Napoli perché? Appunti di viaggio di una breve vacanza.

piazza Plebiscito Napoli

Buona sera e chiediamoci un perché.

Oggi starò sul personale, in quanto grazie al Cielo (e a tanti sacrifici e rinunce – di entrambi – degli anni precedenti) con Rita siamo riusciti a realizzare uno dei tanti sogni che tenevamo “nel cassetto”: visitare Napoli.

Perché proprio Napoli?

Perché, senza nulla togliere a tantissime altre bellissime città italiane, pensavamo – e lo pensiamo tutt’ora – che quella ai piedi del Vesuvio sia veramente unica.

Non sono sicuramente il primo e di certo non sarò l’ultimo a decantare questa città, ma siamo rientrati stamattina e il ricordo di quanto abbiamo visto e vissuto è ancora vivo negli occhi e, sì, lasciatemi essere un tantino sentimentale, nel cuore.

Seguono quindi dei semplici appunti di viaggio, né più né meno.

Disponendo di un budget credo “normale” e non avendo particolari esigenze ma essendo entrambi persone capaci di adattarsi, ci siamo organizzati da soli, con l’indispensabile aiuto della rete, per scegliere la combinazione per noi più adatta tra voli di andata e ritorno e pernottamenti in bed & breakfast.

Quest’ultimo, di cui non farò il nome ma che c’è andato bene, l’abbiamo scelto per la vicinanza a piazza Garibaldi, da dove ogni giorno di permanenza abbiamo preso la metropolitana (linea 1) per raggiungere il centro della città o avvicinarci a qualsiasi altra destinazione avessimo in mente.

Spogliati di qualsiasi pregiudizio nei confronti dei napoletani, abbiamo così scoperto persone gentili, disponibili, professionali e abituate da secoli ad accogliere – se non addirittura cullare o, come ha già scritto Rita in un suo post sedurre (nel senso più bello del termine) – prima visitatori e poi turisti.

Ora, scrivere che Napoli sia bellissima sarebbe un po’ come affermare che il cielo è blu o che quando piove ci si bagna, ma è davvero così, perdonate la… Banalità.

Avendo pochi giorni a disposizione abbiamo cercato di visitare un po’ i “must” turistici, che non starò a descrivere in quanto la parola scritta probabilmente non rende loro giustizia, limitandomi ad un semplice elenco, neanche cronologico: la stessa piazza Garibaldi con l’enorme struttura metallica sovrastante il centro commerciale sotterraneo, l’immensa piazza Plebiscito, via Toledo e una piccola parte dei Quartieri Spagnoli, la cattedrale dedicata a san Gennaro, l’elegante, raffinata galleria Umberto I, la “via dei presepi” san Gregorio Armeno, piazza Municipio, il maschio Angioino, la vista panoramica mozzafiato dai bastioni di castel Sant’Elmo, che abbiamo raggiunto con la funicolare…

Ogni luogo un’esperienza unica, pur con stili e significati diversi, per non parlare della stessa metropolitana, modernissima e probabilmente tra le più avanzate d’Europa, con installazioni di arte contemporanea in molte stazioni, anche quelle da lasciare senza fiato… A proposito d’arte, proprio a castel sant’Elmo, quasi per caso perché non sapevamo ci fosse, abbiamo potuto visitare la mostra “Novecento a Napoli”, nello specifico dedicata agli artisti appartenenti al “futurismo” che ebbero a che fare con la città.

Certo, non è tutto rose e fiori, lo sappiamo bene: abbiamo visto coi nostri occhi parecchie persone dormire per strada sul cartone (ma ce ne sono anche a Roma, Milano, Cagliari…) e ci siamo inventati uno stratagemma tutto nostro (che non sveleremo!) per sfuggire agli assillanti e parecchio equivoci venditori ambulanti di accendini, pedalini e chissà che altro, così come ci stiamo ancora chiedendo come siamo sopravvissuti al traffico automobilistico della città (dove ancora il rosso al semaforo è spesso niente di più di una debole opinione…) o agli attraversamenti pedonali, paragonabili alla roulette russa, ma no, quest’ultima è meno pericolosa…

Detto ciò, ci siamo rimpinzati di pizza fritta e pizza varia, non abbiamo quasi mai mangiato altro, trovando spesso per strada dove ogni dieci metri o quasi c’è un locale che si affaccia sulla strada: “pizza più bibita € 5”.

Abbiamo visto un numero impressionante di scooter ovunque, sia parcheggiati sia in circolazione, ma ci ha anche colpito la quiete del quartiere del Vomero; tanti cartelloni di rappresentazioni teatrali di un certo spessore, così come – magari è il periodo – un gran numero di ragazze e ragazzi appena laureatisi, inconfondibili per gli abiti eleganti loro e dei loro amici e colleghi e l’immancabile corona d’alloro sul capo.

Sappiamo bene che ci sarebbe stato tantissimo altro da vedere, ma c’ha incantato lo spirito, il cuore pulsante di questa città, nonostante i suoi stranoti problemi, che non ignoriamo ma ai quali, per una volta, non abbiamo voluto di proposito pensare troppo.

Grazie, Napoli, siamo stati bene.

Davide De Vita

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