Centomila coriandoli

coriandoli nel cielo

Buonasera e chiediamoci un perché.

Perché mi pesa addosso questa tristezza, oggi che è l’ennesima notte prima degli esami, esami che riguardano un’isola e un popolo, che nemmeno sa di esserlo…?

Ho la mia idea, so a chi andrà il mio voto, so chi è “il mio uomo”.

Non sarà un santo, non farà miracoli, ma ci ha messo la faccia, mi è parso preparato, l’ho sentito parlare, l’ho ascoltato, m’è piaciuto, amen.

Mia opinione, mio voto.

Altri la pensano diversamente, la democrazia è questa, ma in questa terra scolpita dal Maestrale siamo come centomila e più coriandoli, ognuno di un colore se non una sfumatura diversa.

Avrei dovuto scrivere “un milione e mezzo”, ma “centomila” è più poetico, poi il concetto è lo stesso.

Divisi, come sempre nei secoli dei secoli.

I fatti dicono che a stare uniti non ci riusciamo, non ce la facciamo.

Così altri governano e ci governano, dai proconsoli fino ad oggi.

Spero che cambi?

Certo, altrimenti a votare nemmeno c’andrei.

La tristezza rimane però, eccome se rimane.

Mi pulisco gli occhiali con un fazzoletto prima di riprendere a scrivere e mi torna in mente la scena di un film, nel quale Gian Maria Volonté interpreta Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse.

Moro è in maniche di camicia come lo sarà nelle foto storiche della sua prigionia, si pulisce gli occhiali, poi guarda in faccia i suoi aguzzini, mostra la sua umanità perché ha paura di morire com’è naturale, ma si preoccupa della sua famiglia, alla quale era legatissimo.

Moro scrive delle verità scomodissime che verranno fatte passare come ispirate dalla sua prostrazione, dalla sua condizione di prigioniero, quindi da non prendere troppo sul serio.

Moro però fu quello che cominciò a dialogare con Berlinguer …

Ho sempre pensato che uno dei motivi per cui fu ammazzato fosse proprio quello.

Moro, Berlinguer, lo stesso Andreotti per quanto male se ne parlasse: giganti in confronto ai nani e alle comparse di oggi…

Avevamo loro, abbiamo questi.

Avevamo persone in grado di stare in equilibrio tra arabi e israeliani durante le crisi peggiori.

Oggi ci si vuol far credere che Abdul venuto dal mare cercando di non affogare è il Male Supremo…

La recessione e i debiti inimmaginabili ci daranno una sveglia tremenda, la peggiore possibile, ma i responsabili diranno che “è colpa degli altri, di chi c’era prima”.

Noi, centomila coriandoli tutti diversi, alla fine avremo perso comunque, chiunque canti vittoria come il gallo di san Pietro quando rinnegò Gesù.

Ecco il perché della mia tristezza di stasera, notte prima degli esami elettorali di domani…

Siamo in Carnevale e i coriandoli ci stanno pure bene ma…

Di nuovo soffierà il Maestrale e spazzerà via tutto, preparando spazio e palchi per il prossimo giro di giostra…

Davide De Vita

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