Tra offuscati e Pacifici

Buongiorno, buon Natale e chiediamoci un perché.

Perché, ad esempio, per ognuno di noi ci sono persone più importanti di altre?

La risposta non è difficile, pensiamo agli affetti: dipende dal tempo che decidiamo di dedicare a loro.

Chi ha letto “Il piccolo principe” penserà subito all’esempio della rosa.

Un fiore, questo, che nel mio caso specifico rimanda ad alcune lettere di Gramsci e alla rosa che coltivava in prigionia.

Salti azzardati?

Perché?

Perché non dovrei farli?

La mente va allenata, altrimenti si atrofizza e di questi tempi – soprattutto di questi tempi – non va bene, non può andar bene.

Il Papa, paradossalmente diventato una voce di sinistra (!) ha definito quello che stiamo vivendo un tempo “sospeso”.

Corretto, ma non credo significhi possiamo permetterci il lusso di sprecarlo, anzi.

Di fatto ci è stata limitata, molto, moltissimo, la libertà.

D’ azione e di movimento, non di pensiero, grazie al Cielo.

Questo significa che il tempo a nostra disposizione, essendo ulteriormente limitato, è diventato ancora più prezioso.

Stamattina non sono riuscito a trattenermi e ho discusso con una persona che . . . Non la pensava come me.

Sul virus, sul vaccino, eccetera eccetera eccetera.

Sono stato antipatico, mi dispiace, ma dopo alcune domande mirate, di cui conoscevo molto bene le risposte, mi ha liquidato così (senza rispondere, naturalmente. . .)

«Guardi, lasci stare, ci fanno fare quello che vogliono loro…»

Chi? Cosa ci fanno fare? Chi sono “loro”?

Sarebbero state le giuste domande da contrapporre a quest’ennesimo siparietto trito e ritrito, invece ho dato retta, ho lasciato stare e me ne sono andato.

Avevo molte cose da fare, non mi andava di buttar via il mio tempo con chi, con tutto il rispetto, per me appartiene alla categoria degli offuscati.

Appunto.

Più tardi, invece, mi sono imbattuto in due sagome di cartone colorate con colori vivacissimi.

Ne avrete letto anche sui giornali, sono i “totem” dei “Pacifici”, coordinati se non ho capito male dall’amico Christian Castangia.

Un maestro elementare, regista e molte altre cose, che a me ricorda tantissimo Gianni Rodari.

Non so se a lui questo paragone piacerà, ma il suo impegno coi bambini e l’apprendere da loro piuttosto che esserne “solo” un insegnante mi affascina.

Siamo rimasti a chiacchierare forse mezz’ora, forse di più, non lo so e non importa, non credo che nessuno dei due abbia quantificato i minuti impiegati.

Abbiamo parlato di tutto, per focalizzarci poi sul tempo, sì, lo stesso di cui parlo in apertura di pezzo.

Trovandoci d’accordo sul fatto che sia la risorsa più preziosa che abbiamo, infinitamente più del denaro.

Non era possibile evitare di parlare di quello che stiamo vivendo, così tragico e – apparentemente – quasi senza speranza.

Non gliel’ho detto, lo scrivo qui, per me quei colori dipinti dai bambini sono speranza.

Più delle parole, delle menzogne, dei politici, o di alcuni di essi.

Più delle formule, talora confuse e spiazzanti, degli scienziati.

Siamo dei sognatori?

Può darsi.

Ho scritto più volte che se l’uomo non avesse sognato, fin dalla notte dei tempi, non saremmo arrivati da nessuna parte.

I bambini sono Maestri nel Gioco dei Sogni: la Fantasia è il loro regno.

«Se non sarete come bambini non entrerete nel regno dei Cieli»

Quando tutto sembra indicare che non ci sia più speranza, quello è il tempo della Speranza più grande.

Credo in quei colori.

La fantasia ci salverà.

© Davide De Vita

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