Come ti rosolo l’autore: io ai fornelli e tutto ciò che ne consegue!

Io cuoco

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché.

Come va?

Come state?

Preparato l’albero?

Il presepe?

Trovata la mirra al Super Market?

Spero di sì, comunque la pensiate sono simboli che fanno parte della nostra cultura e della nostra tradizione; inoltre se avrete la fortuna di avere bambini (lo so, sono … Faticosi, per usare un termine gentile…) per casa in quei giorni, cercate – cerchiamo – di vivere la festa coi loro occhi, ancora puri, ancora innocenti e lontani dalle nostre angosce quotidiane.

Se tutto va bene e con l’aiuto del Cielo a casa Rita – Davide due nipotini from London ci saranno e…

Sono certo non passeranno inosservati!

Lo scrivo con grandissimo affetto, perché comunque ci scaldano il cuore, loro e i loro genitori, più altre persone carissime che avremo con noi.

Sto scivolando sul sentimentale però – anche se certe cose hanno un valore impagabile, purtroppo ce ne accorgiamo sempre un po’ troppo tardi commettendo, invece, l’errore di banalizzarle – e non era qui che volevo andare a parare.

È che mi sfuggono i pensieri dalla mente alle dita che volano sulla tastiera e non riesco a fermarli!

Riparto: perché non voglio parlare di politica, grande o piccola che sia, oggi dieci dicembre duemila diciannove?

Prima di tutto perché non ne ho voglia.

Poi perché lascio ad altri – se lo desiderano – questo compito.

Infine perché da quando ho cominciato a scrivere questo pezzo la mia intenzione era quella di regalarvi un sorriso o almeno provarci.

Okay, via che si va.

Voglio parlarvi, dandovi libera licenza di ridere, tanto sono il primo a farlo, del sottoscritto… Ai fornelli.

Sì perché la vita e il lavoro sia mio sia di Rita mi hanno in un certo senso costretto ad imparare a cucinare e…

Ci sto provando.

Sia chiaro: tra me e uno o una che sa cucinare sul serio c’è la stessa distanza misurata dalla Terra a… Proxima Centauri, ma …

Non mi scoraggiano le grandi sfide!

In principio, dunque, c’ero io, bambino, ragazzino e uomo viziato, molto, lo ammetto e lo confesso a Dio e a voi fratelli in tutte le salse giusto per restare in tema.

Ne sa qualcosa mia sorella, che questa cosa l’ha subita per decenni e con la quale mi sento tremendamente in debito…

Parliamoci ancora più chiaro: causa educazione sbagliata e profondamente maschilista, solo per quella piccola differenza anatomica in casa non facevo un beneamato c***o, giusto per usare una leggerissima metafora.

Beh, cari miei, le cose cambiano, arriva il momento in cui te la devi cavare davvero da solo e scopri, per esempio, che l’acqua non bolle con la forza del pensiero, che devi passare dal livello << so-fare-i-bastoncini-di-pesce-quasi-cotti >> al livello <<sono-riuscito-a-cuocere-un-uovo>> che già è un grandissimo passo avanti…

Così, piano piano, ma proprio molto piano, sia perché sei costretto, sia perché – non volevi ammetterlo ma è così – comincia ad affascinarti questo mondo per te nuovissimo, assumi la predisposizione adatta e cominci ad imparare.

E come cominci?

Comprandoti un grembiule, rigorosamente nero, stile Master Chef che l’immagine ha sempre la sua importanza: non sai ancora fare il suddetto beneamato, ma comincia a venirti la voglia…

Scopri così il fantastico mondo delle ricette e degli innumerevoli siti di cucina, tra tutti, mi si perdoni la pubblicità, “Giallo Zafferano”, dove, incredibile ma vero, c’è scritto come si fa, come si fanno le cose, come si cucina, proprio a prova di imbecille, come ti senti fin troppo spesso.

Così, per esempio, si squarcia davanti a te, luminoso come folgore tra plumbee nubi, il fulgido mistero dei …

Tempi di cottura!

Esistono!

Scopri che ogni cosa ha il suo tempo (di cottura, appunto) e se magari lo rispetti poi non devi “versare” tutto nella banca…

Dell’umido.

In un mare di lacrime impari ad affettare cipolle.

Impari a tritare l’aglio.

A capire che tra “pelati” e “polpa di pomodoro” una certa differenza c’è.

Capisci, provando e riprovando, che se rispetti quel benedetto “tempo di cottura” anche la pasta e gli spaghetti o quello che vi pare vien fuori “al dente” e non troppo dura o scotta.

Lo scopri sulla tua pelle e dopo innumerevoli tentativi, ma ci arrivi.

Vi risparmio la pena dei fallimenti e delle frustrazioni, arrivo direttamente al Giorno della Gloria: quello in cui ti riesce un sugo normale, quindi commestibile, ma per te è l’apoteosi della Novelle Cuisine, ti senti grande (in tutti i sensi) come Antonino Cannavacciuolo perché tra i cuochi famosi della TV è quello che ti ispira più simpatia e pensi, con un mestolo di legno in mano e una schiumarola nell’altra:

<< È fatta, non mi ferma più nessuno! >>

Per qualche miracolo o favorevole congiuntura astrale in effetti qualche altro risultato mirabile (per te…) lo ottieni, fingendo che per la plebe non sia …

La normalità.

Ti aggiri ormai per la cucina con fare altezzoso, convinto di essere ad un passo dall’aprire il ristorante più rinomato del mondo, quando invece sei ancora all’affannosa ricerca di una valida soluzione per la perfetta …

Patata bollita!

Ora scusatemi ma devo lasciarvi perché come recita l’antico detto ho il latte che piange e il bambino sul fuoco …

Davide De Vita