Un governo pericoloso.

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Buongiorno e chiediamoci un perché.

Perché questo governo è pericoloso?

Perché non è più tempo di dire o scrivere “lasciamoli lavorare e poi vedremo”: l’hanno già fatto.

Perché non è nemmeno più tempo di dire “vediamo dove ci portano”: ci hanno già portati e purtroppo – per ora – non si fermano.

I giornali di oggi 31 ottobre 2018 sparano titoli basati su dati incontrovertibili: il PIL italiano è a zero, risultato “raggiunto” negli ultimi tre mesi, fenomeno che non si verificava da tre anni a questa parte.

Non solo non c’è stata crescita, siamo (nonstiamo per”, si badi bene) già tornati indietro, parecchio.

Per la tanto strombazzata “felicità”, lasciamo perdere.

Lo spread, nel frattempo, al momento è a quota 310 ma con una gran “voglia” di proseguire a salire.

Non è il “governo del cambiamento” ma dell’arretramento.

Mi dispiace per tante mie amiche e miei amici che hanno creduto nel M5S (della Lega non ne ho e non ci tengo proprio) in perfetta buona fede, ma… Quando ci si trova faccia a faccia con la realtà delle cose non ci sono più scusanti.

Peggio: in questi giorni, in pratica anche oggi, Di Maio dice che

<< bisogna dire la verità agli elettori>>. 

Sì? 

Quindi in campagna elettorale non si è fatto, come mai? 

Non sarà stato mica per raccogliere consenso e milioni di voti, vero?

Questo governo, non so se più degli altri ma di sicuro come tantissimi altri che l’hanno preceduto, sta riuscendo – è già riuscito – a deludere tutti, a cominciare da una fetta sempre più grossa di elettori del Movimento 5 Stelle, a favore di Salvini e dei suoi che procede proprio “come una ruspa” a suon di proclami e proposte di legge che giorno dopo giorno si tingono sempre più di nero, nonostante ci siano ancora tante persone che neghino l’evidenza e ne siano felici.

Tutto ciò però ha un prezzo enorme.

L’ultima trovata di dare un premio “in ettari” a chi mette al mondo un terzo figlio suscita, ahimè, tristi e storici ricordi, ma è chiaro che non è finita, che al peggio non c’è limite.

Sono avviliti i lavoratori della scuola, che vedono parificati insegnanti con decenni di precariato con i neolaureati, come se tutti quegli anni di lavoro non contassero nulla, cancellati con il “bianchetto” da un legislatore idiota e miope.

Sono scontenti – clamoroso! – confindustria e sindacati che a Torino, contro la decisione del comune, manifestano insieme a favore della TAV.

Sono incazzati come iene in Salento dove gli elettori del Movimento stracciano le tessere elettorali, bruciano le bandiere pentastellate e gridano senza timore di fraintendimenti davanti alle telecamere:

<< Abbiamo sbagliato a votarvi. >>

L’hanno urlato loro, non l’ho scritto io.

L’Italia nel frattempo è sempre più isolata in Europa, alla quale non si capisce bene se il governo vuole ancora appartenere o no, dipende da come si svegliano ogni giorno Di Maio e Salvini e con quale piede sono scesi dal letto e se nei giorni pari fingono di amarsi e in quelli dispari di odiarsi, bisogna anche tener conto delle varie lune…

E gli elettori?

Chi?

Certo, il vento che tira anche nel resto del mondo non è dei migliori: la vittoria di Bolsonaro in Brasile testimonia non solo un’altra avanzata dell’ultradestra ma anche, se non soprattutto, lo smarrimento globale della sinistra o delle sinistre, se ancora esistono da qualche parte…

Il guaio è che stiamo preparando un conto salatissimo per le generazioni a venire, stiamo nascondendo sotto il tappeto un debito pubblico spaventoso e senza precedenti: già oggi, è stato calcolato, ogni bambino nato nel nostro Paese viene al mondo in pratica con 37000 (sì, trentasettemila…) euro di debiti sulla testa…

Non ce ne importa nulla: rimettiamo giù il tappeto e nascondiamo tutto per bene, può darsi che non se ne accorga nessuno…

Ecco, anche per questo l’attuale governo è pericolosissimo: gode della complicità di tante, troppe persone che, davanti alla verità, voltano la faccia dall’altra parte e dicono: << ci penserà qualcun altro >>.

Quel qualcun altro “signori miei” come diceva uno di Firenze (che beninteso sarebbe meglio sparisse anche lui dalla circolazione), è vostro figlio o vostro nipote.

Godendo di un altro giorno in cui posso ancora scrivere liberamente – non è detto che domani possa ancora permettermelo – vi saluto.

Davide De Vita

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