Dal basso.

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Buonasera e chiediamoci un perché.

Perché, nonostante tutto, nonostante l’aria che tira c’è ancora speranza per questo Paese e per l’umanità che – per impegno civile e sociale, fortuna o grazie a Dio, fate voi – in molti di noi è rimasta e insorge di fronte alle storture?

Perché ci sono finalmente dei segnali di vita provenienti dalle più diverse esperienze e realtà ma con un fortissimo denominatore comune: restare umani.

Nel 2017 un ragazzo, uno studente di Pistoia, Bernard Dika, ha fatto ad Auschwitz un discorso degno di uno statista; postato da pochi giorni su Facebook,  il video[1] sta girando e ha già superato le seicentomila visualizzazioni; è lo stesso ragazzo che, durante l’Assemblea Nazionale PD ha chiesto ai troppi volti del partito una linea politica unica e chiara[2]; a Castelnuovo di Porto, proprio quello del CARA sgomberato con l’esercito, famiglie e persone normalissime accolgono i profughi nelle loro case: sì, l’hanno fatto, è stato fatto; a Salerno, purtroppo la notizia m’è arrivata per caso e solo via Internet, c’è stato un corteo anti decreto “(IN)sicurezza” e contro Salvini organizzata dal movimento “Potere al popolo[3] e al quale hanno partecipato CGIL, Arci, Legambiente, studenti e associazioni; il senatore Luigi Manconi, dei Radicali Italiani, ha scritto un appello sulla base della lettera straziante di una migrante, intitolato “Non siamo pesci”[4] al quale hanno aderito, per ora, circa seicento tra rappresentanti dell’arte e della cultura in generale, in vista di un presidio davanti a Montecitorio previsto per lunedì. Queste sono solo alcune delle cose di cui m’è giunta notizia tramite la rete; sono sicuro che ci sono state, ci sono e ci saranno altre iniziative e manifestazioni in ogni parte d’Italia, come la lettera dell’ex allenatore della nazionale di pallavolo (che ho riportato anch’io) sia di singoli che di associazioni e movimenti, tranne… Uno. Anche se, a dire il vero, cominciano ad essere parecchi i “pentiti” e i “disillusi” di… Quel movimento lì. Su Gino Strada, per esempio, che loro stessi avevano proposto come candidato Presidente della Repubblica e ora, poiché è inviso a Salvini, per i “capoccia” è diventato il nemico dall’oggi al domani…

Chiacchiere da Facebook o altro social a scelta che dir si voglia, ma non è così, non può e non deve più essere così.

Questo è un mezzo, uno strumento e come tale va usato: se serve a far circolare le idee ben venga, ma come diceva un mio caro amico, “alle idee servono gambe e braccia, altrimenti sono inutili”.

Appunto.

Potendo scenderei in piazza, ma non senza un coordinamento, che è proprio quello che manca.

Un coordinamento una volta tanto (o come si usava dire una volta) “dal basso”.

Perché a scrivere e leggerci siamo tanti, molti di più di quanto forse noi stessi immaginiamo, ma non siamo coordinati, ognuno coltiva un po’ il proprio orticello e gli altri, gli avversari (attenzione: sempre “avversari”, mai nemici, i nemici sono in guerra e l’ultima cosa di cui questo Paese ha bisogno è una guerra civile, pur possibile secondo molti analisti) vincono. Non è un trucco, è una regola vecchia quanto l’umanità: dividi et impera. D’altra parte, uniti si vince. Due regole DIMENTICATE da ciò che resta della sinistra, questo bisogna che ce lo diciamo e lo metabolizziamo, insieme al fatto che nelle stanze ovattate delle segreterie di partito, sempre più simili a consigli d’amministrazione, ci si è dimenticati anche del significato e dell’importanza di quel “dal basso”. Dove, infatti, gli “altri” hanno trovato terreno fertilissimo e fatto man bassa di voti. Sperando che non sia già troppo tardi è il momento di reagire, perché non è questa l’Italia che speravamo. Bisogna che si sappia chi, come, dove e quando sta facendo qualcosa, da promuovere e pubblicizzare proprio qui perché gli altri mezzi di comunicazione come sempre in mano ai potenti di turno snobberanno quelle notizie, cercheranno di oscurarle in qualsiasi modo.

Mi si dirà: il M5S è nato proprio così.

Benissimo, ci hanno fatto vedere come si fa: facciamolo meglio.

Sono piccole idee di un signor nessuno, il sottoscritto, pensate in quest’angolo quasi dimenticato del Sud Ovest sardo, ma le voglio offrire, proporre lo stesso, perché non c’è più un solo istante da sprecare in indifferenza.

Un’indifferenza che uccide, chiedere al Mar Mediterraneo.

Davide De Vita.

[1] 

[2] https://www.youtube.com/watch?v=Q3ANYVUVfS0&ab_channel=VictorioNovikos

[3]https://www.ottopagine.it/sa/attualita/175556/decreto-sicurezza-salerno-in-corteo-contro-salvini.shtml

[4] https://www.huffingtonpost.it/luigi-manconi/non-siamo-pesci_a_23652421/

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