Adesso.

befana polidori

Buongiorno, buona domenica, buona Epifania e chiediamoci un perché.

Non lo ricordavo, così sono andato a cercare il significato della parola “epifania”: beh, significa “manifestazione della (o delle, poiché in greco era al plurale) divinità”, nella religione cristiana si riferisce alla prima apparizione di Cristo; significa anche “rivelazione”; dal greco epiphàneia, manifestazioni della divinità, dal verbo epiphànein, composto di epì “dall’alto” e “phànein” apparire. Come da questo significato profondo si sia giunti alla vecchietta dalle fattezze di una strega è altra storia, interessante anche quella, ma non è ciò di cui voglio parlare, se non a fine pezzo, perciò mettetela da una parte e, se vi va, seguitemi.

Oggi voglio parlare, invece e finché mi sarà ancora consentito (guardate che non è così scontata, non è “gratuita” la libertà di pensiero e di parola, è stato versato del sangue, molto, perché voi ed io ne potessimo godere, ma ci dimentichiamo fin troppo spesso anche di quello…) di quanto, forse, sia già troppo tardi, per tutto…

Sto parlando di politica?

Sì, forse la sto pure facendo, nel mio piccolissimo.

Perché, nonostante scriva quasi ogni giorno “quand’è che è troppo?” a corredo dei miei post, evidentemente per tanti, per troppi non lo è mai, non lo è ancora.

Pure, la gente muore, continua a morire in mare, ora gelido ma che è già “concimato”, passatemi il termine, con migliaia, decine di migliaia se non di più, di cadaveri di cui, abbiamo almeno il coraggio di ammettere questo, a molti non è mai fregato, non frega e non fregherà niente.

Sono “altro da noi”, diversi, neri, magari puzzolenti, “ci tolgono il lavoro” e così via.

Non è vero, non è assolutamente vero, non esiste la cosiddetta invasione, basta leggersi i dati ufficiali e dare uno sguardo alle percentuali sia europee sia mondiali.

Ah già, l’Europa, bella anche quella, inesistente, incapace e ipocrita: dura ammetterlo, ma su questo – mi sa solo su questo – sono d’accordo con “quelli là”.

Non leggiamo i dati ufficiali, dicevo e se lo facciamo o non li capiamo proprio o non li vogliamo capire. Non lo facciamo, non lo vogliamo fare, è più facile credere a ciò che ci piace sentirci dire, “quello lìè uno tosto, sta ripulendo l’Italia, lui sì che ci sa fare e via di questo passo.

Semplicemente, non è vero.

Così come, sia ben chiaro, non hanno fatto molto meglio i suoi predecessori: anche questo non può essere motivo di vanto e, purtroppo, è vero.

Questo però non mi impedisce di affermare, sostenere con forza che ritengo quello attuale un governo di incapaci e incompetenti e che il prezzo del suo scellerato operato lo pagheranno le prossime generazioni, proprio anche i figli di leghisti e pentastellati ora osannati su e giù per la Penisola, anzi, isole comprese…

Attenzione però, lo ripeto ancora: se al governo c’è questa classe di mediocri come mai se n’è vista, senza titoli, senza la minima preparazione in qualsivoglia campo, presuntuosi al punto da voler dialogare alla pari con scienziati di chiara fama quando non premi Nobel, non è merito loro.

È colpa nostra, che li abbiamo lasciati fare.

È colpa nostra, che ci siamo girati troppe volte dall’altra parte, convinti, presuntuosamente anche noi, che “il tutto si sarebbe sgonfiato presto da sé.”

Sono nati esattamente nello stesso modo il fascismo in Italia e il nazionalsocialismo in Germania e non sono paragoni esagerati: è, semplicemente, Storia, basta studiarla.

L’ultima – di una lunga serie – scena di questa grottesca rappresentazione è il vicesindaco di Trieste che butta via i vestiti di un barbone prima vantandosene sui social, poi ritrattando il suo stesso post vista la mala parata…

Successero cose simili agli ebrei, poi lo sappiamo – nonostante i tentativi dei “negazionisti” di ridurre o eliminare dalla memoria quell’orrendo sterminio – come andò a finire.

Allora, tornando alla o alle “epifanie”, qui e ora più che alla “manifestazione di una o più divinità” stiamo assistendo, ogni giorno, alla manifestazione degli aspetti più vili e meschini dell’umanità.

Questo mi spaventa, è grave, gravissimo, non è da prendere sottogamba, se lo facessi me ne pentirei, direi tra non molto a me stesso (e a voi che avete la pazienza di leggermi, bontà vostra): perché non hai fatto, o almeno scritto, o almeno detto qualcosa, quando ne avevi ancora il tempo e la possibilità, prima che succedesse?

Beh, quel “prima” è proprio adesso.

Lo sto facendo, io che non ho figli, anche per i vostri, perché un giorno non siano loro a farvi – quando ormai sarà troppo tardi – quelle stesse domande.

Non sono solo io, intendiamoci, sono solo uno dei tanti che ci prova, ma appunto pur essendo tanti, non siamo abbastanza, non ancora almeno.

Riprendendo il discorso sul “voltare la faccia dall’altra parte”, invece, facciamo, perché ci conviene, come le celebri tre scimmiette: non vediamo, non sentiamo, non parliamo.

L’aria che tira è questa, perciò la seguiamo, da campioni del mondo di opportunismo quali siamo e forse siamo sempre stati.

Ci piace l’“uomo forte”, penserà lui a tutto, perché dovrei farlo io?

Perché, semplicemente, ho occhi per vedere, orecchie per sentire, bocca per parlare e, soprattutto, una mente per ragionare con la mia testa.

E tutto questo, non da adesso, ma da parecchio, non mi va, non mi va per niente giù.

Chi me lo fa fare?

L’incrollabile speranza che un futuro migliore sia, nonostante tutto, possibile, lo si possa costruire – rubando una frase al Vangelo – insieme, donne e uomini di buona volontà.

Non solo: la certezza che esistano altre strade, vie che ripudiano l’odio, l’intolleranza, il razzismo, l’incomprensione.

Vie faticose e sempre in salita perché, come lessi una volta, con lo zaino sulle spalle “la strada piana non porta mai in alto.”

Crescere è faticoso, maturare è faticoso, studiare è faticoso, lavorare con coscienza e responsabilità è faticoso, ragionare è faticoso: le altre vie sono ignobili scorciatoie, degne di donne e uomini ignobili.

Sarò l’ultimo degli utopisti, dei sognatori?

Può darsi: ma è seguendo dei sogni, ispirandoci ad essi che, per esempio, alla fine sulla Luna ci siamo arrivati.

Se questo è fare politica, mi sta bene, ci sto, mi ci sporco le mani e come sempre ci metto faccia e firma.

Mi schiero, perché la penso come padre Zanotelli, l’ho scritto di recente, credo che anche Dio stesso sia schierato, con gli ultimi, i poveri, gli schiavi, gli oppressi.

Senza tirarla tanto per le lunghe sì, o Salvini (e vista la brutta virata verso destra anche dei Cinque Stelle…) e il “Movimento”, oppure il Vangelo e i suoi valori, che mai come in questi ultimi tempi hanno assunto un sapore rivoluzionario.

Non è più tempo di imitare le tre scimmiette, è tempo di muoversi, agire e reagire, con le parole e la non violenza, sempre, ma bisogna smetterla di voltarsi dall’altra parte e prendere posizione, prima che sia troppo tardi, prima che “gridino le pietre”.

Non ci sono più scuse, bisogna farlo…

Adesso.

Davide De Vita

 

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