Nientology.

Buongiorno, mi chiamo De Vita. Davide, De Vita.

Sono un nientologo, nel senso che non ho alcuna seria competenza scientifica in nessuna materia.

Ho però conservato il brutto vizio, pensate, di leggere libri di carta, quelli pesanti magari, pesanti in tutti i sensi, ma all’interno dei quali si trova la conoscenza, non solo “informazioni”.

Quelli, per spiegarmi meglio, dove è necessario faticare per capire, insomma impiegare la mente, leggere e rileggere fino ad apprendere, far proprio, aumentare, appunto, la conoscenza.

L’avessi fatto al momento giusto avrei una laurea in tasca, ma…

Non l’ho fatto, mea culpa mea maxima culpa.

Ho cercato di rimediare, cerco di rimediare, leggendo.

Qui, su queste pagine elettroniche, le informazioni abbondano, trasudano, esondano.

Meno – nel senso che è sempre più rara – la capacità critica di analizzarle, elaborarle, distinguerle tra “prive di fondamento” e no.

Noi nientologi siamo più di quanti si possa immaginare, ma viviamo tempi bui: siamo disarmati dalle urla – si può urlare anche per iscritto – di chi appunto, non avendo solidi argomenti, si fa forza col volume.

La maggior parte delle volte perciò restiamo silenziosi.

Il suono roboante impressiona, colpisce, soprattutto quando lo si usa per esprimere idee e concetti che si vorrebbe fossero veri ma non lo sono.

Soprattutto quando si dicono cose che l’uditorio ama sentire, perché è ciò che desidera sentirsi dire.

Anche se non è la verità, soprattutto se non è la verità.

Così noi nientologi, persone “tristemente” ancorate al ragionamento “causa – effetto” e a fesserie come il sillogismo aristotelico o il metodo scientifico galileiano, di questi tempi siamo disarmati, sbigottiti davanti ad un ininterrotto campionato mondiale del “chi la spara più grossa” o “chi piscia più lontano” assurti anche ai massimi livelli politici.

Non mi riferisco solo alla nostra nazione, ma all’intero pianeta.

In questo scenario, in questo paradigma (ho scritto altri pezzi su quest’ultima parola, ce l’avete un vocabolario?) un’altra sciocchezza come il CoVid 19 non ha trovato – e continua a trovare, imperterrito – terreno fertile ma fertilissimo.

Siamo diventati coltura priva di cultura.

E una vocale può fare eccome la differenza.

Siamo nientologi però, gente che ancora – terribile! – mette in discussione prima di tutto le proprie opinioni, che non ha verità in tasca e si ostina a usare la propria testa.

Che antiquati!

Obsoleti, probabilmente.

Presuntuosi, anche: segretamente, ci illudiamo che prima o poi tornerà il nostro tempo e…

Ci toccherà, come sempre, ripartire e ricostruire dalle macerie prodotte dalla nostra più grande, acerrima nemica:

l’ignoranza.

P.S.: dimenticavo, continuo e continuiamo a chiederci un sacco di “perché.”

Davide De Vita

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