c’è. Tra industria e turismo, come possibili fonti di occupazione, non sceglie ma abbraccia entrambi, anzi sottolinea che

<< Anche quella del turismo è un’industria, ma attenzione, non esiste un paese senza industrie. Quelle “tradizionali” però dovrebbero a mio avviso, magari sotto la spinta delle forze sindacali, investire molto di più sulla ricerca, ispirandosi, per esempio, ad alcune acciaierie tedesche che sono immerse nel verde. Ancora, sono per la compartecipazione degli operai agli utili delle industrie, proprio sul modello statunitense. >>

Mi dice tante altre cose, Mauro, che sconfinano nel troppo personale ed entrambi non riteniamo giusto riportare.

Sì, è proprio cresciuto, questo ragazzo, che agisce, vive e studia nel “qui ed ora”, ma mi perdonerà se, parlandoci, ho avuto la sensazione che lo stia comunque costruendo, un pezzettino di futuro.

Oggi, nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2018, Mauro Usai è stato eletto nuovo sindaco di Iglesias.

Auguri, signor sindaco e… Buon lavoro!

Davide De Vita

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