Pensieri sparsi; novembre 2019

Pensieri sparsi copertina 3D

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Come va? Come state?

È da un po’ che non ci si “vede”, eh?

Okay, cominciamo.

Perché c’è da preoccuparsi, parecchio, per come va il mondo, sia quello piccolo piccolo dove voi ed io viviamo (il pianerottolo, il quartiere, la città) sia quello nel senso più ampio del termine (Paese, sistema- nazione, nazioni, macro – aree geopolitiche)?

Perché, da entrambe le prospettive, quella “particolare” e quella “universale”, si vede o intravede poca… Luce.

Non siamo a Venezia, ma più o meno dieci giorni di pioggia intensa ed ininterrotta non solo hanno creato disagi, ma influito anche sul nostro umore che già non era dei migliori.

Sia ben chiaro, chi scrive ha visto i cantieri aperti e ne è contento, pur consapevole che si potrebbe fare di più e meglio, ma il bicchiere mezzo pieno – che è la metafora che preferisco – impone di aggiungere anche che “c’era il rischio di fare meno e peggio”.

Non ho bacchette magiche, non m’interessa un ruolo o un incarico politico, ripeto per l’ennesima volta che non mi ritengo in grado, non ne sono all’altezza, mentre ciò che tento di fare è osservare – quando posso – e raccontare ciò che vedo e sento, questo sì.

Come sempre, sarà la storia o se volete la Storia a scrivere l’ultima parola, ma, volendo restare in materia di “cronaca” bisognerà attendere le prossime amministrative: contano quelle, tutto il resto – sempre a mio modestissimo modo di vedere – è aria fritta o fuffa.

Sinceramente mi preoccupa molto di più l’aria che tira a livello nazionale: vanno a fuoco librerie, locali che si dichiarano apertamente solidali con le stesse, sedi scout.

Sì, è già successo, sono episodi che non hanno avuto la stessa copertura mediatica della gravissima crisi ex Ilva (ora Arcelor Mittal) o dell’acqua alta a Venezia, ma sono accaduti e a me non piacciono, non piacciono per niente.

Così come non mi piace la non – interpretazione del video (nato come sfottò) in cui sono state “rappate” e “remixate” le parole di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Sarò sicuramente l’ultimo ad averlo visto e sentito, ma i ragazzi – pur ripetendone le parole a memoria e ballandoci sopra – non fanno assolutamente caso al significato esatto dei termini usati e di come chi ha composto il video intendesse quanto meno fare satira se non proprio contestare il “messaggio” di … Gggggggiorgia.

Questo perché non sono più capaci di fare una sana e corretta analisi del testo e se, come temo, altre librerie andranno a fuoco, lo saranno sempre meno.

Ho visto le piazze riempirsi di “sardine” e ne sono stato contento, ma in testa mi è tornata la frase – non ricordo di chi – << piazze piene, urne vuote >> ed è questo che ancora e di nuovo mi preoccupa e spaventa.

Vedo una destra rinvigorita e una sinistra smarrita, frammentata e frammentaria, senza una rotta precisa.

Spiacente, ma questo vedo nel nostro tormentatissimo Paese.

***

Lo scenario internazionale è sempre più pauroso: dai ragazzi di Hong Kong che si ribellano contro i poliziotti cinesi con frecce ricavate dagli ombrelli e scudi improvvisati (temono di essere inglobati dall’ultimo colosso “comunista” rimasto sul pianeta) nell’indifferenza totale dell’Occidente, impiegato tanto per cambiare a rimirarsi l’ombelico, Europa in primis, all’eterno esplosivo Medio Oriente, per non dire di Libia, Siria, Libano e via di questo passo, ma tanto – anche se lì si continua a morire – cosa volete che importi a noi, visto che l’Italia di calcio va benissimo e vince addirittura 9 – 1 contro la povera Armenia…

Che manco sappiamo bene dove si trovi, ‘sto posto.

… Brucia libreria, brucia…

Panem et circenses…

Ah già!

Quasi dimenticavo gli incendi spaventosi ovunque qua e là per il pianeta, le grandi città australiane soffocate dal fumo delle foreste in fiamme…

I tornado al largo dell’Isola dell’Elba e gli uragani mediterranei

Tranquilli, non esiste il surriscaldamento globale, è un’invenzione degli ambientalisti più sfegatati che vanno dietro a quella ragazzina, com’è che si chiama, sì, quell’esaltata svedese o norvegese…

Ah già, Greta

… Brucia libreria, brucia…

Ci sarebbe ancora tanto altro, ma mi fermo qui, son riuscito a rattristarmi da solo.

Se mi avete letto fin qui vi ringrazio e quindi vi dico: non preoccupatevi, non preoccupiamoci.

Stiamo solo continuando a distruggere giorno dopo giorno, ora dopo ora, la vita e il futuro dei nostri figli e nipoti.

Ma ci penseranno loro a risolvere i problemi – enormi – da noi creati e lasciati loro in eredità, giusto?

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Davide De Vita