Numeri e nomi.

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Come va?

Come state?

Dove avete la mascherina, indosso, al collo, appesa ad un braccio, in tasca?

Avete paura?

No?

Neanche un po?

Io sì, moderatamente, ma ce l’ho.

Perché – così arriviamo al dunque – dieci, quindici, forse ventimila anni di cosiddetta “evoluzione” non ci hanno ancora insegnato a vincere la paura dell’ignoto.

Sfidarlo sì, con grande e grave incoscienza, averne un ragionevole timore no, ovviamente non da parte di tutti.

Di troppi sì però.

Sì, parlo del CoVid 19, ma anche di ciò che a mio avviso rappresenta: l’ignoto, ciò che non conosciamo e quindi ci terrorizza o almeno dovrebbe, sempre in misura ragionevole.

Siamo ancora quegli uomini primitivi che temono ciò che c’è oltre la grotta in cui vivono.

Questa volta è un virus invisibile e al momento invincibile che non conosce confini e ci ha ricordato, ci sta ricordando la nostra piccolezza, la nostra meschinità, le nostre miserie.

Non a tutti, non per tutti, non con tutti.

Forse per la prima volta nella Storia il problema ha un aspetto globale: questo ha fatto sì che l’assenza di un governo planetario (e non sto lisciando il pelo a chi vorrebbe il fantomatico “Nuovo Ordine Mondiale”, si badi bene) o quanto meno di una ONU efficiente per non dire della stessa OMS “brillassero” per la manifesta incapacità di affrontarlo con mezzi appropriati e a tempo debito.

Certo, del senno di poi…

Fatto sta che non siamo invulnerabili né immortali.

Fatto sta che in tanti, non tutti ma troppi, ce ne dimentichiamo spesso e volentieri.

Fatto sta che, per quanto la “Greta” di turno urli e strepiti, non abbiamo una “coscienza” globale.

Di nuovo non tutti ma troppi non pensiamo che al nostro piccolo orticello, qualunque cosa di estremamente vicino a noi esso rappresenti.

Certo, prima o poi arriverà un vaccino, prima o poi sarà distribuito, mi auguro gratuitamente anche se ho molti dubbi anche su questo, ma subito dopo ricominceremo a correre insensatamente verso chissà dove, senza aver imparato assolutamente niente da quest’ennesima lezione.

Lo stiamo già vedendo: ripeto all’infinito, non tutti ma in troppi siamo refrattari alle regole, anche alle più elementari, cadendo dal pero quando proprio per questo siamo costretti a pagarne le conseguenze.

Così stiamo già dimenticando quelle liste tristissime, di numeri e nomi.

Buona giornata.

Davide De Vita

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