“Quinte Emotive” presenta ad Iglesias “Il berretto a sonagli” di Pirandello

Quinte Emotive scena corale 1

Buongiorno e chiediamoci un perché.

Perché, per esempio, la Verità spesso ci atterrisce, sgomenta e terrorizza?

Fermi, calmi, zitti e buoni.

Non è necessario rispondere subito: sono millenni che l’Uomo si pone questa domanda e ancora stiamo tutti cercando una risposta accettabile, oppure accettabile per noi, per ciascuno di noi, intendo.

C’è chi la trova nella Fede, chi nelle formule della realtà scientifica, chi un ideale sociale e politico e così via.

Un signore che si chiamava Luigi Pirandello[1] ha provato a rispondere a modo suo a questa domanda, scrivendo nel 1916 “Il berretto a sonagli”[2], logica prosecuzione delle novelle “La verità” e “Certi obblighi”.

La commedia, nella quale il “berretto” altri non è che quello del buffone, del giullare, per tutti simbolo della vergogna, del disonore e dello scandalo, ma sotto il quale chi lo indossa – pur tacciato di follia – dice appunto la verità che non vogliamo vedere e sentire, è stata portata in scena ad Iglesias dalla compagnia teatrale “Quinte emotive”[3] al Teatro Electra, domenica sera 16 dicembre.

Il teatro era pieno e lo spettacolo, andato in crescendo sia per il molto apprezzato “lasciarsi andare ai personaggi” degli attori sia per la calorosa risposta del pubblico, che alla fine non ha lesinato applausi.

Personaggi e interpreti: Cristina Pillola “Beatrice”, Giusy Fogu “Saracena” e “Assunta, madre di Beatrice”, Gisella Biggio “Fana”, Andrea Zucca “Fifì”, Leonardo Pani “Ciampa”, Efisio Deiola “Delegato Spanò”, Manuela Perria “Nina, moglie di Ciampa”. Musiche dal vivo Pinuccio Pumoni, costumi Rosa Pinna, audio – luci Service Eventi. Regia di Paolo Angioni.

Giusy Fogu, presidente di “Quinte Emotive” e in quest’occasione portavoce della compagnia (nella piece interpreta sia la “Saracena” sia la madre di “Beatrice”), spiega il lungo, faticoso e impegnativo percorso che ha portato attori e regista fino al palco dell’Electra.

<< Abbiamo scelto tempo fa Pirandello in contemporanea con “Il processo” o poco prima, per avere un classico in repertorio. Consapevoli che col tempo della preparazione, saremmo andati in scena ai 100 anni dalla prima messa in scena dell’opera, avvenuta il 27 giugno 1917 a Roma. Il “Berretto a sonagli” si adattava inoltre al numero e alla tipologia degli attori che potessero comporre il cast. Una scelta nata come una sfida a crescere ancora che il regista, accogliendo la nostra richiesta di un simile spettacolo, ci ha proposto. >>

<< Un lavoro spianato >> prosegue l’attrice << per quanto riguarda la dizione, che abbiamo cercato di curare meglio con l “esercizio” (virgolette obbligatorie) dello spettacolo sul “Processo” di Francoforte. Pirandello necessitava anche di questa particolare preparazione, che stiamo ancora curando in quanto consapevoli della necessità di anni di studio. Per questo la preparazione del “Berretto” è durata circa un anno, ma ormai con quella dell’“Electra” siamo arrivati alla dodicesima replica e ci sentiamo molto stimolati a continuare a crescere >>

<< Iglesias come ha risposto e risponde? >> chiedo

<< La città ha fame di cultura e di teatro. Purtroppo spesso mancano spazi idonei, adeguati, per esempio per portare avanti il laboratorio di “teatro sociale” al quale la nostra compagnia tiene molto. Abbiamo alle spalle lunghi anni di onesto e faticoso lavoro, oggi siamo andati in scena davanti al teatro pieno e non può che farci piacere, ma bisogna pensare anche in prospettiva. Abbiamo molto apprezzato la presenza del sindaco Mauro Usai e dell’assessore alla cultura e allo spettacolo Claudia Sanna, speriamo che loro abbiano apprezzato noi. Non abbiamo, infatti, ancora una sede definitiva, se non due stanze per le riunioni. Dove lavoriamo da circa nove anni prima come laboratorio Arci poi come Compagnia vera e propria siamo per così dire ospiti, ma il nostro progetto di “Teatro sociale” di cui accennavo prima è fermo proprio a causa della mancanza di ambienti adeguati. Abbiamo visto entusiasmo e raccolto applausi, confidiamo in qualcosa di più concreto. >>

La compagnia teatrale “Quinte emotive” di Iglesias è tra le compagnie locali selezionate dal CeDAC[4] per completare il prestigioso cartellone teatrale della prossima stagione a Carbonia.

Sipario, applausi.

Davide De Vita

cartellone stagione teatrale Carbonia

[1] Luigi Pirandello:

(Girgenti, 28 giugno 1867Roma, 10 dicembre 1936) è stato un drammaturgo, scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Per la sua produzione, le tematiche affrontate e l’innovazione del racconto teatrale è considerato tra i maggiori drammaturghi del XX secolo. Tra i suoi lavori spiccano diverse novelle e racconti brevi (in lingua italiana e siciliana) e circa quaranta drammi, l’ultimo dei quali incompleto.

[2]Il berretto a sonagli” è una commedia in due atti di Pirandello; il titolo si riferisce al cappello che una volta portavano i buffoni ed era noto a tutti come il “copricapo della vergogna”; la trama si snoda in una non meglio precisata cittadina siciliana dell’interno ed è ambientata nei primi anni del Novecento (1916) con la Grande Guerra appena cominciata ma lontana da quel contesto. Riprende le tematiche già affrontate dall’autore nelle due novelle “La verità” (1912) e “Certi obblighi” (sempre 1912).

La trama: Beatrice Fiorica, gelosa e insoddisfatta, vuole denunciare al delegato Spano’, amico di famiglia, il tradimento del marito, cavalier Fiorica, con la giovane moglie del suo scrivano Ciampa, anziano e a conoscenza dei fatti, che tollera la situazione purché venga salvato il suo “pupo”, cioè la sua rispettabilità e la “faccia”. Inutilmente questi cerca di evitare la denuncia tentando di persuadere Beatrice a girare la corda “seria” quella che fa ragionare ed evita i disastri. Secondo Ciampa portiamo tutti sulla fronte tre corde come d’orologio: “la seria, la civile, la pazza. Sopra tutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile, per cui sta qua in mezzo alla fronte…; su la tempia destra, c’è la corda seria, per parlare seriamente, a quattr’occhi; a sinistra la corda pazza…quella che fa perdere la vista degli occhi…  ed uno non sa più quello che fa”. Beatrice però non ci vuol sentire da quell’orecchio e fa scoppiare lo scandalo, ma tutta la famiglia le va contro: madre, fratello, serva e così alla fine il delegato cerca di far apparire che non c’è stato alcun rapporto tra il cavaliere e la giovane Nina Ciampa. Ma è proprio al Ciampa, al marito tradito, che la cosa non va più bene, egli è offeso e ferito, tutti sanno ora, dopo tutto quel chiasso, che porta “il berretto a sonagli”, il cappello da buffone e da becco, e vuole la rivincita. Sarà la signora Beatrice che si è tolta il capriccio di far girare la corda “pazza” a subire le conseguenze dello scandalo e a salvare il buon nome del Ciampa. Come? Facendosi ricoverare per tre mesi in un manicomio… Si è comportata da pazza, “…Ha bollato con un marchio d’infamia tre persone: uno, d’adulterio; un’altra, di sgualdrina e me (Ciampa), di becco. Deve dimostrare di essere pazza-pazza davvero- da rinchiudere!… Bisogna chiuderla! Bisogna chiuderla!  …È pazza! È pazza!” La commedia termina con una ‘orribile risata di Ciampa, risata di rabbia, selvaggio piacere e disperazione ad un tempo.

[3] La compagnia teatrale “Quinte Emotive”:

La compagnia nasce dopo molti anni di laboratori teatrali gestiti dal Centro Iniziative Culturali gestito dall’ARCI di Iglesias e tenuti dall’attore professionista argentino Coco Leonardi; questi parteciperà nel 2011 alla fondazione della Compagnia stessa; con la guida, la regia e la direzione artistica di Leonardi gli attori della compagnia hanno lavorato secondo il metodo Stanislavskij, basato sull’approfondimento psicologico del personaggio e la ricerca di affinità tra il mondo interiore di quest’ultimo e quello dell’attore. Ha debuttato sempre nel 2011 con “Memorie di un tavolo” e vanta ad oggi più di cinquanta repliche dei suoi spettacoli, andati in scena ad Iglesias, Cagliari, Carbonia, Mogoro, Serramanna, Sinnai, Assemini, Sant’Antioco, Monserrato. Ha vinto nel 2016 la prima edizione del “Premio di teatro Amelia Camboni” indetto dal Comune di Villamassargia; attualmente ospitata presso i locali dell’ex mattatoio di Iglesias, prosegue con il nuovo regista e attore Paolo Angioni il lavoro di formazione, seguendo corsi di dizione e approfondimento del metodo già citato. È affiliata UILT (Unione Italiana Libero Teatro); lo spettacolo “Il processo”, liberamente tratto da “L’istruttoria” di Peter Weiss è il primo lavoro messo in scena dalla Compagnia per la regia di Angioni; è stato inserito nelle manifestazioni per la “Giornata della memoria 2017” ed è stato richiesto da alcuni istituti scolastici come materia di studio relativa alla persecuzione nazista.

Compongono l’Associazione Culturale Teatrale “Quinte Emotive”: Giusy Fogu col ruolo di presidente, Leonardo Pani vicepresidente, Manuela Perria segretaria; M. Cristina Pillola tesoriere; Gisella Biggio socia; Corrado Cicilloni socio; Efisio Deiola socio.

[4] CeDAC: Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.