Recensioni: “Io sono l’abisso”, di Donato Carrisi

Buona sera e chiediamoci un perché.

Perché, per esempio, Donato Carrisi è l’autore italiano di thriller più venduto al mondo?

Abbastanza semplice: perché le storie che racconta nei suoi romanzi sono belle storie e funzionano.

Grondano sangue e ansia ad ogni pagina o quasi, intendiamoci, ma per gli amanti del genere sono miele o musica.

Attenzione: un autore simile, così tremendamente affermato, ha un vero e proprio stuolo di collaboratori, sia nelle redazioni delle case editrici italiane che lo pubblicano, sia in quelle straniere.

Però le idee sono le sue, la faccia la mette lui, i romanzi li scrive lui.

Senza “americanate”.

Ricordandoci – come se ce ne fosse ancora bisogno – che le tenebre non solo possono celarsi dietro un’anonima porta dipinta di verde, ma soprattutto si annidano nel lato più oscuro dell’anima di ognuno di noi.

Questo è ciò che ci tormenta e allo stesso tempo affascina: scoprire in noi stessi l’abisso.

Sono un fan dichiarato di questo autore, dal quale cerco di carpire le tecniche di costruzione del thriller, non certo lo stile, che ritengo debba essere sempre del tutto personale e ben distinto. Ammesso poi che riesca ad emulare anche solo per un millesimo il suddetto!

In “Io sono l’abisso” ancora una volta e seguendo una “lezione” ormai appresa da tutti, sono le situazioni e gli oggetti apparentemente normali a diventare terrificanti, come, piccolissimo spoiler (non fondamentale, tranquilli). . . Un barattolo di sottaceti che sta dove proprio non dovrebbe stare.

Non c’è l’arcinota Mila Vasquez in questo romanzo, ma un’altra protagonista femminile dipinta a tutto tondo e che, credo, potrebbe dar vita ad un nuovo ciclo.

Che altro dire?

Si fa leggere in un paio di giorni, con i colpi di scena che arrivano puntuali nonostante, conoscendo ormai le tecniche di cui sopra, un pochino chi legge li intuisce.

Ma solo un pochino!

Altro piccolissimo spoiler, giusto per accendere ancora la vostra curiosità: fate più attenzione, d’ora in avanti, quando. . . Sistemate la raccolta differenziata della spazzatura!

Davide De Vita

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