Il Grande Nulla… Felpato.

il grande nulla

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Perché il “Felpato” dopo aver buttato giù una dopo l’altra come le tessere del domino le regioni italiane prima in mano al FU centro sinistra vincerà e alla grande anche le Europee?

Perché sì.

Perché non si vede al momento all’orizzonte, a contrastarlo o a cercare di provarci, nulla di veramente significativo.

Il FU centro sinistra persiste nel concentrarsi intorno al proprio ombelico, con Zingaretti che ha un carisma pari a quello di un palo telegrafico.

In disuso da tempo.

Forse per adeguarsi all’aria che tira, o – i video non mentono – ignorante di suo si lancia anche lui più volte nel massacro dei congiuntivi, ma questo non basta a dargli credito e puff!

È volata via anche la Basilicata.

Ampiamente previsto, tranne da chi ancora spera nello sbarco degli alieni che tutto risolveranno ma ah già, la terra è piatta e quindi il loro disco volante, sullo slancio è scivolato via ed è caduto oltre il bordo…

Ora, la realtà è che un uomo che non sa fare assolutamente nulla, non ha mai lavorato in vita sua, non ha un titolo di studio decente, è fuori corso da trentasette anni, a capo di un partito riconosciuto colpevole di aver RUBATO ad ogni italiano, quindi a ciascuno di noi compresi i suoi ottusi seguaci una parte di quarantanove milioni di euro (roba che al confronto Bettino Craxi passa subito al processo di beatificazione) beh quest’uomo qui acquista sempre più potere e consenso, nonostante sia nient’altro che, appunto, il Grande Nulla.

Però funziona: per un’anomalia tutta italiana, raccoglie consensi ovunque, mentre il FU centro sinistra non è che gli prepara ogni volta la strada, no, gliel’asfalta pure e gli piazza anche guardrail e la segnaletica.

Ogni volta che Zingaretti apre bocca, mille o millecinquecento voti si spostano a destra.

Non ce la fanno, a sinistra, nelle stanze dei bottoni, a capire che devono levarsi di torno, fare spazio ai tanti giovani capaci, competenti, rampanti alla Bernard Dika, giusto per fare un esempio ormai abbastanza noto. No, niet, non si può, il potere geriatrico è ancora saldamente in mano agli (scarsamente) sognatori ombelicali.

E si continua a perdere, come previsto e predetto e come succederà ancora.

Il Felpato ringrazia, tutto grasso che cola, lui è il Grande Nulla, ma se come avversario ha il Piccolo Nulla, il gioco è fatto.

E giù tutti noi simpatizzanti delusi e orfani del FU centro sinistra a dirci addosso quanto siamo razionali e intelligenti e lavoratori e quelli sono beceri, ignoranti, rozzi, grevi eccetera eccetera …

Tutto quello che vi pare, ma continuano a vincere loro e vinceranno ancora, ergo, scusate, non ci sarà almeno qualcosina ina ina ina da cambiare?

Così, giusto per provare.

Facciamo un esempio “da bar” che una volta mi è stato snobbato perché parlavo troppo semplice (ricordo a lor signori che anche i frequentatori dei bar votano…) e prendiamo Mancini, sì, il grande calciatore, il Mancio nazionale ora CT appunto della Nazionale di calcio.

Ha guardato in faccia molti dei “vecchi” e, per dirla come si dice in molte parti di Sardegna (ma si capisce benissimo ovunque) e ha detto loro:

<< A casino. >>

Poi ha guardato nei vivai delle squadre di serie A, perché ne capisce, ha voluto fortemente dei giovani talentuosi e con la voglia di farsi valere e toh, l’Italia calcistica piace di nuovo, stadio pieno, ascolti record e vittoria bella.

Incredibile, vero?

In pratica ha pensato, Mancini, che con giocatori bravi, giovani e forti, che corrono pure, magari qualcosa la si portava a casa.

Che genio!

Capito Zingaretti, PD e FU Centro Sinistra?

Mettere in squadra persone valide e con carisma no, guai eh?

Ah già, ma che ve lo dico a fare (sì, la citazione è proprio da “Donnie Brasco”) voi mica li frequentate i bar dove potreste trovare – non sia mai – la gente comune, le persone che hanno problemi veri, seri, grossi e magari cercano un istante di “staccare la spina” bevendosi una birra, no, voi no, voi siete ancora rinchiusi nei salottini ovattati a bere Chardonett in flut di cristallo del costo di uno stipendio medio l’uno…

Quindi se ancora non ve ne siete accorti, quella che ERA la vostra gente vota il Felpato e lo voterà ancora, in massa, finché quando sarà ormai troppo tardi (lo è già da tempo, ma niente, siete sordi con volontà ferrea di restarlo) qualcuno si sveglierà (non del tutto, può far male) e si renderà conto di NON ESISTERE PIU’.

Arrivederci a dopo le Europee, quando il Grande Nulla sarà ancora più forte, forse più forte che mai, anche, se non soprattutto, non per merito suo ma per la vostra INEDIA.

Davide De Vita

Migranti, slogan e ambulanze

nuova strage migranti 117 morti gennaio 2019

 

“Non li prendo a casa mia perché se incontro una persona ferita o malata, chiamo un’ambulanza, non la porto a casa mia. “

Buonasera e chiediamoci un perché.

Perché, per esempio, ho deciso di postare di nuovo e meglio, con maggiore visibilità, ciò che ho già scritto nella mia pagina personale?

Perché, nonostante sia stufo di provare a confrontarmi con persone ottuse, che replicano ad un ragionamento concreto e logico con frasi standard, preconfezionate e ripetute “a pappagallo”, ritengo giusto insistere, ritengo giusto resistere, ritengo giusto combattere anche con le parole, per quanto futili possano sembrare, l’attuale stato di cose.

Perché centodiciassette, centosettanta, duecento, duecento mila morti in mare (ci arriveremo) non possono e non devono lasciarmi indifferente.

Non li chiamerò più nemmeno “migranti”, ma esseri umani, disperati e condannati a morte perché nati e vissuti nella parte sbagliata del mondo.

Attenzione: non è “sfortuna”, la loro.

Cito spezzo padre Alex Zanotelli (che nessuno finora ha smentito) e lo faccio ancora: la parte immensamente più fortunata del mondo, quella dove abitiamo noi, ha sfruttato e ancora sfrutta l’Africa in tutti i modi possibili e immaginabili, lasciando che le popolazioni si scannino tra loro, perché le armi bisogna venderle, perché il petrolio, il coltan e tante altre materie prime, come l’uranio, ci servono e siccome “a casa nostra” non ne abbiamo, ce le andiamo a prendere lì, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi costo.

“Casa loro” non esiste, non ce l’hanno più, ma fare orecchie da mercante è molto più facile: in questo maledetto periodo, aumenta il consenso elettorale e porta voti.

Attenzione: nelle ultime ore si danno un sacco di colpe alla Francia, che di sicuro non è innocente e ha ancora enormi interessi in Africa, ma ce li abbiamo anche noi: la prima che mi viene in mente è la piattaforma petrolifera “Zohr” dell’ENI, a largo delle coste egiziane, giusto per dirne una… Potrei citare anche molte altre nazioni europee, oppure la sempre più inconsistente Europa nel suo insieme… 

Non basta: in questi giorni, in queste ore, le milizie del governo brasiliano ora in mano a Bolsonaro, stanno spazzando via gli indios dalle loro terre perché servono legname e spazio per costruire autostrade e chissà che altro, nel nome del “progresso” e affanculo l’Amazzonia. Tutto questo nel totale silenzio della comunità internazionale, distratta dal nuovo muro che vuole innalzare Trump contro altri profughi stavolta provenienti dal Messico…

Non solo: c’è un idiota neonazista, credo austriaco, che ha potuto tranquillamente affermare, oggi gennaio 2019, mentre sta per cominciare la Giornata della Memoria in ricordo della Shoah, che Salvini è l’unico che in Europa sta difendendo la razza bianca… E le elezioni europee sono dietro l’angolo…

Sono spaventato, atterrito, non credevo saremmo tornati a tutto questo: spero non avvenga, ma questa debolissima Europa sta scricchiolando da tutte le parti, ci sono disordini in Francia con i gilet gialli, in Grecia per il nome della Macedonia, è scoppiata – di nuovo! – un’autobomba a Londonderry…

Non ho figli, ma se li avessi chiederei loro perdono per non essere stato capace di evitare che il mondo prendesse questa deriva sempre più nera

L’unica cosa che sono capace – forse – di fare è dunque scrivere, per cui lo faccio e così manifesto, ricordate, finché mi è ancora possibile, il mio pensiero di uomo libero.

Lo stesso che mi ha spinto a ripescare una coraggiosa risposta a quella frase che – a noi “buonisti”, “radical – chic”, “orfani del PD”, “rosiconi” e così via, di amenità in amenità, ma realisticamente sempre più asserragliati in un Fort Alamo intellettuale e culturale dal quale non sappiamo ancora come venir fuori, bisogna ammetterlo – ci viene sbattuta in faccia ogni volta che proviamo a spiegare, dati e cifre alla mano, il fenomeno “migranti” o “profughi”.

Quella frase di cui parlavo all’inizio, che ognuno di voi s’è sentito o sentita opporre almeno una volta quando tentava di ragionare e far ragionare:

<< Perché non te li prendi a casa tua, questi profughi? >>

La replica a questo “slogan” non è mia, sembra l’abbia data per primo un ragazzo, uno studente, al quale vanno tutta la mia stima e ammirazione; è la seguente:

Non li prendo a casa mia perché sarei un incosciente presuntuoso a pensare che il problema di ciascuna di queste persone lo possa risolvere io in casa mia. Non li prendo a casa mia perché per queste persone serve altro e meglio di quello che so fare io, servono pratiche e organizzazioni che sappiano affrontare le necessità di salute, prosecuzione del viaggio, integrazione, lavoro, ricerca di soluzioni. Non li prendo a casa mia perché voglio fare cose più efficaci, voglio pagare le tasse e che le mie tasse siano usate per permettere che queste cose siano fatte bene e professionalmente dal mio Stato, e voglio anche aiutare e finanziare personalmente le strutture e associazioni che lo fanno e lo sanno fare. Non li prendo a casa mia perché quando c’è stato un terremoto e le persone sono rimaste senza casa non ho pensato che la soluzione fosse prenderle a casa mia, ma ho preteso che lo Stato con i miei soldi creasse centri di accoglienza e strutture adeguate, le proteggesse e curasse e aiutasse a ricostruire loro una casa. Non li prendo a casa mia perché se incontro una persona ferita o malata, chiamo un’ambulanza, non la porto a casa mia. Non li prendo a casa mia perché i problemi richiedono soluzioni adeguate ai problemi, non battute polemiche, code di paglia e sorrisetti auto-compiaciuti: non stiamo litigando tra bambini a scuola, stiamo parlando di problemi grossi e seri, da persone adulte.
E tra l’altro, possono rispondere in molti, qualche volta li prendo a casa mia.
Risposto. Passiamo a domande migliori, va’.

Davide De Vita

Decreto (in)sicurezza: le mafie ringraziano.

Salvini Blowing in the wind

Buongiorno e chiediamoci un…

No, un momento, oggi voglio prima raccontarvi una storiella.

Poniamo che, per esempio il prossimo 24 dicembre, in un paese a caso, che so, mettiamo “Codroipo”, un papà leghista tenga per mano il proprio figlio, che so, di otto, dieci anni, non ancora avvezzo alle amenità della politica.

Poniamo che questo bambino abbia una sorellina più piccola, che – anche lei poco avvezza ai “grandi temi” – avrebbe voluto per Natale un bambolotto molto scuro, ma sì, diciamo proprio nero, uno di quelli bellissimi…

Chiede allora il bimbo al padre:

<< Perché hai detto a Licia che Babbo Natale non le porterà mai un bambolotto nero? >>

<< Perché è contrario alla nostra cultura, credimi, le sta facendo un favore, un giorno sarai grande e capirai anche tu … >>

Il bimbo non è molto convinto, ma se glielo dice papà…

Più avanti, per strada, quello stesso bambino vede tante persone intirizzite dal freddo, molte sono donne, altri bambini come lui; non hanno più un posto dove andare, vagano senza meta in circa di cibo, calore, riparo…

Le accomuna la pelle scura, molto scura, nera proprio come quella del bambolotto che avrebbe voluto sua sorellina Licia e che quest’anno Babbo Natale – dice papà – non le porterà..

Il bambino si fa coraggio e chiede:

<< Papà ma quelle persone hanno freddo e fame, non hanno un posto dove andare, perché non le aiutiamo? >>

Il papà, che pensa di essere molto religioso e fedele a cultura e tradizioni, per tutta risposta molla uno scappellotto al figlio e risponde:

<< Non guardarli: quelli non sono come noi. Ora muoviti che altrimenti facciamo tardi a Messa. >>

(Sic!…)

Fine della storiella.

Ora possiamo chiederci il perché.

Perché, per esempio, non si può stare indifferenti davanti a ciò che accade?

Perché il limite è stato oltrepassato, da tempo, ma si continua a fingere che non sia così.

Perché il signor Matteo Salvini ha giurato sulla Bibbia e sul Vangelo, ma non ha messo in pratica non dico una parola, ma nemmeno il risvolto di copertina di questi testi, ammesso che li abbia mai letti. (se li avesse capiti, non sarebbe… Matteo Salvini.)

Non sapevo nemmeno dell’esistenza di Codroipo, così come ignoravo fosse famosa per essere l’anagramma della più triste delle bestemmie: ora lo so, ma ne avrei fatto volentieri a meno.

Come ormai sappiamo tutti, la storia del divieto dei bambolotti neri è vera.

Questo è il delirio fatto legge.

Bisogna dirlo, urlarlo a gran voce, scriverlo sui muri e gridarlo nelle piazze: è troppo.

No, non è vero: c’è di peggio.

Il decreto (in)sicurezza che passerà alla Storia col nome del vero primo ministro in carica, ha – di fatto – reso un enorme favore alle mafie, fornendo materia prima in quantità industriale e a costo zero alla criminalità organizzata.

Come hanno capito anche i sassi, infatti, decine di migliaia di persone, molte delle quali donne e bambini, seppur regolari in quanto possessori di “permesso di soggiorno umanitario” da un giorno all’altro non lo sono o non lo saranno più, trasformandosi in quei clandestini di cui il “nostro” (va beh, il “vostro”, tenetevelo pure…) si è sempre tanto lamentato…

In breve: lui stesso ha creato il “nemico” di cui – evidentemente – sentiva tanto bisogno…

Non è il primo e non è il solo ad averlo fatto: l’ultimo che mi viene in mente si chiamava

Göring.

Ora, anche questo lo sanno pure i sassi, da sempre la criminalità, organizzata o meno, pesca tra gli ultimi, gli emarginati, i disperati.

Non dico che proprio ogni centro di accoglienza fosse il massimo della perfezione (che non è di questo mondo), però decine di migliaia di persone regolari potevano sperare in un futuro appena migliore del passato lasciato alle spalle attraversando inferni che non possiamo nemmeno lontanamente immaginare.

Tutto questo – bisogna dirlo – peserà anche sul tanto lodato presidente Mattarella che il decreto l’ha firmato.

Perché queste cose bisogna dirle?

Perché – sperando come sempre di sbagliarmi – scorrerà sangue per le strade italiane, aumenterà l’odio a dismisura e ci sarà qualche ingenuo che si chiederà, troppo tardi:

<< Come siamo arrivati a tutto questo? >>

Beh, s’è cominciato in questi giorni, settimane, mesi.

E perché non si può più restare indifferenti?

Perché tutto questo è davvero troppo e l’indifferenza, ora e sempre, è…

Complicità.

Buon Natale.

Davide De Vita

I fili hanno preso il burattino.

Salvini e Bennato

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché.

Perché un’immagine – oggi – è così importante?

(Ringrazio intanto l’amico carissimo Toto Cadoni: la frase “I fili hanno preso il burattino” che ho scelto per il titolo è sua e gliene do atto.)

Aggiungo la solita doverosa premessa: sono perfettamente consapevole che ci sono problemi ben più gravi, ma oggi mi va di scrivere di questo fatto, proprio perché mi ha colpito e perché le immagini, ciò che rappresentano, hanno un fortissimo impatto, stavolta anche emotivo oltre che politico.

Oggi dunque, dopo aver visto una foto che ritrae insieme Bennato e Salvini, mi sono sentito triste, molto triste, tradito.

Vedi, ormai “poco caro” Edo, non sai chi sono e non lo saprai probabilmente mai, così come molto difficilmente leggerai queste righe, però sono cresciuto cantando le tue canzoni che sapevo a memoria, i primi accordi con la chitarra li ho strimpellati provando “Il gatto e la volpe” o “L’isola che non c’è”, la passione per l’armonica a bocca me l’hai trasmessa tu…

Regalavi sogni al ragazzino che ero e che litigò coi suoi genitori per poter assistere per la prima volta ad un concerto, il tuo.

Eri di sinistra? Non lo eri?

Non lo so, di certo in quegli anni non avresti mai fatto una foto insieme al potente di turno, non saresti salito spudoratamente sul “carro del vincitore”, non saresti stato, per usare il tuo linguaggio, a… Mangiafuoco. 

Mi è stato scritto che me la sto prendendo fin troppo per una semplice foto: beh, “poco caro” Edo, sai molto bene che l’immagine ha una sua forza dirompente, tu che nei tuoi testi hai sempre utilizzato metafore, molte riuscitissime.

Ebbene quella foto, per chi come me ha ancora tutti i tuoi dischi originali e faceva sacrifici per poterseli comprare, è come un pugno nello stomaco: un tradimento per il ragazzino che ero e per l’uomo che sono diventato.

Come ha scritto con intelligenza il mio amico Toto, che ringrazio e dal quale mi sono permesso di “rubare” la frase, i fili hanno preso il burattino.

Mi hai rubato i sogni, tu che me li avevi cantati.

Cantavi ironicamente “Arrivano i buoni” ti sei fatto fotografare insieme al Lupo Cattivo, o quello che ai miei occhi (e non solo i miei) lo è o lo appare, lo percepisco (oggi va tanto di moda questa parola “percepire” …) così.

Preferivo, parecchio, la foto insieme al grandissimo Bo Diddley, pensa un po’…

Per altri sarà soltanto una foto, non per me.

Ho scritto e lo ribadisco, che da oggi “mi dimetto” da tuo fan, perché mi hai deluso profondamente.

Un episodio, giusto per farti capire: il ragazzino che ero, entusiasta del tuo concerto a Carbonia (è un paese del sud ovest sardo del quale probabilmente ti sarai pure dimenticato…) che come t’ho scritto era il primo per me, s’era attardato perché voleva vederti da vicino, stringerti la mano, strapparti un autografo…

Non lo sapevo, non mi rendevo conto dell’ora tarda, ma in quel preciso momento il mio caro nonno, al quale mi avevano affidato i miei genitori, pur anziano ma preoccupatissimo uscì in Lambretta nella notte per venire a cercarmi…

Andò tutto bene, per fortuna, così continuai a cantare le tue canzoni, anche sulla spiaggia intorno al fuoco (un classico…) dove “Il gatto e la volpe” arrivava sempre più o meno dopo “La canzone del sole” di Battisti…

Ho cantato quelle canzoni anche tra le basse ma antichissime montagne della Sardegna, insieme ad amici che condividevano (alcuni di loro li condividono ancora, poi a loro se ne sono aggiunti altri, spesso i loro figli o le loro figlie…) sogni, valori, emozioni…

Altri tempi, altri sogni.

Mai e poi mai avrei immaginato perciò di vederti un giorno anche solo in fotografia, sorridente insieme a qualcuno che, a mio avviso, più che sogni ha mire.

Mai e poi mai avrei immaginato di vederti preso, avviluppato da quei fili del potere che – allora – contestavi in musica.

Sì, mi hai tradito, Edo, resteranno per me le tue prime bellissime canzoni, ma non sarò più un tuo fan, mai più.

Sai? Per me non furono “solo canzonette” e poi com’è che cantavi? 

Ah sì,

e nei sogni di bambino la chitarra era una spada… “.

Già ma per me di certo non era e non sarà mai quella di … Alberto da Giussano.

Davide De Vita

Il “governo Salvini” e la legge dei puri.

Salvini Conte Di Maio caricature

Buonasera e chiediamoci un perché.

Chiediamocene più d’uno, anzi, ch’è meglio.

Cominciamo col

<< Perché Matteo Salvini – attualmente a capo di questo governo e non è una battuta – vincerà o avrà comunque un enorme successo alle prossime elezioni europee? >>

Semplice: agli occhi dei suoi elettori, che lo chiamano il “Capitano”, sta facendo benissimo, tra ieri e oggi ha trasformato in decreto-legge uno dei suoi cavalli di battaglia, quello relativo alla “sicurezza” e in tv e sui social è onnipresente, non importa che se ne parli male o malissimo, lui c’è, gli altri no.

Punto.

Si badi bene che chi scrive NON condivide affatto le idee di questo signore, ma sarei il primo dei cretini a non riconoscere che, dal punto di vista del consenso, questo stesso signore sta andando alla grande.

Non così possiamo dire del suo attuale vassallo, Giggino Di Maio, le cui ultime figuracce cosmiche rimediate dalla sottosegretaria Castelli di certo non aiutano, così come gli accertamenti – attualmente in corso – sulle presunte assunzioni in nero di suo padre…

Vogliamo essere garantisti?

Proviamoci ed aspettiamo di saperne di più, ma quando di mezzo c’erano il padre di Renzi o il padre della Boschi (sia chiaro, stinchi di santo nemmeno loro…) si scatenarono – mediaticamente – fuoco e fiamme…

Già, perché come mi ricordano le orribili e sanguinose “purghe staliniane” (l’eliminazione sistematica – mediante campi di prigionia, tortura e assassinio) oppure la grande distopia politica del “1984” di George Orwell (da cui, per esempio, ha origine il termine “Grande Fratello”, ma le tante mie amiche e i tanti miei amici che leggono da sempre o comunque chi legge lo sa già benissimo) …:

<< C’è sempre uno più puro dei puri che ti epura. >>

Dicevamo quindi dell’attuale governo Salvini ( in teoria sarebbe il governo “Conte” ma al nominarlo la domanda sorge spontanea: “Conte chi?”) e del suo probabile futuro: non mi piace e non mi piacerà, ma… Potrebbe come si dice “far saltare il banco” e sbarazzarsi di Di Maio in men che non si dica, un Giggino che, al momento, visti gli imbarazzanti balbettii della Castelli, ma aspettiamo con ansia il nuovo assunto galileiano di mr. Toninelli (sarà un caso che i due cognomi facciano rima?) , sta facendo anche lui e a seconda di molti suoi elettori pentiti, la figura del “tenero Giacomo” di settimanale ed enigmistica memoria.

<< E allora il PD? >>

Guardate, stavolta c’azzecca.

Perché i capoccioni di quel che resta del partito ancora stanno guardandosi l’ombelico e giocando a chi ce l’ha più lungo o chi piscia più lontano.

Questo Salvini lo sa, ne trae giovamento e consenso, in poche parole, voti.

Lo capisco io, che non sono nessuno!

Spero di sbagliarmi, perché il conto da pagare sarà salato, enormemente salato, se pensavamo di aver conosciuto il “peggio” ci renderemo conto che invece davvero a questo non c’è limite e chissà a che santo ci voteremo…

Spero di sbagliarmi per il futuro dei figli degli altri: non ne ho, ma mi dispiace lo stesso, perché chi oggi è bambino un giorno crescerà, si volterà, guarderà dritto in padre i proprio genitori e a sua volta chiederà loro:

<< Perché? >>

P.S.: speravo di sbagliarmi anche quando scrivevo, in tempi non sospetti in cui tutti davano vincente Hillary Clinton, che sarebbe stato Trump a vincere le elezioni…

Stavolta, di essere in errore, lo spero proprio con tanta più forza.

Davide De Vita

Del tunnel del Brennero e altre amenità.

Toninelli Salvini e Di Maio

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché, magari prendendo un caffè.

Premessa: chiunque abbia già – come un colpo in canna pronto ad essere sparato – in punta di tastiera la frase “e allora il PD?” è pregato di fare altro piuttosto che leggermi, perché, lo sottolineo, NON è l’argomento di cui vorrei occuparmi, ma restare su ciò che ho in mente e non divagare troppo.

Per gli irrimediabilmente distratti: tutto ciò NON giustifica gli innegabili errori del PD.

Siamo a posto con le premesse e il leggere attentamente le avvertenze prima dell’uso?

Bene. Altrimenti, se avete saltato le righe precedenti, vi prego di ricominciare daccapo e agire di conseguenza.

Ciò detto, arriviamo al dunque: sono preoccupato, se avessi dei figli lo sarei ancora di più, perché il fatto che siamo in mano a degli ignoranti, incapaci, incompetenti è sotto gli occhi del mondo, ahimè.

La manovra economica, il famoso DEF (decreto di economia e finanza) è stato definito sbagliato, incompleto, senza coperture adeguate da chiunque ne mastichi un po’ NEL MONDO, tranne che da Stanlio e Ollio, sì, il Gatto e la Volpe, insomma, ci siamo capiti, Giggino e Matthew.

Loro no, loro (che già cominciano a mostrare che su parecchie cose non vanno d’accordo, contratto di governo o no) “tirano dritto”, avanti tutta verso il …

Baratro.

Poi se volete essere cool, chiamatelo “default” modello Grecia o meno pomposamente rovina economica del Paese.

Pure, non è difficile come concetto: è la vecchissima ed efficace metafora della coperta troppo corta.

Se tiri verso la testa lasci scoperti i piedi e viceversa, insomma non basta per coprire tutta intera una persona.

Tradotto: non solo non ci sono i soldi per fare ciò che i due buontemponi hanno promesso e ripromesso, ma a forza di dichiarazioni roboanti, mr. “Spread” continua inesorabilmente a salire, salire, salire, mangiandosi ogni giorno miliardi di euro di interessi insieme a quel pochissimo di credibilità che ancora l’Italia aveva.

Poiché benissimo non me lo ricordo nemmeno io, facciamo un breve ripasso su cosa sia questo spauracchio dell’economia, mr. “Spread”, appunto. Beh, questo è: 

La differenza tra il rendimento dei titoli di Stato Italiani e Tedeschi. Esempio: se il rendimento dei titoli di Stato Tedeschi è del 2%, e il rendimento dei titoli di Stato Italiani è del 5% lo spread è del 3% (5%-2%).

Ad esempio, se al telegiornale senti che lo spread fra i rendimenti (gli interessi) dei titoli di Stato tedeschi e quelli italiani è a 500 punti base vuol dire che noi italiani paghiamo sui questi un’interesse maggiore pari al 5,00% in più rispetto alla Germania.

Se uno stato è affidabile emetterà dei titoli di stato con un interesse più basso rispetto a uno stato”meno affidabile”.

Quindi, parlando come mangiamo, possiamo affermare che lo spread è anche un indice di “affidabilità” (o fiducia se vogliamo farla ancora più semplice) di uno Stato, in questo caso l’Italia.

Maggiore è lo spread, minore è l’affidabilità, la credibilità di uno Stato: non si crede più, in sostanza, o si crede sempre meno che quel determinato Stato possa onorare in concreto gli impegni presi, nonostante proclami e dichiarazioni di ogni sorta.

Già, “cari” (si fa per dire) elettori gialli e verdi, sappiate che, se avevate dei risparmi, la politica irresponsabile dei vostri eroi ve li ha GIA’ rosicchiati e continuerà a farlo: visto che ragionate con la pancia, magari ora che – nei fatti – vi stanno toccando il portafoglio (tra l’altro avevano promesso, giurato e spergiurato che questo non sarebbe successo…) vi sveglierete dal sonno (pesantissimo) della ragione…

Non basta.

Perché oltre all’inesistente, impalpabile, inconsistente pseudo – primo ministro Conte, a “corte” c’è pure un giullare, l’ineffabile Toni-nulla.

Come faccia questa compagnia di giro a collezionare anche più di una figura di merda (non c’è un altro termine altrettanto efficace, perdonatemi…) al giorno resta ancora un mistero, mentre è sempre meno misterioso il fatto che i conti da pagare, che pagheremo tutti quanti, a prescindere da chi o cosa abbiamo votato, saranno al solito salatissimi.

Non c’è solo il prossimo quindici ottobre da temere, ma il primo gennaio del prossimo anno, quando sarà ancora più chiaro di che morte dovremo morire.

Non si può tornare all’autarchia – ahimè già malamente sperimentata – così come non si può esistere, come Stato, isolandoci appunto dal resto del mondo politicamente ed economicamente, come, per esempio, la Corea del Nord, che almeno apparentemente sta compiendo minuscoli passi d’apertura verso l’occidente.

Noi no, noi si tira dritto, verso dove fingiamo di non saperlo, tanto a breve ci saranno le elezioni europee e tutto cambierà… La stessa Europa così com’è adesso – dicono Giggino e Matthew – non ci sarà più.

Questo lo vedremo dopo aver letto i dati ufficiali, nel frattempo, cari miei, cari tutti miei, saranno ancora e sempre sudore, lacrime e sangue.

Lì a “corte” però ci sarà sempre l’“irresistibile” (si fa per dire, è ironico, per chi non l’avesse capito…) Toni-nulla che si inventa tunnel che non esistono, mentre Giggino sta ancora facendo i conti con le percentuali di H2O della quale – secondo lui – è fatto il corpo umano… Nozioni da scuola elementare, evidentemente …

Non pervenute.

Non basta ancora: perché un altro “genio”, l’attuale ministro dell’istruzione Bussetti (che leggo ora ha la mia età…) proclama prima che la vita non si impara sui libri (fa un certo effetto, detto da un docente universitario…) poi abolisce il tema di storia dall’esame di maturità… Ma sì, rendiamo i nostri ragazzi ancora più ignoranti di quanto già non siano – non tutti, grazie al cielo … – e freghiamocene altamente del fatto – non opinione – che nel resto d’Europa quasi tutti i loro coetanei li sopravanzino come formazione e preparazione scolastica…

Ce ne sarebbe più che abbastanza, in un Paese normale, per cacciarli a pedate, non i ragazzi ma quelli lassù, sui vari colli del potere, ma … Questo non è un Paese normale così come, evidentemente, non lo sono tanti suoi abitanti, che però continuano a proclamarsi contenti di come stanno prospettandosi le cose, tanto è sempre colpa degli altri, di chi c’era prima, dei “poteri forti”, di Cicciobello (nero…) e di Barbapapà.

Il disastro del cagliaritano di ieri undici ottobre l’ha fatta passare sotto silenzio, ma una delle battute migliori, tragicomiche, circolate in rete nelle ultime ore è stata  la seguente:

<< Dopo l’allarme di criticità massima dato dalla Protezione Civile, il ministro Toninelli per precauzione ordina la chiusura al traffico del… Ponte di Messina. >> (grazie a Rita Cao che l’ha letta e a Antonella Origa che l’ha condivisa).

Al momento, stiamo messi cosi.

The show must go on.

Davide De Vita

La deriva.

sbarcano dalla Diciotti

Buongiorno e buona domenica, come va, come state?

Pronti a chiederci di nuovo un perché?

Perché, per esempio, siamo giunti a questo punto?

Mi si potrà rispondere: perché gli italiani, o meglio la maggioranza di quelli che sono andati a votare, hanno legittimamente eletto chi ora sta al Governo.

Questi stessi elettori magari non immaginavano che si sarebbe arrivati ad un pastrocchio formato da Lega e M5S, probabilmente meno di tutti i duri e puri del Movimento, la cui base infatti si agita e parecchio, così come forse non eravamo preparati alla strategia della massima visibilità dell’attuale leader della Lega.

L’ho già scritto e altri l’hanno scritto prima di me: si può dire di tutto di Salvini, ma non che sia stupido.

In Italia non passa giorno durante il quale non si parli di lui, nel bene e soprattutto nel male: lo sto facendo anch’io in questo preciso istante, purtroppo rendendogli un servizio, pure gratuito.

Non ci sono chissà quali segreti: dice ai “suoi” quello che vogliono sentirsi dire, facendoli contenti a costo zero.

Non ragionano questi, infatti, sui dati effettivi, ultimo esempio la nave Diciotti, che ha tenuto e ancora tiene banco come prima notizia in questi giorni: il “Capitano” (di cosa?) ha sbraitato per giorni che non sarebbe sbarcato nessuno, che decideva lui, bla bla bla.

I fatti sono che lui è indagato (e pure furioso) per imputazioni pesanti e oggi tutti, capite, tutti, sbarcheranno dalla nave, accolti per la maggior parte dalle diocesi, poi dall’Irlanda (dove guarda caso è in visita ufficiale il capo della Chiesa Cattolica) e dall’Albania, secondo le ultimissime notizie.

(alle otto e trenta erano sbarcati tutti, fonte Sky TG24) N.d.A.

Il “Capitano”, oltre che sbraitare contro tutti, dire “vengano a processarmi” (cosa piuttosto difficile visto l’incarico e il ruolo che ricopre al momento), se davvero vuol dimostrare di essere quello che dice, rinunci all’immunità parlamentare di cui gode, poi ne riparliamo.

A chi – con somma ignoranza – scrive o urla che la Chiesa si dovrebbe occupare prima degli italiani rispondo – ma i dati sono pubblici – che, nonostante quanto si dica male di questa istituzione, proprio la Chiesa attraverso le Caritas e tante altre iniziative, spesso pure di singoli parroci che si arrabattano come possono, da sempre si occupa degli italiani più poveri e non solo di questi, ma di tantissimi, troppi ultimi.

Non nego gli scandali, la corruzione, l’osceno fenomeno dei sacerdoti pedofili (non lo fa neppure il Papa, che proprio in queste ore da Dublino ammette il fallimento della Chiesa in questo campo*), ma che quando non si sa più, letteralmente a che santo votarsi, il primo posto dove da disperati (a prescindere da razza, religione, cultura, ceto sociale di provenienza) ci si rivolge è proprio la Caritas più vicina.

Sono proprio i dati Caritas, tra l’altro, che hanno fornito un quadro allarmante dei poveri in Italia, ben prima che si parlasse così tanto di migranti.

Questo per rispondere ad eventuali dubbi ai quali si faceva cenno poco sopra.

Torniamo al nostro discorso iniziale e al titolo che ho voluto dare a questo pezzo, la deriva.

Troppo facile, cari leader di sinistra o ciò che ne rimane, dare tutta la colpa agli altri, no, non va bene così, non funziona così.

Voi e le vostre politiche non proprio illuminate, voi che vi siete voltati dall’altra parte dando l’impressione che l’unico che dicesse ancora “cose davvero di sinistra” fosse rimasto proprio e solo Papa Francesco, che a guardar bene non ha fatto altro che ricordare il Vangelo e l’attenzione verso gli ultimi della Terra, avete parecchie responsabilità, non siete affatto “verginelle senza macchia, peccato e/o colpa”.

S’è già detto e scritto tante volte, vi siete dimenticati di quella “base” che storicamente era la parte maggiore del vostro elettorato, lasciando che migrasse (eccola la vera migrazione di milioni di… Voti!) verso la Lega e il M5S.

Quindi la “colpa” di tutto questo di chi è, alla fine?

Nostra.

Ognuno di noi, chi più chi meno, ha una parte di responsabilità per come stanno andando le cose oggi in Italia.

Sia che abbiamo votato, sia che non l’abbiamo fatto (è una scelta lecita anche quella e bisogna rispettarla) in quanto schifati da tutto ciò che odorava e odora ancora di politica, il nostro comportamento ha portato dei risultati: quelli che stiamo vivendo.

Il futuro non è dei più rosei: saranno prima l’economia, prestissimo, forse già da settembre, poi la Storia a presentarci il conto di questi brutti, tristi giorni.

Sarà salatissimo, perché ci metterà di fronte una volta per tutte ad una deriva peggiore, molto più triste di quella pur angosciante dei vari barconi carichi di disperati a galla sul Mediterraneo.

Quella delle nostre anime.

Davide De Vita

Fonti:

(RAI News)

* Papa Francesco ha pubblicamente riconosciuto a Dublino “il fallimento delle autorità ecclesiastiche, vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri, nell’affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti”. Quanto è accaduto, ha affermato, “ha giustamente suscitato indignazione e rimane causa di sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica”. “Io stesso – ha scandito – condivido questi sentimenti”. –

(adnkronos)

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2018/08/25/diciotti-sbarco-immediato-per-migranti_5e3LFVXUw5yfRX5D8DKgiI.html

Le PERSONE e… Quell’uomo lì.

Salvini nero

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Perché mi sono rotto di ciò che vedo e sento ormai ogni giorno?

Non solo in tv o in rete, ahimè, ma anche per strada, nella vita di tutti i giorni.

Intanto, perché i veri destinatari di questo pezzo probabilmente non lo leggeranno, ma pazienza, lo scrivo lo stesso, potrebbe essere una goccia nell’Oceano, ma c’è stato qualcuno che ha detto che quello stesso Oceano potrebbe sentirne la mancanza, di quella goccia…

Poi perché c’è ormai il rischio che sia una totale perdita di tempo provare – con enorme pazienza – a spiegare a persone ahimè temo un tantino ottuse che si stanno difendendo i diritti delle persone, compreso il loro di sparare minchiate senza fondamento, seppur messe loro in testa e poi in bocca dal capo che dice ciò che vogliono sentire, per meri fini elettorali, chi se ne frega non hanno un minimo di fondamento.

Già, perché come stanno cominciando a capire in molti – non sono certo il primo che ci riflette – quell’uomo lì che ricopre una delle più importanti cariche istituzionali non fa altro che cavalcare l’onda restando sempre in campagna elettorale, illudendo i suoi di aver fatto chissà che, quando non un decreto dicasi uno, o quasi, è stato approvato dall’attuale governo in carica.

Poiché però sono una persona umana e come tale posso sbagliarmi, se invece qualche decreto è stato approvato in merito vi sarò grato se me lo citerete con precisione prima e data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale poi.

Perché pare che le cose funzionino così, sembra esistano delle regole.

Nel frattempo, oggi in tutto il pianeta che è casa nostra, di tutte le PERSONE che compongono l’umanità, è la

Giornata Mondiale del Rifugiato (1); rimandandovi alla lettura dell’articolo che riporta dati e statistiche aggiornate, riporto un estratto:

Perché è una giornata importante.

La Giornata mondiale del rifugiato serve a ricordare a tutti noi, che una casa e una nazione l’abbiamo e che consideriamo questi diritti scontati e inviolabili, che non applicare le norme sul diritto d’asilo significa delegittimare la legislazione internazionale e, nel nostro Paese, disattendere un principio sancito dalla Costituzione (Antonio Vargas, responsabile per l’alimentazione e la salute di “Azione contro la fame”)

Anche alla luce di questi dati aggiornati rischia di essere del tutto vano ricordare che non è in atto alcuna invasione se non nella testa di quell’uomo lì e di riflesso in quella dei suoi seguaci (se preferite “followers”, ma visto che va tanto di moda il “prima gli italiani”, magari cominciamo dal “prima l’italiano”, inteso come lingua, uh?) che, ahimè, salvo alcune eccezioni (evidentemente molto ben nascoste…) appaiono per la stragrande maggioranza, non c’è altro termine, ignoranti e anche parecchio.

Se pensate che li/vi stia offendendo, vi rimando a tutto ciò che la gente di quell’uomo e lui in persona ha detto, scritto e postato (su Internet resta tutto, lo … Ignoravate?) contro la gente del Sud alla quale mi onoro di appartenere, perciò sappiate che qualsiasi offesa, ingiuria, insulto o altro che possa venirvi in mente mi è già stata rivolta o rivolto.

Ecco, lì sì che ha messo in pratica il “prima gli italiani”: ha offeso in ogni modo, insultato in tutte le maniere possibili e immaginabili campani, calabresi, siciliani, sardi e son sicuro che qualcuno me lo sono dimenticato.

Non starò più zitto – forse non lo sono mai stato, spero anzi di non esserlo mai stato – su queste cose, non le tollero: come ho già affermato più volte in Italia esiste una Costituzione sulla quale quell’uomo lì ha pure giurato davanti alle telecamere: che la usi come carta igienica a me non sta bene.

Non mi sta bene neppure – qui raccolgo l’osservazione di un mio caro amico – che la prima carica dello Stato, che di quella Costituzione s’è sempre dichiarato garante, non proferisca parola in merito, così anche su questo staremo a vedere, ma finché mi sarà concesso la mia la dico e la scrivo.

Così come scrivo “quell’uomo lì” senza specificare il cognome, visto com’è già stato usato a Caserta, dove solo perché forse sono state usate armi ad aria compressa non c’è scappato un altro morto, come Sacko Soumayla, lui sì ammazzato come un cane a fucilate pochi giorni fa.

Non è che “potrebbe succedere” o “sta succedendo”: è già accaduto.

Ancora: quando mi confronto con ignoranti – non è un’offesa, è un dato di fatto – me ne accorgo, così come se ne accorgono tutte le persone che, non essendolo, vi leggono e mi leggono.

Guardate, non è presunzione ma nuovamente la constatazione di un dato di fatto.

Non ve ne rendete conto, ma per tantissimi è come se aveste un’enorme insegna in fronte con su scritto a caratteri cubitali:

<< Sono un ignorante e poiché non ho argomenti con i quali controbattere scrivo orrori d’ortografia e riempio le righe di insulti, perché sono incapace di esprimermi diversamente. >>

Questo compare, non ve ne accorgete (come potreste?) ma sappiate, ve lo ripeto ancora una volta, che in rete resta tutto, se cancellate resterà da qualche altra parte in quanto condiviso, perciò lo leggeranno i vostri figli – se già non l’hanno fatto – e i vostri nipoti, molti dei quali si vergogneranno di voi, se già non si vergognano adesso.

Temo inoltre che in alcuni casi non abbiate proprio abbastanza intelligenza per capire quanta ve ne manca…

Se state ancora riflettendo sul significato di questa frase …

Ahi! Ahi! Ahi!

Ho già spiegato che rinuncio ad altro per tenere in piedi questo blog, pago perché ciò prosegua, perché per me scrivere è una passione e se non lo facessi mi sentirei incompleto.

Pago io, << comprende >>?

Sono l’editore di me stesso, non mi paga nessuno e quindi scrivo ciò che penso, finché mi sarà permesso.

Facciamo un altro esempio per ribadire il concetto: si andrà avanti – è già successo, se conosceste la Storia lo sapreste – fino a << prima il nostro condominio perché è esposto a nord – est >>, poi si restringerà il campo ai dirimpettai di pianerottolo, quindi i vostri figli, sì, proprio loro, educati da voi, ricordatevelo bene, siete voi il tristissimo esempio, entreranno in casa vostra, vi spareranno in testa senza tanti complimenti perché vi riterranno inutili e dannosi per loro e la loro economia.

Poi si spareranno tra loro.

Questo è il mondo e il futuro che state costruendo per voi, i vostri figli e i vostri nipoti col vostro fulgido esempio, non sorprendetevi quando (quando, non “se”) accadrà, siete stati avvertiti, oh se lo siete stati!

Figli e nipoti che, nonostante tutto, per me continueranno ad essere persone.

Non aggettivi.

Insomma, avete rotto.

Davide De Vita

(1): http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2018/06/19/news/giornata_mondiale_del_rifugiato-199384495/

Fonte:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/06/19/news/spari_contro_immigrati_al_grido_salvini_salvini_-199404541/

Tandem nos habere imperium

Governo Conte 31 maggio 2018Buonasera – o buongiorno e chiediamoci un perché.

Ce lo chiederemo per mesi, per anni, dei poveri disgraziati di studenti del futuro lo studieranno a scuola (forse…) e non ci capiranno niente lo stesso, ma… È finita, quest’interminabile, grottesca, folle, costosissima telenovela che in molti hanno definito semplicemente “caos governo” è finita. Ce l’abbiamo, un governo, da circa un’ora al momento in cui scrivo.

A proposito, la frase in latino del titolo significa appunto 

<< finalmente abbiamo un governo >>

Abbiamo visto in diretta Mattarella soddisfatto e sorridente uscire da quel portone con ai lati i due imponenti corazzieri (unici ad essere per disciplina rimasti seri e austeri in tutto questo guazzabuglio) e dire che sì, il governo ora c’è, il Presidente del Consiglio, professor Conte e i suoi ministri giureranno domani (forse oggi per chi leggerà queste righe il primo di giugno) alle quattro del pomeriggio.

Poi tutti a casa che è venerdì e sabato è la festa della Repubblica o di quel che ne rimane, a seconda dei punti di vista…

A prescindere dai punti di vista, invece, questi quasi tre mesi di non-si-sa-bene-che-cosa, con quel tackle-in-scivolata dello stesso Mattarella contro gli stinchi del professor Savona che per alcuni è un capolavoro politico e per altri un’incomprensibile follia, sono costati e costeranno all’Italia cifre iperastronomiche, si parla già di decine di miliardi bruciati a causa dell’enorme perdita di tempo.

Perché, di nuovo da qualunque parte la si guardi, è con l’economia prima di tutto che, scusate il forzato e forzoso gioco di parole, bisogna fare i conti, signor Conte appena (di nuovo) incaricato…

Traduco per tutti: se ho a malapena i soldi per acquistare una Fiat Duna (la più brutta macchina che sia mai stata disegnata …) di quindicesima mano, non posso nemmeno pensarci, alla… Ferrari di Vettel!

Di più: se arrivo a fatica non a fine mese, non a fine settimana, ma a fine giornata e non so cosa mangerò domani, non è che abbia proprio tutta questa voglia di andare a leggere (e capire…) cos’è la Costituzione e cosa dice in merito…

Fatta questa più che doverosa premessa che in qualche modo ci ricorda che esiste – eccome se esiste – quello che “quelli bravi e competenti” chiamano il “paese reale”, abbiamo assistito (quando non partecipato in prima persona) ad un interesse per le cose della politica che difficilmente s’era visto prima. Complici le tv ma soprattutto i media, i social e – so di ripeterlo in continuazione, ma è così, siamo fatti così, soprattutto i maschietti, col pallone e quell’altra cosa sempre in testa … – con il “lutto” non ancora metabolizzato dell’esclusione dai Mondiali di Calcio al sorgere di migliaia, milioni di improvvisati, ma proprio tanto super esperti di Costituzione …

Ora, ragazzi, ho già scritto che esami di diritto ne ho dato solo due e quindi proprio non sono un costituzionalista, ma il signor Sergio Mattarella, comunque la si pensi, dice Mamma Wiki che …

 nel 1964 si laureò in giurisprudenza presso l’università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi su “La funzione dell’indirizzo politico”.

Poi… 

 intraprese la carriera accademica presso l’Istituto di Diritto Pubblico dell’Università di Palermo, come collaboratore di Pietro Virga, divenendo nel 1965 assistente di diritto costituzionale, e poi professore associato, insegnando diritto parlamentare sino al 1983,

che sembrerebbero cose buone, giuste ed encomiabili, ma fu sempre lui che …

…curò il progetto di riforma complessiva della scuola elementare che dopo alcuni anni di sperimentazione, con la legge 148 del 23 maggio 1990, rese universale il modulo dei tre insegnanti su due classi portando al superamento del tradizionale maestro unico…

Di cui si discute ancora, così come di quanto segue:

Nel corso dell’XI legislatura fu relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che, recependo l’esito del referendum del 1993, introducevano una preponderante componente maggioritaria sia pure mitigata dall’attribuzione, con il sistema proporzionale, del 25% dei seggi. La legge Mattarella, alla quale il politologo Giovanni Sartori diede l’appellativo di Mattarellum, fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001. Mattarella, inoltre, fu componente della commissione bicamerale per le riforme costituzionali, della quale per pochi mesi ricoprì l’incarico di vicepresidente…

Insomma quest’uomo, questo democristiano (non svaniranno mai, è una pia illusione che scompaiano… ) che ha cavalcato i decenni e – massima e assoluta solidarietà per questo, senza se e senza ma – ha raccolto tra le proprie braccia il fratello morente assassinato dalla mafia, è cresciuto a “pane e costituzione” per cui è lecito pensare che fosse ben consapevole di ciò che faceva… 

Il resto è storia recentissima se non cronaca degli ultimi giorni e delle ultime ore, ma il succo del discorso qual è: di sicuro il Presidente la Costituzione la conosce…

Vogliamo dire, per tenerci bassi, almeno meglio di me?

Che poi il suo gran rifiuto dell’euroscettico Paolo Savona sia stata una grande mossa o… No (non voglio essere volgare), credo sarà appunto la Storia e soltanto quella a giudicarla.

Nel frattempo, votatissimi e come è giusto che sia in democrazia, Luigi e Matteo, facendo un passettino di lato a testa e rinunciando entrambi alla carica di premier (da quel che ho appena letto faranno entrambi i vicepremier e i ministri di ministeri importantissimi, lavoro e politiche sociali il primo, interno il secondo) a favore di Conte, si godranno da domani un grande momento di popolarità molto vicino al trionfo.

Poi certo arriverà anche per loro la dura realtà e i conti che bisognerà far tornare, di qualsiasi colore sia la “casacca” indossata e l’ideologia (o post – ideologia) propugnata e promossa fino adesso, ma quella è un’altra storia, per qualche giorno può aspettare.

Personalmente non mi piace questo governo, non mi ci sento rappresentato per nulla, credo che il Movimento 5 stelle sia molto simile (seppur figlio di questi tempi e non di quelli) al Partito dell’Uomo Qualunque di qualche tempo fa, con in più robusti innesti tecnologici e frasi fatte o slogan molto simili a quelli che si possono leggere in certi uffici dove alle pareti sono appesi dei “poster motivazionali”…

Questo però è solo il mio parere e chi la pensa come me le elezioni le ha perse.

Non mi piace nemmeno la Lega, mi fa quasi paura per le sue nemmeno troppo celate idee quasi autarchiche e pericolosamente più destrorse di quanto non sembri, non mi piace Salvini ma gli riconosco una capacità affabulatoria fuori dal comune: sa parlare alla “sua” gente (anche Di Maio lo sa fare, riconosciamoglielo) dicendo ciò che la sua gente vuol sentirsi dire, ma, lo ripeto ancora una volta, vediamolo – vediamoli – alle prese con la dura responsabilità di governare.

Sapete che mi piace moltissimo la Storia, quindi sono andato a rispolverare la figura di un De Gasperi o del povero Moro, ricordato di recente, ma anche di un Berlinguer che come minimo diceva cose di sinistra: uomini, guarda un po’, con una robusta, solidissima preparazione di base prima e politica poi, statisti, persone che non pensavano alle prossime elezioni ma ai prossimi decenni, quelli che stiamo vivendo non esattamente benissimo e nei quali classe dirigente e politica (da noi eletta, si badi bene, noi che  sempre di più sembra abbiamo dimenticato il valore della competenza, della formazione, della preparazione reale nei vari ambiti) tendono o hanno paurosamente raggiunto la…

Mediocrità.

Ciò detto e ripetendo per la miliardesima volta che queste sono solo mie considerazioni personali, quindi sempre opinabili, ma di cui rivendico l’unica e sola proprietà e responsabilità intellettuale, auguri al nuovo governo, auguri Italia e…

Che Dio ci aiuti!

Davide De Vita

 

 

 

Il Gatto – Salvini e la Volpe – Di Maio: ogni favola è un gioco, ma…

Salvini Gatto e Di Maio Volpe

Buon pomeriggio e chiediamoci un perché.

Già.

Se vivessimo in una favola potremmo chiederci: perché ostinarci ad impiegare tempo, fatica e denaro nella preparazione nostra e/o dei nostri figli, facendoli studiare fino alla laurea?

Di più: perché affannarci, noi stessi, i nostri figli quando non i nostri nipoti, nella disperata ricerca di un’occupazione o nel tentativo di salvare quella che, a questo punto miracolosamente, ancora abbiamo?

Visti gli attuali, attualissimi esempi che ci giungono dalla favola che si vive lassù in alto (vedi la selva di microfoni fuori dallo studio del Quirinale due giorni fa che attendevano il Gatto e la Volpe) , non serve a nulla.

Soprattutto se, in tempi come questi dove nel paese che non è dei Balocchi ma potrebbe essere dei <<ciechi>> ( nel senso di chi non vuol vedere come stanno davvero le cose ), dove un guercio è re, si è dotati di una convincente parlantina (chi se ne frega dei contenuti, la platea ama sentirsi dire ciò che vuole sentire) e si è riusciti abilmente a scansare ogni tipo di lavoro degno di tal nome – o quasi – utilizzando la scalata in carriera politica anche per giustificare l’insuccesso negli studi prima e il non aver in sostanza mai lavorato poi, beh allora, come si diceva, perché sacrificarsi?

È inutile, ripeto: perché se ce l’hanno fatta loro, ce la può fare chiunque.

Come in una favola.

Salvo poi, piccolissimo dettaglio, fare i conti con la realtà e la Storia…

Beh, se la si conosce.

Per inciso: nemmeno io sono laureato – non mi basteranno altre quattro vite per finire di pentirmi di non aver proseguito gli studi: quando avevo tempo e possibilità mi mancava la voglia, lo dico proprio ufficialmente, mentre ora che ne avrei voglia e possibilità non ne ho il tempo – ma non ho mai pensato di candidarmi, nemmeno come consigliere comunale, giusto per lambire anche il tema locale, caldissimo in questi giorni nelle lande in cui vivo…

Loro due invece sì, loro, per citare Orwell, si sentono evidentemente più uguali degli altri, mentre è notizia di ieri o di poche ore fa che l’incarico al signor professor Conte non sia più così tanto sicuro, ma la telenovela prosegue…

Si diceva della realtà e della Storia: la realtà è che, per attuare i sogni espressi nel cosiddetto Contratto di Governo (volendomi fare del male, molto male, mi son letto, ma lo trovate ovunque in rete) ci vorrebbero più di cento miliardi di euro all’anno.

Sì, avete capito bene, non sono << cento da spalmare nei cinque anni di legislatura >> come ha affermato, durante una trasmissione tv, Beppe Grillo e non basterebbero mai i venti o trenta miliardi di una << normale finanziaria >> da lei citata.

Torniamo per un attimo al << caso Conte >>: non avevo mai sentito parlare di lui come penso la maggior parte degli italiani, ma era chiaro che, una volta ufficializzato il suo nome, avrebbe avuto tutti i riflettori puntati su di lui e gli avrebbero fatto le pulci.

Mentre si attendono chiarimenti sui suoi veri o presunti <<approfondimenti di studio >> in varie prestigiose università straniere, non mi sembra proprio il caso di prendersela contro di lui per un’onerosa cartella di Equitalia che – quella sì – parrebbe tra l’altro abbia pagato. Quattro quinti d’Italia sa cosa significhi, soprattutto se proprio a pagare non ce la si fa, per non dire di quanti, purtroppo, per una di quelle cartelle si sono tolti la vita (argomento dimenticato fin troppo in fretta da tutte le forze politiche).

Era altrettanto ovvio che avremmo avuto addosso gli occhi del mondo, nel quale esistono delle regole, delle leggi e dei trattati internazionali che, guarda un po’, vanno rispettati, altrimenti ci sono sanzioni e penali pesantissime che andrebbero ad aggravare il già quasi infinito debito pubblico… Non solo: anche la geologia ci insegna parecchio, perché non abbiamo materie prime (una quisquilia evidentemente secondo i nostri eroi…) e le nostre industrie principali sono di trasformazione dei materiali o comunque

Il Gatto e la Volpe tutte queste cose le sanno benissimo, nonostante fingano di essere in grado di contrastarle, non si sa bene come, ripeto anche dopo aver letto il loro << Libro dei Sogni >>.

Il Preside Mattarella prende ancora tempo, infastidito sia dal curriculum non troppo chiaro del professor Conte, sia dal nome dell’euro-scettico professore – questo sì di chiara fama – economista Savona, che proprio non gli va giù, mentre gli italiani, che lentamente si stanno rendendo conto che le elezioni, numeri alla mano, alla fine non le ha vinte nessuno, aspettano non si sa bene cosa, non si sa bene chi.

C’è il rischio che s’incazzino ancora di più, visto che sono (siamo) pure orfani della Nazionale ai Mondiali, con la quale ci saremmo ancora illusi di contare qualcosa nel Grande Gioco dell’Economia e della Politica globale.

I sogni prima o poi finiscono e la realtà è sempre dura da accettare, ma proprio con quella – e con la Storia come dicevo – bisogna sempre fare i conti.

Uno solo, un << Conte >> non basta.

Davide De Vita

Fonti: 

https://www.ilpost.it/2018/05/18/costo-programma-lega-movimento-5-stelle/

https://www.agi.it/fact-checking/costo_reddito_cittadinanza_abolizione_fornero_flat_tax-3912582/news/2018-05-17